Segnalazione: Come anime scelte che si ritrovano - Gianni Verdoliva

Lettori e lettrici, oggi vi proponiamo la segnalazione di una raccolta di racconti edita dalla Robin Editore all'interno della Collana Robin and Sons: "Come anime scelte che si ritrovano", dell'autore torinese Gianni Verdoliva!

Come anime scelte che si ritrovano - Gianni Verdoliva

Come anime scelte che si ritrovano scritto da Gianni Verdoliva per la Robin Editore (Collana Robin and Sons) è una raccolta di venti racconti redatti in due vasi diverse, facendosi guidare dalla musica e assecondando la propria creatività, abbandonando il mondo che lo circondava per avventurarsi in altri tempi e luoghi, per raccontare di storie e personaggi che, in qualche modo, fossero parte dell'autore e figli suoi. Ognuno di questi racconti ha, innanzi tutto, emozionato il loro autore, anche fino alle lacrime, ognuno di loro presentante una storia differente, indipendente l'una dalle altre, per permettere ai singoli lettori di immergersi ed esplorare, attraverso di essi, il mondo del loro autore, Gianni. Racconti carichi di magia, avvolti da un alone di mistero e di amore.

Quando il passato e il presente si toccano, accade qualcosa di magico, specie in certi luoghi ove il silenzio e la tranquillità permettono di osservare e ascoltare oltre ciò che è apparente.
Riccardo, Fabio, Gianna, Michela e tutti gli altri personaggi di questi racconti brevi sono in viaggio, alla ricerca di serenità e di sé stessi, alla ricerca della propria anima.
In una cornice da racconto gotico, tra vecchi monasteri, paesi abbandonati, ville di campagna e antiche dimore, nella natura e circondati da un’atmosfera suggestiva, l’elemento sovrannaturale, in alcuni casi solo accennato, ma spesso preponderante, rappresenta lo snodo, misterioso quanto affascinante, di queste vicende a metà tra i racconti di fantasmi e le storie d’amore.
Tra reincarnazioni, presagi, incantesimi e dejà vu, seppur in situazioni il più possibile verosimili, i misteri si possono svelare e le maledizioni potranno essere interrotte.
Venti storie, a cavallo tra il reale e il fantastico, cariche di emozioni e di sentimento, con personaggi pronti a sorprendere e a sorprenderci per quanto il destino e loro stessi con le loro azioni sapranno creare.
Dieci storie al maschile e dieci al femminile con personaggi lontani da stereotipi e cliché, capaci di vivere appieno con tutti se stessi le loro vicende.
Personaggi, ma soprattutto anime, particolari e profonde, che si ritrovano.

BIOGRAFIA DELL'AUTORE: Gianni Verdoliva (https://gianniverdolivascrittore.it/) vive e lavora a Torino come giornalista e pubblicista, scrivendo per varie testate; ora collabora con il mensile Polizia e democrazia. Dopo aver terminato la scuola triennale di counselling a indirizzo Analitico-Transazionale, è attualmente S.F.E.R.A. Coach. Ama la natura e l'arte, le tradizioni e la storia, i bei paesaggi, le conversazioni profonde ma anche la tranquillità e il silenzio, i borghi medioevali e i sentieri di campagna, i racconti di fantasmi e il paranormale. La raccolta di racconti "Come anime scelte che si ritrovano" rappresenta il suo esordio come scrittore ed è stata finalista al Premio Il Convivio 2017 nella categoria opera inedita.

E ORA... QUALCHE ESTRATTO!!

Niccolò ora ricorda. Tante estati addietro. Quando
un leprotto era solito uscire dai boschi e avvicinarsi
senza paura alla casa di Sergio. “Come lo vuoi
chiamare?”, gli aveva chiesto Sergio. “Niccolò,
come me”, era stata la sua risposta. “È un leprotto
solitario, un po’ come te”, aveva aggiunto Sergio.
“Non ti piacerebbe che avesse un amico?”. E Nicolino,
fermando la bici, aveva assunto un’espressione
pensierosa per poi esclamare, illuminandosi: “Sì,
certo! Un amico, un amico del cuore! Mi farebbe
piacere che lo avesse!”. “Lo avrà presto”, gli aveva
risposto Sergio con lo sguardo concentrato a fissare
lontano, come se volesse scorgere il futuro. Ed ecco
che, alcuni giorni dopo, i leprotti erano due. “Niccolò
ha trovato un amico”, gli aveva detto con aria
soddisfatta Sergio. “E come lo vogliamo chiamare
il suo amico?”. “Alessio!”.

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Michela non ha paura. Forse in quel posto, in cui passato e presente
sembrano toccarsi, quel posto morto eppure pieno
di tanta vita, qualcuno la attende. Da tanto tempo.
Michela si prepara a rientrare e ripercorre le stradine
del paese all’indietro. Le foto ormai non sono
importanti. Lei ha una missione. Arrivata al ponte
si sporge a guardare, senza paura. E vede. Vede una
ragazza, annegata, il suo corpo sul fondo del fiume,
mentre la corrente le accarezza i capelli. Non ha l’aspetto
di un cadavere, sembra viva, come se si fosse
immersa da poco. Michela rimane a osservarla, per
poi riprendere il suo cammino. Ora sa.

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Fiorella è ammaliata dalla visione e tocca
il muro come a sincerarsi che si tratti davvero di
una pittura, per quanto di abile fattura. Poi si dirige
lungo il corridoio diritta alla sua stanza, l’ultima in
fondo, almeno così le ha detto l’agente immobiliare.
I suoi passi risuonano nel lungo corridoio semibuio
malgrado fuori sia pieno giorno, le due piccole
finestre sembra non riescano a illuminare l’intero
spazio. Come se parte della casa dovesse in qualche
modo restare in penombra, come se qualcosa
di segreto dovesse essere lì nascosto.

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