Intervista l'Artista: Ketsu

Buongiorno a tutti! Finalmente torna il nostro appuntamento settimanale con l’Intervista l’Artista!
Oggi, in questa riapertura, ospiteremo Ketsu, disegnatrice e mangaka italiana!


Ciao Ketsu, benvenuta! 
Partirei subito chiedendoti che pubblicazioni hai all’attivo e da cosa ti sono venute le idee?

- Ciao Luca e ciao a tutti i lettori. All’attivo ho tre pubblicazioni, Deep Green per Reika Manga, Il Noce di Malevento per Kasaobake e il webcomic Alone in the Headwind sulla webzine Mangakugan. Per quanto riguarda Deep Green, l’idea è nata dalla mente geniale di mio fratello che ha creato la sceneggiatura dei primi due volumi. Diciamo che la passione per gli scacchi e per le storie psicologiche  hanno fatto nascere quest’opera. Il terzo e ultimo volume (ci sto lavorando in questo periodo) mi vede invece non solo in veste di disegnatrice ma anche in quella di sceneggiatrice.
Il Noce di Malevento l’ho creato perché sono un’appassionata della leggenda delle streghe di Benevento e ho voluto riproporre questa storia in chiave shonen/fantasy in modo da far conoscere un po’ a tutti la tradizione stregonesca del nostro sud Italia.
Anche per Alone in the Headwind c’è la matrice sovrannaturale ed esoterica… diciamo che il mistero e la magia sono una componente che si trova in quasi tutte le mie opere. Cerco sempre di mettere ciò che amo e che conosco nelle mie opere perché credo che questo aiuti il lettore ad immergersi nella storia e a entrare in empatia con i personaggi.


Come mai hai scelto di pubblicare dei “Manga” in Italia? 

- Mi piacciono le sfide difficili ehehe! Pensa che prima di 10 anni fa non leggevo manga però fin da piccola sono stata una grande appassionata di animazione giapponese. Quando mi sono approcciata ai manga e ho iniziato a leggerli, anzi a divorarli,  è stato naturale per me iniziare a disegnare e a sceneggiare ispirandomi a quel tipo di fumetto. E poi credo che l’arte non abbia confini, appartiene a tutti e disegnare seguendo la propria inclinazione è la chiave per creare qualcosa di bello, che diverta me e chi poi andrà a leggere un mio lavoro.

Come ti stai trovando a pubblicare manga in Italia? Il pubblico li recepisce bene?

Adam Deer, personaggio originale
- Io mi trovo bene perché mi diverto e questa è la prima cosa che conta. Per quanto concerne il pubblico beh, una parte risponde molto bene ma c’è ancora qualcuno che vede noi autori japstyle come dei meri emulatori dei mangaka giapponesi. Questa cosa mi infastidisce ma credo che chi la pensa in questo modo non abbia una mente molto elastica. I “mangaka” italiani stanno riscuotendo grandissimo successo in Giappone, basta guardare i risultati dei vari round dell’ormai famosissimo concorso Silent Manga Audition (ci partecipo puntualmente e ho avuto anche la fortuna di avere una piccola menzione).  Ho dei bravissimi colleghi che addirittura dopo aver vinto hanno iniziato collaborazioni con editori e maestri nipponici. Loro sono molto aperti ed entusiasti dei nostri lavori. Purtroppo la mentalità italiana è strana, si cerca sempre di screditare e di buttare fango sui talenti. Invece di essere fieri di ciò che stiamo facendo preferiscono criticarci. Ultimamente ho imparato a ignorare questi personaggi, preferisco concentrarmi sul mio lavoro per migliorare sempre di più. L’unica cosa da fare per zittire queste male lingue è quella di darci da fare e tirare fuori prodotti sempre più professionali.

Pensi che l’Italia abbia un’identità fumettistica tipica? 

- Mah non credo più di tanto. Per tanti anni ha regnato lo stile bonelliano ma presto è stato affiancato da così tanti altri stili più ibridi che non credo possiamo vantare una vera identità.

Mi hai raccontato che per alcuni volumi di “Deep Green” sei stata affiancata da tuo fratello. Come ti sei trovata a lavorare in coppia? E cosa pensi degli sceneggiatori?

- Mi son trovata davvero bene a lavorare con lui, forse perché ci unisce il legame di sangue e quindi siamo sempre stati in perfetta sintonia. Penso che gli sceneggiatori siano meravigliosi nel vero senso della parola. Fare dei bei disegni non è tutto, la sceneggiatura è una parte fondamentale del fumetto. Se hai una buona storia sei già a metà dell’opera. Ammetto però che  non credo mi affiancherò mai a un altro sceneggiatore. Mi piace scrivere e quindi preferisco lavorare da sola, a meno che mio fratello un giorno non mi proponga una sua nuova storia eheh.

