Recensione: Mondo9 di Dario Tonani

Buongiorno a tutti!
Vorrei iniziare questa recensione con un disclaimer: Mondo9 NON è la stessa cosa di "Naila di Mondo9" appena uscito, sono due pubblicazioni diverse.

Dopo questa piccola e necessaria parentesi passiamo a parlare del libro. Seguo sui social, senza aver mai letto, Dario Tonani da qualche tempo e così mi sono già potuto appassionare e incuriosire al suo Mondo. Mondo che ho scoperto da pochissimo grazie a… ebbene sì, signori, a volte le biblioteche hanno anche qualcosa di interessante (e non diciamo in giro di tutti i fumetti e i giochi da tavolo che si possono trovare!). Così, dicevo, sono riuscito a scoprire questo mondo arido, fatto di deserti velenosi, una Arrakeen mortale.

AMBIENTAZIONE - Mondo9 si contraddistingue per due caratteristiche principali, una delle quali è l’ambientazione che risulta essere molto interessante: deserti sconfinati di sabbie mefitiche e mortali e convogli immensi molto Steampunk che li percorrono su immense ruote da un lato opposti a mari sconfinati con isole di rottami.
Descrizioni precise, vere, sanguinolente, a tratti horror alternano scenari apocalittici eccitanti, quasi vivi, ma questi restano per tutti i racconti; non vediamo mai una città, se non nominata, non viviamo l'atmosfera di questo mondo.


"Nebbia. Un umido sudario bianco.
Da strappare a morsi fino a riempirtene la bocca per poi doverla sputare.
Ovattava i suoni, li rendeva lontani e vicini allo stesso tempo.
[…]
L'acqua era putrida e cosparsa qua e là di chiazze grigiastre: schiuma, ma anche grovigli di alghe o semplice mucillagine iridescente, abbastanza densa da fare massa a sé.
Chatarra era un mondo cavo. Ogni volta che la pala di un remo cozzava contro una delle pareti verticali produceva la nota lugubre di un tamburo."


STORIA - Il secondo elemento caratteristico è il focus sulle macchine; in particolare, sullA macchinA per eccellenza: la Robredo. La Robredo è una nave ciclopica, la più potente e famelica di Mondo9; è costruita in metallo, alimentata da un mix alchemico di vapore, olio lubrificante e batteri. 
"trentasei ruote – cinque metri e quaranta di diametro ciascuna – oltre 25.200 tonnellate di dislocamento, otto caldaie in grado di sviluppare 45000 cavalli di vapore, 73 uomini di equipaggio, sei compartimenti indipendenti, e dunque altrettanti treni gomme autonomi. Un capolavoro di metallo e vetrogel…" possiede cicli vitali distinti in quanto le macchine su Mondo9 vivono e si nutrono di olii, sangue ed esseri viventi sbuffando vapore e lasciando indietro solo carcasse vuote.
Le trame dei racconti seguono le vicende di questo vascello; a volte preda, altre cacciatore, la vediamo girare su Mondo9 attraverso gli occhi dei più svariati personaggi.
La nave vive e soffre, utilizza il suo equipaggio per sopravvivere e per autoalimentarsi lasciando oltretutto numerosi dubbi sollevati dall'ultimo racconto che, spero, saranno analizzati nei successivi lavori che ci porteranno su questo Mondo: la storia degli Interni, anime particolari restate legate al metallo.

"La notizia che il cargo si inabissasse di quando in quando fino all'inferno per pescare anime mi è stata riportata da voci diverse, ma io onestamente quaggiù non l'ho mai visto. L'inferno è grande e ce n'è un frammento, una scheggia, una goccia buia in ogni vascello a ruote."

