Segnalazione: 2045 di Marko D'Abbruzzi

Buongiorno a tutti!
Come state?
Che dire? A breve, grazie a un amico che lo guarderà insieme a me, potremo controllare il nuovo sito da ogni prospettiva... e dopo ne vedrete delle belle!

Intanto beccatevi la segnalazione di
"2045. Lettere da un passato futuro.
di Marko D'Abbruzzi 

Il cloud ha inglobato tutto ciò che rappresenta il concetto di umanità”. Il mondo è diventato una grande “macchina virtuale”: lavoro, amici, famiglia, tutto è nel cloud. La moneta vigente è il worldcoin, soldi virtuali che vengono spesi tramite un chip sotto pelle. Alcuni umani si sono fatti impiantare degli agenti esterni, tramite nanotecnologia, per diventare più belli, più intelligenti, più veloci; tutto ciò solo per essere “socialmente utili”.

In questa visione particolare, Marko D’Abbruzzi mostra come l’uso errato della tecnologia, e la dipendenza da essa, ha portato il mondo ad un’umanità brutalmente indifferente nei confronti di chi ha meno, o addirittura nulla, da “dare”. Nel 2045 sei ciò che ti potresti permettere di acquistare.
Una tendenza sbagliata, che trasforma l’essere umano in una scatola vuota, bellissima e piena di accessori esterni, ma vuota all'interno.

Trama:

Luca, un ragazzo come tanti, è sempre in movimento, aspettando che la socialnet, agenzia globale che detiene il monopolio sul lavoro e sulla vita “socialmente sostenibile”, gli invii notifiche per nuove occupazioni giornaliere.
Il giovane si troverà, a causa di una serie sfortunata di eventi, a dover “combattere” contro l’icona rossa del suo conto in banca. I worldcoin stanno per finire, così come la sua utilità alla società del cloud. Per questo motivo, e ignaro delle verità che si nascondono dietro al “sistema sociale”, verrà catapultato a sua insaputa nella Zona Rossa. Da qui in poi la lotta diverrà reale. Sarà una preda per creature mutate a causa di radiazioni e guerre; troverà persone senza scrupoli che faranno di tutto pur di sopravvivere; dovrà scontrarsi con la devastazione, il buio e gli agenti climatici poco clementi che lo faranno cadere in un limbo psicologico dal quale uscirà grazie al supporto di pochi umani rimasti tali, nonostante le difficoltà della Zona Rossa. Il suo viaggio alla ricerca di risposte lo porterà a incontrare qualcuno che gli spiegherà cosa sta accadendo nel mondo “reale” mentre il cloud intorpidisce le menti degli abitanti delle città.


Quarta:

Nel 2045 il mondo non sarà come lo immaginate. Le persone “vivranno” all’interno del cloud, tutto ciò che rimarrà al di fuori sarà nulla.
La vostra “umanità” verrà pesata in worldcoin e l’esistenza avrà valore solo fino a quando sarete utili al sistema.

«Un popolo che è stato privato della capacità empatica, creerà una città che non è in grado di provare niente per i suoi figli più sfortunati».

Chi dimentica il passato è vittima del futuro.


L’Autore:

Marko D’Abbruzzi nasce a Roma nel 1982. Da sempre il mondo della letteratura è per lui una via di evasione dalla realtà di tutti i giorni.
Inizia scrivendo racconti e poesie; poi, nel 2007 pubblica il suo primo romanzo: I Cavalieri di Speranza.
Nel 2010 torna con un volume di formazione: Cattivi Ragazzi.
Tra il 2016 e il 2017 si classifica e vince diversi concorsi di racconti e pubblica la saga Le Cronache di Ansorac.


Link:

IBS: 2045. Lettere da un passato futuro.
LaFeltrinelli: 2045. Lettere da un passato futuro.
Amazon: 2045. Lettere da un passato futuro


Estratti

1) «Non sarò io ad ammazzarti. Ma è ora che ti svegli. La tua bella casa, il tuo bel lavoro, i tuoi splendidi amici sono in una città che non ti riprenderà indietro. Una volta che esci da quei confini dorati, diventi uno di noi. Ammazzi gente e mangi topi per sopravvivere. Oppure t’impicchi, ti tagli le vene, ti getti da un palazzo o qualunque modo tu preferisca per farla finita. Qui le lacrime servono a poco. Puoi bestemmiare e inveire quanto vuoi, non c’è nessuno ad ascoltarti, nemmeno quello che chiamano Dio. Se c’è, vive in città, nel lusso, non di certo qui». (Lea personaggio di: 2045. Lettere da un passato futuro.)

2) Il cloud è un mondo nel mondo, è come un’infinita scatola che contiene di tutto; profili sociali, curriculum vitae, serie tv, film, musica, anime, giochi, social network, fotografie, documentari, realtà virtuale, di tutto. Ed è in costante aggiornamento. Se qualcuno scatta una fotografia e la posta sul proprio profilo, il cloud registra l’ora, la data, il luogo, la marca del telefono, le condizioni meteo, il numero di like o dislike ottenuti, le condivisioni, i commenti, praticamente ogni tipo di interazione» cercò di spiegare Luca.
Lea alzò le spalle, «Perché?».
«Beh perché, perché è così che funziona» rispose disorientato. Per la sua generazione era normale. Erano cresciuti nel cloud.
«Quindi trovi assurdo mangiare dei topi ma è normale che una cosa come quella faccia tutto quello che hai detto senza sapere nemmeno perché lo fa?» sorrise Lea.
«Ma è diverso! Il cloud migliora l’esperienza virtuale, rende indelebili tutti i momenti!» rispose con naturalezza. Si rese conto, un istante dopo, di aver ripetuto lo slogan pubblicitario.
“Il cloud è la nuvola dei tuoi pensieri. Entra nel cloud, cammina nel cielo, vola libero nel mondo”.
(Luca e Lea: “Il Cloud”. 2045. Lettere da un passato futuro.)


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