La Spada del Destino - Andrzej Sapkowski (recensione)

La Spada del Destino - A. Sapkowski
Andrzej Sapkowski ritorna alla ribalta con una nuova raccolta di racconti incentrata sulla figura dello strigo Geralt di Rivia, assassino efferato sempre alla caccia di mostri di ogni genere e razza da eliminare in cambio di un bel gruzzolo di danaro sonante.

Questa è la prima raccolta pubblicata dall'autore polacco riguardo le vicende dello strigo Geralt, ma rispettando la cronologia interna della saga, essa si colloca dopo le vicende narrate ne "Il Guardiano degli Innocenti"; al proprio interno troviamo sei racconti (che a differenza del libro sopra-citato, non sono legati tra loro da un unico filo narrativo), che narrano alcune delle avventure del protagonista, in alcuni casi affiancato da Yennefer, Ranuncolo o da altri co-protagnositi occasionali, in altri da solo.

Anche in questo caso ci troviamo di fronte a una raccolta di sei racconti: Il limite del possibile, Una scheggia di ghiaccio, Il fuoco eterno, Un piccolo sacrificio, La spada del destino (che da il titolo all'intera collezione) e Qualcosa di più.


  • Il limite del possibile. Dopo aver intascato la taglia per l'uccisione di un basilisco in un villaggio del nord, Geralt di Rivia si unisce a Borch "Tre Taccole" e alle sue due guardie del corpo Zerrikaniane (grazie ai quali non è stato derubato dagli avidi abitanti del luogo), passando con loro una piacevole serata, tra cibo, birra e conversazioni sull'Ordine e sul Caos e sui draghi. Ripreso il cammino il giorno successivo, nei pressi di un ponte del fiume Braa si imbattono in un posto di blocco (voluto dal Re Niedamir) dove incontrano Ranuncolo, impossibilitato a passare a causa della mancanza di un visto con il sigillo reale. Superato l'ostacolo e allargato il gruppo con il cantastorie e un mago, la compagnia si dirige verso le Montagne dei Gheppi, dove si dice sia stato individuato un drago, per unirsi al contingente di uomini inviato dal sovrano per eliminare la possente creatura. La morale dello strigo, unita a una buona dose di fortuna e a un avvenimento imprevedibile, eviteranno al drago una terribile fine.
  • Una scheggia di ghiaccio. Ad Aedd Gynvael Geralt, come sempre a caccia di mostri, alloggia in una locanda assieme alla maga Yennefer, con la quale si è riappacificato; quando scopre, però, di non essere l'unico interesse della donna, cerca in tutti i modi di risolvere la situazione a proprio favore, arrivando però in una situazione di stallo con il proprio avversario, il mago Istredd.
  • Il fuoco eterno. Rispetto agli altri racconti, questo (così come i seguenti) presenta una particolarità: non vede lo strigo impegnato a cacciare mostri, quanto piuttosto a fare acquisti a Novigard, una delle città più grandi del suo mondo. La situazione crolla quando incontra Ranuncolo il poeta e un mezzuomo a cui sono stati rubati l'aspetto fisico e le merci da un mutaforma.
  • Un piccolo sacrificio. Geralt veste i panni non già dell'assassino prezzolato, quanto piuttosto di traduttore per il principe Agloval, signore di Bremervoord, innamoratosi della sirena Sh'eenaz e intenzionato a sposarla. Non riuscendo a mettere d'accordo le parti (nessuno dei due è disposto a compiere un piccolo sacrificio), lo strigo si ritrova al verde, venendo messo anche alle strette dallo stesso principe, che appena ne avrà l'occasione riuscirà nuovamente a trovare una scusa per non pagare Geralt per la commissione ricevuta.
  • La spada del Destino. Geralt di Rivia è in missione diplomatica per conto di Venzlav di Brugge: deve infatti portare un messaggio alle driadi di Brokilòn, presso le quali è conosciuto come Gwynbleidd, il Lupo Bianco. Durante il viaggio, conoscerà la piccola principessina Cirilla, nipote di Calanthe di Cintra, alla quale scoprirà di essere legato dal destino.