Parlaci dei tuoi fumetti, di cosa parlano e che significato hanno per te:

Deep Green: è la storia di Arthur, un talentuoso scacchista che si trova coinvolto in uno strano gioco sovrannaturale creato da un misterioso dottore che indossa la maschera da medico della peste. In questo gioco, il Deep Green appunto, c’è in gioco la vita stessa. Sono legatissima a questa storia anche perché è stato per me e mio fratello l'esordio nel mondo del fumetto e per me rappresenta la rivalsa. La mia prima pubblicazione, motivo di grande orgoglio e se posso permettermi è anche un sassolino dalla scarpa che mi son tolta. Ci sono state alcune persone che non credevano che il fumetto per me fosse una cosa seria, sono stata molto criticata per così dire. A oggi posso dire che si sbagliavano, ho vinto io… scacco matto =D
Il Noce di Malevento: è la storia di tre giovani apprendisti stregoni che devono lottare per salvare il loro villaggio e l’albero sacro del villaggio di Malevento. E' un tema a me molto caro e con questo fumetto ho voluto omaggiare nel mio piccolo e con molta umiltà tutte le persone che in passato son state perseguitate e uccise solo perché il loro culto non veniva accettato dalla Chiesa.
Alone in the Headwind: parla di Hikari, un ragazzo particolarmente intelligente, il migliore della sua scuola che purtroppo non riesce a legare con i suoi compagni. Ha un triste passato e questo lo fa isolare. Per fortuna incontra Tsuki che diventerà la sua migliore amica e lo aiuterà a scoprire un lato pazzesco di se stesso: egli è la reincarnazione di Lucifero e dovrà scontrarsi con alcuni nemici “storici”, gli angeli di Dio. Per fortuna non sarà solo perché nel frattempo la sua cerchia di amici si è decisamente allargata. Cosa rappresenta? Beh ho una simpatia estrema per la figura di Lucifero perché anche io come lui sono una ribelle nata ahahaha!


Raccontaci il tuo percorso formativo all’interno del disegno e dei fumetti

- Avendo una madre pittrice disegno fin da piccola. Prima ero più propensa allo stile realistico ma poi come già detto mi son gettata a capofitto nello stile manga, prima da autodidatta e poi vincendo la borsa di studio che mi ha permesso di iniziare a studiare presso la Scuola Fumetto Cassino, la stessa in cui lavoro adesso. Poi mi son specializzata in tecniche manga frequentando i corsi estivi dell’Accademia Europea di Manga.

Da allieva però sei passata a maestra, cosa ha suscitato in te questo “cambio di stato”?

- Pur essendo “maestra” adesso, mi piace sentirmi sempre un po’ allieva perché anche se si ha la fortuna di insegnare non bisogna mai smettere di studiare e di avere voglia di imparare per migliorarsi sempre di più. Amo l’insegnamento e cerco sempre di trasmettere la mia passione ai miei allievi. Sono orgogliosa di quello che faccio e innamorata di questo lavoro. Posso dire di sentirmi realizzata al massimo. 

Invece per quanto riguarda partecipazione a premi e concorsi?

- Non partecipo a molto concorsi però devo dire che da quando ho partecipato al mio primo Silent e ho preso quella menzione per me è stato come aver vinto la lotteria, non mi sono più fermata. Ormai è un appuntamento fisso per me. Poi se capita qualche concorso o contest e non sono particolarmente impegnata allora mi ci butto a capofitto.

Il racconto dentro Blossom
So che fai parte del collettivo Kyoudai manga, com’è essere parte di un collettivo?

- Fantastico perché si impara tanto. Poi ho la fortuna di avere delle colleghe che sono tra gli artisti italiani che stimo di più e questo è uno stimolo grandissimo per me.

Passando alla tua arte:
Da cosa trai ispirazione?

- Da quello che mi piace, da quello che mi incuriosisce e cerco anche di metterci qualcosa di mio, di personale.

Quali sono le tue tecniche preferite?

- Le tecniche tradizionali. Matite, inchiostro e per le illustrazioni, acquerelli e Copic.

Dovendo scegliere un personaggio non tuo chi vorresti disegnare per tutta la vita?

- Difficilissima questa domanda!!! Diciamo che mi piacerebbe occuparmi del seguito di Death Note…la morte di Light non l’ho digerita… Kira non può morire XD

Uno dei tuoi personaggi prende vita e passa con te una settimana. Chi e per quale motivo?

- Arthur di Deep Green così mi darebbe lezioni di scacchi… sono una frana!

Per concludere invece vorrei sapere le qualità che fanno di una persona un’artista?

- L’umiltà in primis, la curiosità e la voglia di sperimentare e mettersi in gioco.

Progetti per il futuro?

- Disegnare, disegnare e disegnare ancora ahahaha. Beh ci sono molte storie nel cassetto, per chi avrà la bontà di seguirmi posso dire che ho un cassetto pieno di storie che presto gli farò leggere.

Grazie mille di tutto, soprattutto della pazienza, alla prossima!

- Ma grazie a te! Mi son divertita molto con quest’intervista! E grazie per lo spazio che dai a noi autori di manga italiani. A prestissimo.

Lascio qui sotto i link alle varie pagine e all'account instagram di Ketsu!
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Alone in the Headwind
Kyodai Manga

Instagram: Ketsu

A venerdì prossimo per Intervista l'Artista


Aratak



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