Intervista a... Vincenzo Romano!

Ciao Vincenzo e benvenuto sul blog!
Grazie per aver ACCETTATO l’intervista!

Partiamo subito in quarta? Da cosa è venuta l’idea per il tuo libro?
- Era tempo di riportare l’equilibrio in un mondo dominato dalle spade! Più seriamente dalla voglia di raccontare come sia possibile, per quanto difficile, superare le distanze che ci separano dagli altri e coltivare le cose in comune, quel “costruire ponti” che stiamo sempre più perdendo di vista.

Qua trovi la mia recensione pubblicata su Onnigrafo Magazine: “Mezzosangue”, cosa ne pensi, so di essere stato abbastanza critico ma lascio spazio anche a te per cazziarmi a tua volta, vuoi aggiungere qualcosa?
- La recensione non è tenera, dal punto di vista tecnico condivido il giudizio di “acerbo” che hai attribuito al romanzo. Per me Mezzosangue è stato uno strumento per trasmettere un messaggio, mai avuta l’illusione di aver tirato fuori dal cilindro un capolavoro. Aggiungo quindi solo un ringraziamento, e la promessa che sul prossimo lavoro ti renderò la vita più facile 😊

Ti sei ispirato a parole o nomi esistenti per i nomi che hai dato? Tipo Fiume Drooling, un nome una garanzia?
- I nomi hanno genesi molto composite, anagrammi, luoghi reali camuffati, omaggi ad altre opere (Rauros e Haran potrebbero risuonare nella testa di alcuni). L’importante è che si adattino bene alla persona o al luogo che li porta, per sceglierli li ripeto spesso a voce alta per vedere se il suono mi soddisfa (e se riesco a pronunciarlo/ricordarlo, cosa non sempre facilissima nel fantasy) e se lo trovo attinente alla natura del personaggio.
Edit: drooling è una chicca, complimenti per averla rilevata

E invece da cosa deriva Lugbag? Mi incuriosisce.
- Sei il primo a fare questa specifica domanda, quindi ti premio svelandoti un piccolo segreto. Lugbag è un personaggio che viene soltanto nominato nel testo, ma ha un ruolo importante nelle vicende. La sua figura mi ispira l’idea di un fardello che grava sulle vite dei personaggi (qualcuno in particolare); le parole inglesi luggage e bag indicano un bagaglio. Il bagaglio è il fardello che portiamo con noi durante i viaggi…  

La spiegazione è bellissima, ammetto che non ci ero arrivato (a parte il bag, ma è semplice). Il significato nascosto credo sia davvero bello. Grazie.

Che cosa ha portato Narog ad aiutare Kai subito all’inizio? Non poteva lasciare il Cacciatore in pace e farsi i sacrosanti c***i suoi?
- Narog è un inquieto, vive una esistenza ai limiti del surreale ma non ha la forza di scappare. L’incontro con Kai rappresenta la forza che turba l’equilibrio. Una decisione istintiva figlia di un malessere stratificato è la spiegazione per quella incoscienza.

E invece i cavalli come fanno? (se volete godere del video che Vincenzo ha creato col suo solito umorismo a riguardo lo trovate qua: scopre l'errore)
- Animali affascinanti i cavalli, tutti pensano che siano gli unicorni a potersi smaterializzare a volontà, ma anche alcuni cavalli lo fanno. Questo errore è stato causato dalla gestione maldestra (da parte mia) di un intervento di editing in cui una intera sequenza è stata spostata nel tempo.

Tralasciando quel piccolo errorino da qualche quintale, come mai hai deciso di inserire una profezia nel libro? E c’è una ragione per cui hai voluto darle un significato così ambiguo?
- Ho usato diversi archetipi del fantasy, ma non tutti in modo convenzionale. L’eroe, il mentore, la profezia, sono tutti usati in modo ambiguo. La profezia in particolare è la croce e delizia dei mezzosangue, e riveste quindi per coloro che ne sono a conoscenza un valore simbolico legato al riscatto. Le difficoltà di traduzione hanno poi fatto il resto, si sa che ognuno tende a interpretare gli oracoli come più gli fa comodo.

Le cavalcature dei cavalieri dell’aria, un ordine che trovo molto interessante, quali sono? Abbiamo visto grifoni e roc ma ce ne saranno altre?
- Oltre a Rocca dei Grifoni (albo “speciale” in cui descrivo la fortezza con mappe e descrizioni dettagliate) ho in mente di realizzare anche altri albi, tra cui un bestiario. Tra quelle note ci sono grifoni, ippogrifi e cavalli alati, l’unico roc è cavalcato dal Gran Maestro Kunar Scudonero. Le cronache dell’ordine riportano che la cavalcatura del fondatore fosse un drago, la cui riproduzione in pietra veglia le riunioni più importanti dei membri dell’ordine.