  • Qualcosa di più. Lo strigo presta soccorso a un mercante, dopo avergli chiesto come pagamento ciò che questi avrebbe trovato al proprio ritorno a casa. Avuta la meglio, ma ferito gravemente, viene aiutato dall'uomo stesso, che lo carica sul proprio carro e si affretta a cercare aiuti. In trance, Geralt rivive alcuni episodi accadutigli precedentemente e, al proprio risveglio, vede al proprio capezzale la maga Visenna, sua madre, che il mattino dopo scompare così come era venuta. Continuando il viaggio, pur non essendosi ancora ripreso del tutto e dopo aver avuto alcune visioni premonitrici, arriva assieme al mercante alla casa di quest'ultimo, dove incontra e abbraccia il proprio destino: Cirilla di Cintra!
I protagonisti fondamentali dei racconti sono:
  • Geralt di Rivia: protagonista principale, è uno strigo, quindi un umano mutato in seguito al “Rito delle Erbe” al quale solo i più forti sopravvivono; abile assassino di mostri e spezza incantesimi, gira il mondo vendendosi al miglior offerente, rispettando un codice che gli impedisce di intromettersi in qualsiasi situazione non comprendente mostri. Geralt è uno strigo piuttosto interessante, poiché fu sottoposto a prove particolarmente ardue anche per uno della sua categoria, che gli hanno conferito capelli e barba completamente bianchi e occhi gialli simili a quelli di un felino – e da qui l'epiteto di Lupo Bianco; è quasi completamente privo di emozioni, che lo portando a stringere pochissime amicizie (per quanto salde) e intessendo un'ardua relazione amorosa con Yennefer di Vengerberg;
  • Ranuncolo il poeta: poeta, menestrello e bardo itinerante, grande amico di Geralt di Rivia, è uno dei più grandi menestrelli in circolazione, per quanto abbia anche fama di ubriacone, donnaiolo e nullafacente; durante le sue avventure al fianco dello strigo, iniziò a scrivere le sue memorie, intitolate "Mezzo secolo da Poeta";
  • Yennefer di Vengerberg: maga particolarmente esperta e potente, appartiene al Consiglio dei Maghi e per un certo periodo ha ricoperto anche l'incarico di consigliere per uno dei sovrani – per quanto non sia chiaro per chi; conosciuta per la sua immensa abilità in qualsiasi campo di magia, è uno dei pochi maghi in grado di utilizzare correttamente il teletrasporto, la telepatia e la necromanzia, oltre a essere immune come qualsiasi altro mago da ogni tipo di malattia. Per quanto sembri cinica, è perdutamente innamorata dello strigo, con il quale si prenderà cura anche di Ciri di Cintra;
  • Cirilla di Cintra: nipote di Calanthe di Cintra e figlia di Pavetta e Duny, è il fato di Geralt di Rivia, destinata a essere addestrata come uno strigo (cfr. Una questione di prezzo).
Anche in questo caso, è possibile affermare che i racconti sono stati costruiti piuttosto bene dall'autore, che ha saputo nuovamente catturare il proprio lettore nelle avventure del proprio protagonista. Detto ciò, la pecca vera e propria sta nuovamente nell'ambientazione: anche in questa raccolta non è perfettamente chiaro dove siano collocate le vicende di Geralt di Rivia e dei suoi compagni di viaggio - occasionali o meno che siano - lasciando i lettori con l'amaro in bocca.
Per il resto, come già detto nella recensione de "Il Guardiano degli Innocenti", l'autore ha uno stile davvero accattivante e interessante, coinvolgendo appieno il proprio pubblico.

A differenza del volume precedente, i racconti in questo caso non sono collegati l'uno all'altro, ma piuttosto sono a sé - non sono presenti le cosiddette "Voci della Ragione" che l'autore inserì ne "Il Guardiano degli Innocenti".

Rispettando la cronologia interna della saga, i libri sullo strigo sono da leggere nel seguente ordine:


  • La Spada del Destino;
  • Il Guardiano degli Innocenti;
  • Il Sangue degli Elfi;
  • Il Tempo della Guerra;
  • Il Battesimo del Fuoco;
  • La Torre della Rondine;
  • La Stagione delle Tempeste (ultimo uscito, ma collocabile prima de La Signora del Lago);
  • La Signora del Lago.



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