Absence - Chiara Panzuti

Buongiorno a tutti e bentrovati!
Oggi vi voglio parlare di un romanzo di cui ho sentito tanto e che alla fine, dopo tanto penare, sono riuscito
a trovare in biblioteca:

Absence di Chiara Panzuti

Trama:

Quattro personaggi molto diversi fra loro diventano, improvvisamente, invisibili senza che nessuno si ricordi più di loro.
I quattro si incontrano, più o meno per caso, e iniziano una avventura insieme, avventura che li porterà a battersi con altri due gruppi di ragazzi invisibili.

Possiamo quindi dire che un'idea brillante ha incontrato Hunger Games!
Mi spiego meglio. A mio parere l'idea alla base, quella di avere dei protagonisti che scompaiono, descrivendo le loro angosce, i loro pensieri, le loro reazioni, è stupenda. Qualcosa di innovativo, una cosa che porta il lettore a riflettere e immedesimarsi, spero non troppo, coi protagonisti di questo romanzo.
Però la storia segue una direzione inaspettata, positiva da un certo punto di vista, ma che a me non è piaciuta molto. Prende la direzione dello scontro, del conflitto fra bande non ben caratterizzate, con obiettivi inesistenti. Ma questo è solo un mio parere e dovete prenderlo in quanto tale.

I primi capitoli sono intensi, danno molto al lettore sotto forma di emozioni, lo coinvolgono e lo fanno riflettere. Lo sviluppo della storia vuole invece coinvolgere il lettore con l'azione e portarlo a vivere delle situazioni estreme coi protagonisti, e ci riesce in parte.

Personaggi

A parte i quattro protagonisti, Faith, Jared, Scott e Christabel, che sono ben caratterizzati, la caratterizzazione è davvero scarsa. I membri delle altre due squadre li conosciamo a malapena per nome, vedendo solo la loro aggressività in azione. E' un immenso peccato anche se si spera nei romanzi successivi per scoprire di più su di loro, sulle loro motivazioni e su quello che vogliono e cercano.
Tutti gli altri sono un agglomerato di personaggi indistinti di cui si sa davvero poco, se non nulla. Funzionale una caratterizzazione scarsa nel quadro complessivo dell'opera ma leggendo senti comunque che qualcosina manca.

Stile:

Il libro, escludendo tre capitoli iniziali e tre finali, è scritto in prima persona dal punto di vista di Faith, una dei protagonisti.
I primi quattro capitoli, raccontati ognuno dal punto di vista di uno dei ragazzi mentre diventavano invisibili, sono stati angoscianti e coinvolgenti. Coinvolgono soprattutto, e qui psicologicamente parlando non so quanto sia giusto, le persone che si sentono così, riaprono ferite e ci spargono sopra il sale. Io ho ripensato più volte a come mi sono sentito in passato in alcune situazioni (esperienze bruttissime che non volevo rivivere) in cui ho sofferto molto ma, leggendo il libro, sono riuscito ad affrontarle serenamente, ammetto però di essere molto più equilibrato (ci credete realmente? Io no) psicologicamente e so affrontare molto meglio situazioni più disparate. E credo sia anche utile immedesimarsi in una persona così per tutti i lettori, magari lo siamo state o magari le abbiamo intorno.

"Le dita fecero presa sul suo maglione e lo stesso maglione, nel punto in cui lo stavo toccando, svanì. Era un effetto assurdo, una macchia invisibile che si diramava come colore su tela. Dieci centimetri di nulla assoluto.
Come prima, per tutta risposta, mia madre urlò.

Più la scuotevo, più il suo corpo reagiva d'istinto, tra lamenti, capogiri e preghiere. Ero il fantasma che non vedeva, il mostro sotto al letto, la presenza sinistra che si aggirava per casa."

Altra scena angosciosa che mi è piaciuta molto è quella della gabbia, che non vi descrivo per lasciarvi qualche sorpresa, scritta benissimo, coinvolgente e interessante.
Una cosa si può affermare di Chiara Panzuti: sa scrivere bene.

Conclusione:

"E' una questione di dipendenze.
Lo capii quel giorno, mentre attendevo pazientemente il mio turno per scendere.
Era dipendenza da distrazione. Lo schermo luminoso del telefonino regalava qualcosa in più, una sorta di tranquillante somministrato in tripla dose. La sensazione di esserci ancora: linea, connessione, messaggio, registrazione.
Sono qui. Ci sono.

Esisto."

Libro consigliato ai giovani, di sicuro aiuta molto a capire sé stessi e gli altri, immedesimandosi in dei protagonisti diversi e particolari.
La storia è anche intrigante e coinvolgente perché ha un po' di azione - che per me poteva anche essere tolta - che di sicuro fa più appiglio su lettori abituati a romanzi young adult di un certo tipo. Inoltre non mancano anche le sfaccettature romantiche.
Un libro che per me è promosso quasi a pieni voti, che può dare molto anche se a volte la narrazione si sofferma troppo su alcuni particolari, riproposti varie volte, rallentando un filo la narrazione.

Link amazon per leggere un estratto: Absence: Il gioco dei quattro

Spero la recensione vi sia piaciuta,
Alla prossima, 

Luca Morandi



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