Recensione: Il popolo del tappeto; Terry Pratchett

Buongiorno a tutti!

Oggi vi parlo di un libro abbastanza particolare che, finalmente, è stato da poco ritradotto e pubblicato in forma integrale: "Il popolo del tappeto" di Terry Pratchett

Chi mi conosce già sa della mia passione per questo autore britannico, che mi ha colpito con la sua ironia e la sua capacità di affrontare con leggerezza innumerevoli situazioni pesanti.
Il popolo del tappeto è la sua prima opera (1971), rivista negli anni per essere ripubblicata nel 1992, e la cosa si nota.
Manca, infatti, di molta della sagacia sociale che contraddistinguerà le saghe successive nonostante già ora sia presente la derisione verso alcuni punti cardine dell'era moderna, l'ambientazione è divertente e interessante ma non perfezionata come sarà Mondo Disco, ma è anche il libro da cui è iniziato tutto.
La trama di questo romanzo è intrecciata nell'ambientazione, visto che la vicenda prende luogo sul/nel Tappeto, mondo dei Morrunghi.

"In principio c’era solo il più infinito, assoluto piattume.
Poi venne il Tappeto e lo ricoprì.
Dalla polvere, il Tappeto intessé i Morrunghi, ossia La Gente, o I Veri Esseri Umani.
È così che la maggior parte della gente chiama se stessa, tanto per cominciare. Finché un giorno s’incontra dell’altra gente e le si affibbia un nome tipo l’Altra Gente o, se si è di cattivo umore, il Nemico. Se a qualcuno venisse in mente un nome tipo Un Altro Po’ Di Veri Esseri Umani, tutti si risparmierebbero un sacco di guai."

La vicenda narra dell'esodo a cui una tribù di Morrunghi deve sottostare per scappare dalle grinfie di Sguro, entità soprannaturale il cui compito è distruggere tutta la vita del tappeto.
Tappeto... polvere... uccidere la vita del tappeto... aspirapolvere? =D
La vita di questo popolo è completa, dalla caccia alla burocrazia, dalle tasse ai regnanti in tutto e per tutto Pratchett vuole creare una società solida, che ricalchi sotto molto punti di vista la moderna. Questo per rendere le sue parole ancora più pungenti e graffianti quando parla, come sopra, dello Straniero, del Diverso, o come nelle righe che seguiranno parla di politica e di cosa ci si aspetta da essa.

"Il quinto giorno, il Governatore della città convocava i capitribù sulla piazza del mercato e ascoltava le loro lagnanze. Non sempre faceva qualcosa per rimediarvi, ma se non altro
mostrava interesse e annuiva spesso, con aria comprensiva. Alla fine, tutti se ne andavano di buon umore, almeno finché non arrivavano a casa. Questa si chiama Politica."

Vita idilliaca?
No, direi di no, visto che Sguro sta distruggendo tutte le città principali di Morrunghi e dei loro vicini guerrafondai Irruimani, costringendo la tribù dei due protagonisti, Glurk e Snibril, fratelli diversi in tutto e per tutto. Il primo "muscolo", il secondo "mente", grazie a loro la tribù si metterà in viaggio in cerca di pace e di vita lontano da Sguro e dai Muffosi, esseri beceri e maledetti che cercano di soggiogare tutte le forme di vita del Tappeto.
Tra notevoli avventure, scoperte, peregrinaggi e collaborazioni inaspettate, come quella con alcuni Irruimani:

"Sospirò Brocando - Ora pensiamo a sbarazzarci dei muffosi. Non credo che sarà difficile.
- Che ne facciamo se li catturiamo vivi, Maestà? - Chiese un Irruimane.
- Be' - disse il re con aria stanca - non abbiamo molte celle. Perciò, se possibile, evitate prigionieri.
- Non si uccide un nemico che getta la spada - gli ricordò Bane
- Davvero? Non si finisce mai di imparare - replicò Brocando - io ero convinto che fosse quello, il momento migliore."


i protagonisti arriveranno a una degna conclusione di questa vicenda, con un finale finalmente tradotto, visto che la precedente edizione non era completa.

Con questo libro Pratchett ha voluto soffermarsi particolarmente su alcuni aspetti della vita di una persona: le decisioni e il peso che le stesse hanno sulla loro vita. "Voi non vivete la storia, ma la fate. Basta una decisione. Basta una sola persona. Al momento giusto. Niente è così piccolo da essere privo di significato." Basta una decisione presa al momento giusto per cambiare il corso della storia, sia della propria che di quella altrui e questa storia lo insegna nel migliore dei modi: facendoti viaggiare sulle ali della fantasia e lasciandoti sognare grazie a un mondo inventato.

Vi aspettate che parli ancora di ambientazione o dei personaggi?
Ebbene, no, credo che questa recensione possa concludersi qui, con più estratti che contenuto perché è questo che lo scrittore riesce a fare: estraniarti da una bella storia per farti riflettere, per commuoverti e per aiutarti nelle scelte della tua vita.

Consigliato a tutti.

Luca "Aratak" Morandi



Commenti

  1. Ciao Luca! Il libro sembra interessante, anche se non credo di aver letto nulla di questo autore, per ora... Forse dovrei cominciare ^^

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    1. Assolutamente sì!
      Lui è un grande scrittore...

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