Questo è palesemente il primo libro di una saga.
Quanti saranno?
- Nella domanda c’è un piccolo errore, questo libro nella mia ingenua visione della letteratura nacque come autoconclusivo. La mia formazione è ricchissima di racconti, spesso trovati in appendice ai volumi della collana Urania. I miei preferiti tra questi racconti hanno un finale che ribalta le prospettive, che apre a tante possibilità e stimola la fantasia del lettore. Ci sono dei veri e propri maestri di questo tipo di narrazione. La mia adorazione per questo tipo di conclusioni mi ha portato a provare a svilupparne una, quindi Mezzosangue è stato pensato per essere un volume autoconclusivo. 
Dal momento che la mia abilità nel costruire questi particolari finali è ben lontana da quella dei maestri, molti lettori hanno dedotto che il libro preludesse a un seguito. 
I lettori sono sacri per me, quindi mi sono rimesso a studiare il plot, tenendo ben presenti le linee narrative che mi era stato chiesto di sviluppare o concludere. La trama del seguito è ormai definita, e la stesura si trova oggi al 60% circa. Quello che verrà dopo non lo so ancora, ma è possibile che un terzo e ultimo volume chiuda i giochi (sebbene ancora una volta non lo trovi intimamente necessario).

Fra quanto potremo godere del prossimo?
- I tempi editoriali sono per me ancora un mistero. I miei forse sono ancora più imprevedibili. Sto lavorando sodo per chiudere la stesura entro Agosto, poi ci sarà da attendere almeno 4-6 mesi per la valutazione e non so quanto per l’uscita, a meno che non decida di assecondare la spinta dei lettori e uscire più rapidamente in autoproduzione

Come trovi il mercato editoriale italiano? Aperto al fantasy e alle novità autoctone?
- È un po’ come andare in cerca di funghi, bisogna avere perseveranza e alzarsi presto la mattina, oltre che sapere dove cercare. Io stesso conoscevo pochissimo il mercato dei “piccoli” prima di pubblicare a mia volta; è un mercato pulsante, pieno di belle teste e bei testi (ops) ma anche di testi raffazzonati, autori improvvisati e poco dotati di umiltà. Il mercato reagisce in modo violento quando viene insultato, è giusto e normale che sia così. Nel mio piccolo ho cercato di stabilire un contatto diretto con i lettori (ormai più di 1000) e ascoltare non solo i complimenti (che fanno sempre piacere) ma anche le cose meno gradevoli.   

Hai imparato qualcosa, e se sì cosa, dalla pubblicazione del tuo primo libro?
- Potrei scrivere un altro libro con le cose che ho imparato, e la lista di quello che devo ancora imparare è ancora più lunga… raccontare è bello, farlo bene è difficile ma così affascinante da attirare in maniera irresistibile la mia curiosità.

I tuoi modi molto diretti, che io definirei da marketspammer, hanno portato a dei risultati?
- Anche in questo campo ho potuto beneficiare delle esperienze personali e dell’osservazione di quelle altrui. Iscriversi ai gruppi e copiare il link di acquisto del proprio romanzo aspettandosi che gli altri lo comprino è una attività con una resa molto bassa, forse crescente nel tempo una volta raggiunta una certa massa critica di recensioni ma in assoluto non premiante. Ho iniziato ovviamente così, salvo cercare di correggere il tiro nel tempo. Mezzosangue e la sua ascia sono finiti in un numero notevole di meme, alcuni perfino suggeriti o realizzati da altri, ormai ho smesso da tempo di inserire i link nei miei post, preferisco strappare una risata con un’ascia piazzata al punto giusto e stabilire una relazione con chi mi ringrazia per il momento di allegria o mi insulta perché ha chiamato la figlia Ascia al posto di Mascia a causa mia :D
I risultati ci sono, Mezzosangue ha venduto oltre 1000 copie nel suo primo anno di vita, circa il 40% in formato digitale o in cartaceo acquistato sugli store online. Sono tutte persone che ho raggiunto sulla rete, che in qualche modo hanno apprezzato la comunicazione e hanno dato fiducia al romanzo.
Io li ringrazio, uno per uno.

Oltre a questa serie hai altri progetti letterari in mente?
- Uno è già nella pancia delle case editrici, è un manuale di sopravvivenza per papà, un testo a metà tra il serio e il faceto, che propone alcune riflessioni sulla paternità e sulla sua evoluzione partendo da esperienze personali ed episodi di vita vissuta con i miei figli.

E non letterari?
- Beh questa domanda è un pochino ampia… attualmente il tempo che ho a disposizione lo sto riversando nello studio della tecnica narrativa, nella stesura del seguito di Mezzosangue e nella promozione. Tutto ciò accade tipicamente a notte fonda, però è bello, veramente bello e arricchente, quindi lo faccio con grande passione.

Concludo facendoti una domanda particolare: qual è la domanda che vorresti ti ponessero e nessuno ha mai fatto? E rispondi ovviamente =D
- Questa è la domanda più facile per chi intervista e contemporaneamente la più difficile per chi risponde… ho cercato di indagare su quale fosse la cosa migliore da chiedermi e alla fine ho scelto una domanda che di sicuro interessa tutti, indistintamente. 
Qual è la risposta fondamentale? La risposta alla vita, all’universo, a tutto quanto? 
La risposta è ovviamente 42

Grazie del tuo tempo in nostra compagnia, alla prossima asciata
- Quando meno ve l’aspettate, l’ascia meme arriverà

E noi ci apriremo a lei come una anguria d'estate!

Alla prossima,

Luca Morandi, "Aratak" 

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