PERSONAGGI - I personaggi umani sono secondari in queste vicende, eccetto uno che troveremo in due racconti distinti, a distanza di anni.
Sono tutti personaggi vivi, combattuti, straziati da una vita di sofferenze e senza un obiettivo proprio diverso dalla sopravvivenza.
Il Morbo, malattia che contagia tutti gli esseri viventi trasformandoli in metallo purissimo, pronto per essere utilizzato come nuovo pezzo di ricambio, stringe quasi tutti nella sua morsa creando un interessante legame tra macchine ed esseri umani, che sono "vinti" ma al contempo possono vivere solo grazie alle macchine.
Non c'è un personaggio principale che spicca sugli altri, anche quello che compare due volte (non lo nomino per evitare spoiler) è solo un altro ingranaggio, un diverso punto di vista, nuova carne per le ruote dentate della Robredo. Del mondo creato i personaggi più interessanti sono gli Avvelenatori cui spetta l'importante compito di uccidere o addormentare le macchine per evitare che esse uccidano gli umani.

"Il metallo è duro a morire, specie quello dei vascelli più grossi. In genere le macchine oltre le 5000 tonnellate di stazza hanno bisogno di dosi multiple e sviluppano necrosi in tempi che possono variare da poche ore a diverse settimane.
Veder morire una macchina è quanto di più disturbante ti possa capitare."

STILE - Tonani in Mondo9 riversa tutta la sua capacità descrittiva, ci offre ricche descrizioni e particolari del deserto, delle macchine e della morte degli esseri umani; ha la capacità di farti vivere gli ultimi momenti dei suoi personaggi.

"Victor Galindez, secondo ufficiale della Robredo
Carne su rotta di carne.
Ancora al timone"

Però il tutto porta a un lieve appesantimento della scrittura, le descrizioni sono dense e continue, aggiungendoci anche che molti racconti sono scritti da un "doppio" punto di vista: il personaggio nella "realtà" e, subito dopo, in forma di diario tenuto dallo stesso personaggio. Il tutto è stato fatto con maestria ma solo per una questione di narrazione, come pausa nei punti clou di un racconto. In Chatarra l'essenza stessa di questa doppia scrittura tocca però apici di bellezza assurdi, utilizzando questo mezzo per far risultare ancora più horror e ansiogena la situazione.

CONCLUSIONE - Il libro mi è piaciuto? Sì, non è stato male. Lo consiglio? Sì, è una prova di scrittura tutto sommato notevole, soprattutto sul ritmo narrativo (pur appesantito dalle descrizioni). Cosa consiglio soprattutto? Prendere spunto dalla ambientazione, Mondo9 inizia e finisce con quella, senza non sarebbe nulla. Ci sono migliaia di modi di morire ma vivere è difficilissimo. L'assenza di vita, di sopravvivenza e solo la parziale evoluzione dell'essere umano per raggiungere la sopravvivenza, contrapposto all' "essere macchina" attanaglia il lettore portandolo in uno spiraglio di morte e sofferenza. Questa è anche la mancanza di Mondo9: la mancanza di vitalità in un mondo dove l'essere umano sopravvive a fatica. Scrittori che leggete prendete spunto e completate i vostri mondi: non rendeteli "solo" interessanti ma lasciate che ci sia vita di ogni tipo e ancor più in un libro fantascientifico che ci sia la capacità di attrarne.
La mia è una critica generale? No, è molto personale; per di più so benissimo quanto in un racconto sia difficile poter inserire ciò che molti autori trattano in svariati libri per cui i deserti e i ghiacciai, le macchine giganti e gli uccelli, e la loro strana simbiosi, risultano molto interessanti e descritte con dovizia di particolari.
Vi lascio l'ultimo estrattino:

"La morte è peso perché è il prodotto della separazione di due opposti. Una scoria rimasta vedova del suo cielo. Chatarra era questo: l'inferno dove tutti i pesi vengono scaricati."



Luca

Commenti

Post popolari in questo blog

Intervista: Michela Giudici

Le creature di J.R.R. Tolkien: Aquile e Draghi

Intervista a... Vincenzo Romano!