Questo non è un romanzo fantasy - Roberto Gerilli - Recensione di Aratak

Buon pomeriggio a tutti lettori!
A dicembre ho deciso, insieme a Valentina di Il Colore dei Libri, di fare delle letture condivise durante tutto l'anno. Saranno 12, una per mese, e iniziamo oggi recensendo "Questo non è un romanzo fantasy" di Roberto Gerilli, della Plesio Editore. Abbiamo deciso di dividere la scelta delle letture in due, sei per uno, di cui tre di editori medio-piccoli indipendenti e tre classici per uno.
Provate a indovinare chi ha proposto questo?
Bravi! Io! Anche se in realtà è stata una scelta abbastanza condivisa: entrambi lo avevamo in casa ed eravamo molto curiosi di leggerlo.

Che cosa dire? Guardate questo. Ebbene sì, sono io al Salone del Libro di Torino dell'anno scorso.
E Falcograd è IL MALE. Ovvero un libro fantasy stupido, idiota con personaggi stereotipati e costruiti male che escono fuori da un cavolo di GDR, una trama banale con la solita profezia del salvatore del mondo.
"aspetta aspetta aspetta" direte voi "stiamo parlando di Questo non è un romanzo fantasy, come mai ci parli di Falcograd?"
Semplice amici lettori! Il protagonista del romanzo di Gerilli è Filippo Mengarelli, autore del malfamato e disastrato libro descritto sopra!
La vicenda vede i personaggi principali delle Cronache prendere vita durante un Lucca Comics and Games, alla ricerca del Creatore per capire come sconfiggere il male nel loro mondo.
Filippo infatti, a causa della bruttezza del suo romanzo d'esordio, non è riuscito a piazzare nessuno dei seguiti perciò le vicende narrate della sconfitta dei malvagi non sono mai avvenute.
I quattro avventurieri, uscendo paro paro fuori da D&D (bardo, ranger, mago e guerriero), si troveranno ad affrontare prove mai viste prima, dal cercare una persona nelle manifestazione italiana dedicata al fantastico più conosciuta al capire, e accettare, che il Creatore sia un ragazzino imberbe e che non valga nulla come autore.
Il confronto tra questi personaggi porterà tantissime sfaccettature a un romanzo ironico, autoironico e irriverente verso gli altri del suo genere.

Lo STILE è semplice, diretto, per quanto riguarda la narrazione attiva. invece, quando il narratore  si inserisce nella narrazione con riflessioni e piccole perle di scrittura fantastica, diventa più arzigogolato e complesso, con uno stacco netto tra le due parti:

"Se avessimo a disposizione un protagonista interessante, questo sarebbe il momento di riflessioni profonde su temi artistici, filosofici e perfino religiosi. Perché l'incontro tra uno scrittore e i personaggi da lui creati potrebbe racchiudere un simbolismo culturale capace di spaziare dall'Adamo dell'Antico Testamento al Frankenstein di Mary Shelley, passando per il leggendario Golem ebraico e finendo con il concetto cattolico dell'uomo stesso, creato a immagine e somiglianza del suo Dio. Narrando le vicende di un protagonista interessante, potremmo analizzare le mille sfaccettature di questi temi, e una storia semplice nata al Lucca Comics potrebbe trasformarsi in un'occasione di dibattito metaletterario. Sarebbe esaltante.
Ma non accadrà nulla di simile, tranquilli.
"

Oppure:

"Se avesse il tempo di riflettere, Filippo potrebbe imparare molto da quel lavoro di potatura: capire che un libro fantasy può essere anche autoconclusivo e non per forza parte di un ciclo, di una serie o di una saga, o addirittura comprendere che il suo stile potrebbe migliorare molto se si concentrasse solo sui fatti fondamentali della storia, senza divagare in dettagli superflui."

La cosa che mi ha stonato di più è un pezzettino finale dove l'azione rimane basilare e descritta solo attraverso le vie prese dai protagonisti. Il susseguirsi di Baluardi, Stretti, Larghi e vie mi ha fatto sanguinare gli occhi.

Sui PROTAGONISTI non c'è troppo da dire: gli avventurieri di Falcograd sono interessanti perché, pur essendo stereotipati, senza background, quasi delle macchiette, nel corso della storia crescono e riescono a capire molto di più del mondo e dei propri ruoli.
Filippo, se non fosse stato preso in contropiede e sempre di corsa, avrebbe potuto beneficiare molto dall'incontro coi suoi personaggi e soprattutto delle vicende scaturite con le loro conseguenze.
Soprattutto mi è piaciuto il fatto che abbia accettato e ammesso che il suo libro facesse schifo. Magari non è il modo giusto ma solo riconoscendo i propri errori si riesce a crescere e migliorare:

"Il nostro protagonista sospira ancora e non risponde. Non è semplice confessare ai personaggi da lui creati che i lettori li hanno giudicati stereotipati, incoerenti e inverosimili. Se tutti gli scrittori avessero il timore di ritrovarsi in una situazione simile, non credo che qualcuno trascurerebbe ancora la costruzione dei personaggi. In effetti, potrebbe essere un buon modo per risollevare l'editoria italiana e internazionale."

In CONCLUSIONE il libro è interessante, scorre veloce e tranquillo, a volte anche troppo.
Ci sono cliché, ci sono personaggi stereotipati ma è tutto una presa in giro del fantasy classico ispirato ai giochi di ruolo.
A mio parere un filo esagerato il sottolineare così tanto quanto i romanzi fantasy fossero pessimi e che non si dovevano leggere. Una volta ci sta, due pure, fino a tre uno ride ma dopo saltavo i commentini, erano esagerati.

Ottimo però anche per gli altri autori, soprattutto quelli alle prime armi, su come approcciarsi alla revisione e all'analisi del proprio testo. I protagonisti sono credibili? Le vicende non sono troppo banali e usate? Cosa c'è di nuovo nel mio romanzo e, infine, è credibile?
Inoltre crea una bella dose di attenzione ai giochi di ruolo, bellissimi, interessanti ma attenti a ispirarsi a essi per scrivere le proprie storie!
A riguardo vi lascio un post di Mala Spina: Scrivere fantasy orribili basati sui GDR

In definitiva lo consiglio, per il linguaggio, ci sono pure le fiorellino di censure! (Fiorellino! Mi hanno contagiato!) per la scorrevolezza e i temi ai giovani che sono alle prime armi con la lettura e ai meno giovani appassionati che ritroveranno molte delle caratteristiche del fantasy ribaltate e sfruttate comicamente.

Concludiamo con:

"Haxter si sporge ancora verso Filippo. "Cos'è Twilight?"
"La storia di una ragazza che si innamora di un vampiro".
"Stravagante. Sembra che le damigelle di questo mondo siano attratte da esseri bestiali e assetati di sangue."



Potete trovare maggiori informazioni e acquistarlo sul sito dell'editore: Plesio Editore
Oppure su Amazon: Questo non è un romanzo fantasy!


Alla prossima recensione

Aratak

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