Recensione: I Cristalli di Mithra - Micol Giusti


Buongiorno!
Oggi vi parlo del primo di due romanzi usciti ambientati prevalentemente a Mithra, scritti da Micol Giusti.

Il testo: Una ragazza appassionata di libri fantasy, divoratrice di libri, diciamo una come noi, fuori dal mondo e che non si sente al posto giusto, a un certo punto, a causa di un libro e di una formula magica, viene spedita su di un altro mondo dove vivono elfi, fate e molti altri esseri. Finisce nel regno degli elfi che, a causa dell’arrivo degli umani secoli prima, hanno sofferto e patito molto: sono stati sottratti loro dei Cristalli che aiutano il popolo a essere più forte ed empatico, indebolendolo.

“Non conosco te ma la tua specie sì, e l'interazione con il nostro popolo non ha mai portato nulla di buono! Sai Astrid, tutto è iniziato perché gli esseri umani hanno cominciato a bruciare i nostri alberi, e noi, privati di ciò che ci protegge e ci da potere, ci siamo scagliati contro di loro. Ora sappiamo che forse sarebbe stato meglio trovare un accordo ma allora ci siamo fatti prendere dalla rabbia e dalla collera”
“Capisco... hanno sbagliato, ma essere della stessa specie non rende tutti uguali. Comunque sappi che non ho intenzione di combinare guai. Voglio solo tornare a casa”

Ma gli elfi, da soli, non possono recuperarli e, per farlo, hanno bisogno proprio di un membro della razza da loro così disprezzata, un umano. Astrid si ritrova quindi invischiata in un’avventura mozzafiato per riuscire a recuperare i cristalli sottratti.
Non vi svelo altro della trama perché è abbastanza lineare e dire di più vi farebbe capire come finisce il libro.

Stile: non vorrei quasi parlarne da quanto lo stile di scrittura distrugga l’italiano. Tralasciando la trama, semplice e lineare, ma da cui si possono sempre tirare fuori novità e innovazioni, ho avuto immense difficoltà a leggere il libro per come è scritto. Purtroppo in questo caso il libro di sicuro non è passato sotto un correttore di bozze, e se lo fosse… Micol, cambialo! Tra tutti i “pò” che word stesso non mi vuole prendere e mi segna sbagliati, un uso della punteggiatura altalenante con virgole fuori posto, punti mancanti, letteralmente ci sono frasi senza punto finale con solo il rimando a capo, virgole assenti, le “d” eufoniche aggiunte DAPPERTUTTO e che ballano il quaqua… il tutto in una forma insolita in un fantasy: un libro al tempo presente in prima persona.
A questo, però, dobbiamo aggiungere, purtroppo, altri fattori negativi. A partire dal fatto che Astrid ha un navigatore google, con segnale GPS annesso, incorporato, riuscendo a valutare perfettamente distanze dai 2 metri ai 2 chilometri con un solo sguardo, passando da scene di combattimento poco plausibili: “Mi concentro sul più vicino e gli tiro tre frecce sul collo. Avanzo mentre si contorce per strapparle via e lo colpisco con la spada sulla grossa coda. Gliene taglio via un pezzo e lui emette un agghiacciante verso che ne richiama un altro. Mentre tento di colpire anche quello con l'arco, uno degli eterei viene in mio aiuto e uccide la bestia ferita.” Quindi abbiamo Astrid che nel tempo di un combattimento, anche più velocemente, prende a frecciate un lucertolone, quindi ne affetta un po’ di coda per pranzo e, non contenta, ritira fuori l’arco per tirare altre frecce contro un altro sopraggiunto da poco -con il primo ancora in vita che sta cercando di farle la pelle- inoltre dal breve brano riportato potete notare lo stile tipico utilizzato nel romanzo: frasi brevi e concise che rendono molto veloce l’azione ma che, al contempo, rallentano la lettura stessa del libro.

È un peccato che in tutto il libro non ci sia una caratterizzazione maggiore delle specie incontrate e dell’ambientazione stessa perché, quando l’autrice ci si è messa, ha dato degli spunti interessanti al lettore, come le usanze e le cerimonie elfiche che ci fanno vivere maggiormente il libro.

I personaggi sono vari, la principale è Astrid, un’umana che si ritrova in un mondo diverso, in compagnia di tanti elfi simpatici che la vogliono solo usare per recuperare i cristalli. Un personaggio che a mio parere vede una crescita dal punto di vista personale ma, al contempo, subisce una trasformazione in un guerriero provetto in pochissimo tempo, con i risultati visti sopra.
Amos è l’elfo spocchioso che non sopporta gli umani, fa di tutto per riuscire a rendere la vita di Astrid un piccolo inferno, cosa facilitata visto che è il capo del villaggio, fino a che non la riesce a portare con sé nel viaggio per recuperare i cristalli. Da lì la sua valutazione sull’umana si mitigherà andando a trasformarsi, forse, in altro.
Tecla e Teros sono gli unici due elfi che quasi da subito si mostrano amichevoli nei confronti di Astrid, aiutandola e istruendola sugli usi elfici e sulle vie da seguire all’interno del villaggio.
Le dinamiche e le tematiche trattate non sono molto profonde, c’è una storia di base importante, sulle colpe passate del proprio popolo che ricadono sulle colpe del singolo, innocente perché non ancora nato all’epoca, ma oltre a questo e alla tematica della fiducia tra razze diverse c’è poco o nulla nel libro.

Pregi: - Ambientazione

Difetti: - Scrittura
- Combattimenti campati per aria
- Trama abbastanza tipica
- Colpi di scena prevedibili

Per concludere… consiglierei all’autrice di fare un serio lavoro di correzione, visto che è autoprodotto lo può fare tranquillamente.
Una volta corretto il libro in sé non è malaccio ma finché non lo sarà non mi sento di consigliarlo.
Last but not least ci sono sprazzi interessanti e divertenti all’interno del romanzo. Come si evince nel primo estratto c’è il non giudicare il singolo dall’azione del proprio popolo e c’è una forte componente di individualità della protagonista che spicca soprattutto nelle pagine finali: “Si bravo, aspetta e spera. Io non dipendo da nessuno e non mi serve qualcun altro per vivere, posso farcela anche da sola.”


Aratak

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