Recensioni: Cirque du Freak - A Living Nightmare


Buongiorno!
Intanto mi presento, perché penso sia giusto. Sono Frankie, una nuova collaboratrice per questo blog. Avevo un mio blog, che però ho chiuso poco tempo fa.
Come mio primo post su FantasyAmo ho scelto una recensione.


Cirque du Freak” o “La saga di Darren Shan” è una saga horror per ragazzi, che in Italia è uscita nella serie “Piccoli Brividi” e che in lingua italiana è praticamente introvabile, se non in biblioteca. Quello di cui vi parlo oggi è il primo volume, “A living nightmare…


A living nightmare...
Il giovane Darren Shan, il suo migliore amico Steve e il loro gruppo di amici scoprono che in città è arrivato un “freak show”. Attratti dalla novità e dalla stranezza dell’evento, i ragazzini cercano di ottenere i biglietti per andare a guardare lo spettacolo. Darren, in particolare,forte della sua passione per gli aracnidi, è attratto dal numero di Larten Crepsley e del suo esotico ragno Madame Octa.
Ma non tutto è come sembra, e alla fine Darren e Steve si trovano invischiati in qualcosa di molto più grande di loro.

Aspettavo da tanto di leggere questo libro, e forse le mie aspettative erano un po’ troppo alte. Forse perché mi ero fatta degli spoiler, visto che mia sorella ha letto questa serie molto prima di me e me ne ha parlato. Comunque è stata una lettura interessante che mi ha accompagnata durante i miei viaggi in treno.

Già da questo primo volume intravediamo qualcosina del mondo creato da “Darren Shan”, pseudonimo dell’autore, che riprende i miti legati ai vampiri e ad altre creature soprannaturali: sdoganando le leggende, sfruttandole per la sua storia, o creandone di nuove, Shan crea una storia stuzzicante che sicuramente rapisce e spaventa il lettore più giovane e che attrae anche quello un po’ più “maturo”.

Darren è un ragazzino piuttosto avventuroso e curioso, e se Steve lo accompagna il disastro è assicurato. Devo dire però che non mi sono legata a nessuno dei due. Darren a volte sembra non capire le conseguenze delle sue azioni, e qualche volta mi sono trovata a coprirmi la faccia con le mani e a sperare che qualcuno gli dicesse di fermarsi. Ma no, ovviamente l’unico che poteva fare qualcosa era Steve, che lo istigava a fare idiozie. Si vede la loro giovane età, la loro voglia di esplorare ed essere indipendenti. E se a volte avrei voluto scuoterli e farli rinsavire, altre mi sono trovata a sorridere per le loro reazioni. I loro genitori, però, mi sono sembrati troppo non curanti per la maggior parte del tempo. Molte delle cose che Darren diceva ai suoi mi avrebbero messo in allarme, mentre gli Shan erano tranquillissimi.
E se Darren sembra comunque solo un ragazzino della sua età, in Steve c’è qualcosa che inquieta. È violento e sfrontato, si fa guidare troppo da emozioni che sono quasi sempre negative. È uno di quei ragazzini da cui ti aspetti che finiscano in prigione appena un po’ cresciuti. Non mi piace, proprio per nulla… Soprattutto dopo aver letto il finale di questo primo libro.

Un personaggio che invece mi ha intrigato parecchio è Larten Crepsley. Dal suo vestire eccentrico al suo modo di porsi, a volte irritante, credo che lui sia davvero il mio personaggio preferito. Purtroppo posso dire pochissimo di lui, perché parlarne risulterebbe in uno spoiler enorme per il primo volume, che è piuttosto corto e ruota proprio attorno a questo.
Avrei preferito che anche altri personaggi fossero inclusi oltre alla semplice presentazione, ma così non è stato. Peccato.

Per quanto riguarda il Worldbuilding, c’è poco da dire per ora. Il mondo in cui è ambientato è il nostro, quindi fin lì nulla di diverso. Ma l’autore, attraverso Larten, ha lanciato qualche amo qui e là riguardante la società soprannaturale e il loro modo di vivere, quindi spero proprio che se ne parlerà di più nei prossimi volumi!

Anche se è in inglese, lo stile è molto semplice (ricordiamoci che è diretto ai lettori più giovani), lineare, e si legge con facilità. Quindi, anche coloro che vorrebbero leggerlo in lingua ma che hanno un livello basso di inglese possono affrontarlo tranquillamente.
Nel complesso il libro mi è piaciuto e mi ha invogliato a continuare la serie, che si compone di dodici volumi molto corti. E, in effetti, il fatto che sono così corti un po’ mi dispiace: io sono una di quelle persone a cui piacciono le saghe grosse e intricate!
Ovviamente ve lo consiglio, sperando che, se lo leggerete, ne verrete a parlare con me.


Frankie

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