Intervista a Marco Varuzza - creatore di Nanology

Buongiorno e bentrovati!

Oggi, con questa intervista, voglio ricordare a tutti che i NANI devono regnare e che “elfi boia mai na gioia” deve essere il motto di tutti. Abbiamo con noi infatti Marco Varuzza uno dei fondatori di Nanology, pagina dedicata a sketch, fumetti e barzellette del meraviglioso popolo nanico.

Marco da cosa nasce Nanology?
Ciao Luca,  da cosa nasce Nanology? Sembra essere una domanda facile ma in verità non lo è, o almeno per me! Nanology nasce dalla voglia e dalla passione di un gruppo di persone. Nanology è un modo per raccontare, senza molte pretese o false manie di onnipotenza, il nostro personalissimo modo di vedere alcuni eventi di commentarli o semplicemente prenderli un poco alla leggera. In poche parole credo che Nanlogy sia il nostro personalissimo Rock n roll…nanico!  

Immagino che negli anni sia cambiata e cresciuta, come?
È cambiata tantissimo! È cambiata la comicità o i temi trattati, sono cambiati gli sceneggiatori, i disegnatori, le persone che lavorano nell’ombra organizzando tutto quello che è il mondo di Nanology (loro sono i miei preferiti, un disegnatore o uno sceneggiatore ha gli allori della pubblicazione in pagina, questi Umpa Lumpa invece restano anonimi ma, a mio avviso,  hanno un peso all’interno di Nanology assolutamente di primo ordine). Un progetto come Nanology non può restare immutato in quanto ci sono diversi attori a realizzarlo.  Una storia scritta da me o da un’altra persona ha per forza una forma diversa; sarebbe una grave pecca se non sì potesse notare la differenza di stile tra i vari attori che lavorano in Nanology. 

Adesso accettate proposte di collaborazioni? State cercando qualche figura specifica?
Certo! Noi non abbiamo mai detto di no a nessuno, alcune volte cerchiamo nuove persone altre invece veniamo contattati. Personalmente credo che non sì debba dire di no. Nanology ha una sua identità che va rispettata ma non per questo dobbiamo essere distanti e chiusi. In questi giorni stiamo collaborando con un nuovo disegnatore e non vedo l’ora di poterlo “lanciare”. Credo che sia brutto per un individuo che ha voglia di fare qualcosa trovare solo porte chiuse per motivi lontani dalla sua passione.  Ovviamente noi come Nanology non siamo così grandi, a oggi, da poter dare una vetrina importante però credo che l’impegno e il talento vadano esaltati e difesi quindi non posso e non voglio dire di no, mai! Questa filosofia mi ha portato a conoscere moltissime persone che, con il tempo, sono entrate a far parte della mia quotidianità e anche questo ha un valore non credi? Direi proprio di sì, come io voglio dare spazio a tutti sul mio blog. Posso comprendere.

Ora vorrei che ci spiegassi tu di cosa parla Nanology e quale è il suo scopo?
Lo scopo di Nanology è quello di rubare una risata. Mi piace credere che le persone che ci seguono riescano a sorridere, anche solo per un secondo, leggendo le nostre storie. Siamo così bombardati da notizie, impegni e responsabilità che è importante ritagliarsi del tempo da trascorrere in leggerezza. Il nostro scopo, o quello che vorremmo raggiungere, è proprio questo, ricordare il peso della leggerezza e rubare una risata a tutti.

Tu che ruolo ricopri all’interno di questo progetto?
Io personalmente sono tra i fondatori di Nanology; per farla breve ho pensato e realizzato tutti i nani o supervisionato la loro realizzazione, per molto tempo ho scritto tutte le storie pubblicate, ad oggi sono come il vecchietto che guarda i cantieri…critico gli altri diciamo che coordino le parti in gioco, per ulteriori spiegazioni dovresti chiedere agli altri membri del gruppo.

Parlaci dei collaboratori di Nanology
Per quanto riguarda i collaboratori sono veramente molti, come dicevo in precedenza non dico mai di no a nessuno; in base all'impegno e alla costanza il ruolo che una persona può ricoprire è diverso. ovviamente se una persona sì impegna più delle altre è giusto che venga premiata sia essa un disegnatore, uno sceneggiatore o si occupi di altro. Non voglio fare nomi perché poi dimentico qualcuno e la mia "segretaria" mi sgrida =D però posso dire che senza tre o quattro persone Nanology avrebbe già chiuso i battenti. In definitiva credo nella suddivisione del lavoro, nella forza che il gruppo può dare e nella moltitudine di soluzioni che i rapporti umani possono dare. Non è così immediato, in passato abbiamo gestito fasi molto difficili, questo perché molte teste non sempre vanno nella stessa direzione ma con intelligenza e buon senso credo che un gruppo è e sarà sempre superiore ad un singolo, con le dovute eccezioni!

Sviluppi futuri di Nanology? Avete progetti in condivisione o altro?
Vorremmo, ovviamente, riuscire a fare il grande salto e arrivare ad una produzione cartacea. Ovviamente cerchiamo nuovi modi di comunicare e trovare punti di contatto con il nostro pubblico. 

Al volo, i tuoi tre proverbi nanici preferiti!

  • Soli siamo forti come rocce, uniti siamo possenti come le montagne.
  • La birra è il peggiore nemico di ogni nano… nessun nano scappa di fronte al
    nemico! 
  • L’unico elfo buono è... Scemocoso!

Scemocoso
E le tue tre vignette preferite di Nanology?
Non te le dico! andate sulla pagina Facebook di Nanology e vedetele da voi, poi scrivetemi e le ripubblichiamo!

Parlando più in generale, tu di cosa ti occupi?
Io lavoro in Rai, è un lavoro tecnico di cui non ti parlo perché potrei annoiarti e giunti a questo punto dell’intervista la noia non ci serve proprio, ovviamente il sogno nel cassetto è altro ma bisogna scontrarsi con la realtà della vita che richiede cose concrete e non solo sogni!

E il tuo sogno allora qual è?
In realtà di sogni ne ho più di uno, diciamo che vivere delle proprie passioni non sarebbe male. credo ci sia molta differenza tra chi vive, bene, facendo una cosa e chi vive bene facendo quello che gli piace e a me Nanology piace parecchio.

Come pensi sia lo stato dell’arte in Italia? E come si può migliorare?
In generale credo che una cosa sia l’arte e una il mercato. Il mercato è in crisi o così ci raccontano. L’arte non può avere crisi, un solo artista, vero, può cambiare il mondo, a mio parere, quello che dovremmo migliorare è la, nostra, capacità di riconoscere questo artista. Più in generale credo che dovremmo credere di più alla nostra voce e avere più fiducia delle nostre idee; non sempre quello che arriva da fuori è meglio di quello che produciamo noi. In Italia, a mio avviso, sì è perso il gusto di mettere in discussione le cose, continuiamo a copiare gli altri ma copiando non possiamo creare nulla di nuovo. 

Grazie mille del tuo tempo,
Grazie a te per l’intervista.

A presto, seguite NANOLOGY e viva i nani, sempre e ovunque!

Aratak

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