Super-Cannes - James Ballard

Lettori cari oggi vi parlerò del libro Super-Cannes di James Graham Ballard


Il libro in questione per me rientra nel genere distopico infatti possiede un'AMBIENTAZIONE molto particolare: le vicende narrate hanno luogo a Eden-Olympia, altrimenti noto come Super-Cannes, un distretto ipertecnologico nella periferia di Cannes.
Ballard, come ne "Un gioco da bambini" ambienta la storia in un quartiere creato ad hoc per parlare dei disagi dell'essere umano e, mentre nel libro più breve parla di problematiche che riguardano l'eccessivo controllo, in questo possiamo dire che si parli delle conseguenze a cui un eccessivo controllo può portare in un piccolo stralcio di popolazione.
Super-Cannes è un quartiere creato per la crema della società, banchieri, finanzieri, rappresentanti di importanti ditte mondiali sono gomito a gomito tutti i giorni in un ambiente asettico, dove la povertà è bandita.


"Li addestriamo noi. Sono il nostro maggior investimento. Quello che importa non sono tanto le loro competenze tecniche quanto il loro atteggiamento verso una cultura del lavoro completamente nuova. Eden-Olympia non è solo un parco tecnologico come tanti altri. Siamo un laboratorio di idee per il nuovo millennio."
"La città intelligente? Sì, ho letto il dépliant."
"Bene. Ho collaborato anch'io ai testi. Ogni singolo ufficio, casa e appartamento è collegato via cavo ai maggiori operatori di Borsa, al più vicino negozio di Tiffany e alle unità di pronto soccorso della clinica."
"Hai sentito, Paul?" Jane mi diede una gomitata nelle costole. "Puoi vendere le tue azioni della British Aerospace, comprarmi un nuovo collier di brillanti e avere un infarto, tutto allo stesso tempo..."
"Assolutamente." Penrose si era sdraiato, ... "In effetti, Paul, una volta che ti sei sistemato ti consiglio caldamente un infarto. O un esaurimento nervoso. Il personale paramedico saprà tutto di te: gruppo sanguigno, fattori di coagulazione, disturbi del calo dell'attenzione. Se proprio non ce la fai, puoi sempre avere un incidente aereo: c'è un piccolo aeroporto a Cannes-Mandelieu."

"E adesso, sulle orme di David Greenwood, eravamo arrivati a Eden-Olympia, uno dei posti più civilizzati del pianeta, un luogo che prometteva di spegnere le ultime vestigia della nostra sete di libertà."

Un luogo senza libertà dove un medico arriva a fare una strage, questi infatti sono i preamboli alla vicenda: David Greenwood, famoso medico, uccide svariate persone in un raptus omicida. Al suo posto viene chiamata Jane che porta con sé il marito Paul.
Le vicende seguono principalmente quest'ultimo personaggio, Paul, che, non avendo nulla da fare, reduce da un incidente aereo, si mette a indagare sui motivi che hanno spinto Greenwood a commettere la strage. Perché lo fa? Perché ci è stato portato: gli hanno dato la stessa casa, la moglie qualche anno prima aveva avuto una storia con l'altro medico e lui ha tanto, troppo, tempo libero da occupare.
Così Paul indagando arriva a scoprire tante, troppe cose su Eden-Olympia e i suoi abitanti, come le terapie di gruppo che svolgono per riuscire a far calare le malattie dovute a cause psicosomatiche. Terapie di gruppo che non vi svelo ma che vi preannuncio essere molto di impatto.

La storia vedrà un crescendo di informazioni e di scoperte legate a una sempre maggiore pazzia sia di Paul che di Jane con un'escalation finale che mi è piaciuta molto.

La cosa che ho apprezzato è come siano riusciti a inserire la storia non solo in un contesto geografico inserendo dei quartieri di Cannes esistenti ma anche in un contesto pseudo-storico dando informazioni sul Festival di Cannes.

I personaggi sono ben costruiti, sono strani e, la maggior parte di loro, psicologicamente instabile nonostante le cure del dottor Penrose, lo psichiatra del quartiere, o forse proprio grazie alle sue cure.
Ballard in questo libro descrive un quantitativo di personaggi incredibile, dalla coppia che abita nella villetta vicina e con cui Jane inizia a uscire, a Halder, un addetto alla sicurezza, a svariati altri manager. Il tutto può sembrare eccessivo, io ho impiegato un tempo davvero lungo a finire questo libro, ma è funzionale alla storia e soprattutto alla pazzia dei personaggi stessi.

A proposito, la lettura lunga è dovuta proprio a una serie di situazioni ripetitive, la ricerca della verità infatti porta Paul a diverse scoperte che danno spazio a molte riflessioni, riflessioni abbastanza pesanti e che si ripetono anche se non eccessivamente stucchevoli.
Però proprio per questo motivo ho dovuto dilazionare la lettura del libro in diversi mesi intervallando la lettura con svariati altri libri.


Conclusione.

Un libro che consiglio, mostra fin dove l'essere umano può arrivare nella sua ricerca di svago e per sfogare l'eccessivo stress.
Pur avendo letto solo due libri di Ballard sconsiglio di partire da questo: troppe elucubrazioni possono rendere il suo stile molto indigesto.

Tutto ciò che succede nel libro è davvero duro, ci sono di mezzo violenze di ogni genere, morti e molto altro.
La cosa che mi ha lasciato perplesso è l'evoluzione di Paul. Da persona perbene arriva ad assistere a certi atti senza denunciarli fino a compierli anche lui. Sinceramente, cercando di entrare nel personaggio, è la cosa che mi ha lasciato più inquieto e insoddisfatto. Infatti tutto mi sarei aspettato tranne che vederlo partecipare senza poi fare nulla: "Stavo solo dietro, nelle retrovie" "non facevo nulla di attivo" sono le scuse che si da e da al lettore ma che trovo vuote, insignificanti.
Ballard così vuole esprimere la potenzialità negativa dell'essere umano a cui nessuno, neppure il meno sospetto, può arrivare se esposto agli stimoli "giusti".

Vi lascio con un'ultima citazione:

"Ma certo. E poi gli psichiatri non sono pericolosi. La vera minaccia sono i chirurghi."
"L'hai sperimentato di persona?"
"Puoi giurarci. Tutti gli psichiatri sognano segretamente di uccidersi."
"E i chirurghi?"
"Quelli sognano di uccidere i loro pazienti."

E, da neolaureato in medicina, non vi dirò se è vero...

Luca Morandi "Aratak"

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