Intervista l'Artista: Saphir Vi

Buongiorno a tutti e benvenuti all’appuntamento odierno de “Intervista l’Artista”

Oggi abbiamo con noi Saphir Vi, benvenuta!

Intanto dicci due cose su di te:

- Mi chiamo Viviana in arte Saphir Vi e ho quasi vent'anni, per quanto riguarda i miei studi artistici non ho mai frequentato scuole vere e proprie, ma solo corsi brevi, almeno fino allo scorso anno, in cui ho provato a iscivermi all'Accademia di Belle Arti della mia città, ma non era decisamente il mio ambiente! Così, in attesa di poter frequentare l'università di lingue orientali, mi sono iscritta a una scuola di fumetto  a Napoli, inizialmente seguendo il corso di fumetto, che è il mio obiettivo principale in campo artistico, ma non mi dava le soddisfazioni che speravo, così ho deciso di avventurarmi nel mondo dell'illustrazione dove nei mesi ho potuto sperimentare diverse tecniche tradizionali, che non avevo mai affrontato più di tanto negli anni preferendo invece lavorare in digitale. Sicuramente è stata un esperienza interessante, perché ho potuto rapportarmi per la prima volta con persone già esperte nel campo dell'arte e anche partecipare a qualche piccolo concorso, tra cui quello di Imago che si è tenuto al Comicon e dove ho vinto il primo premio della sezione di fumetto, ed è stata decisamente una bella conquista!

Il tuo nickname da cosa deriva? È anche il nome della tua protagonista nella storia Chrono Story, quanto di te c’è in lei?

- Saphir letteralmente significa zaffiro, mentre Vi è semplicemente l'abbreviazione del mio nome.
Sì, il nome è lo stesso, ma in realtà è stata una scelta puramente casuale, non c'è un legame particolare tra il personaggio e me, quindi non credo di rivedere molto di me stessa in lei!

E negli altri tuoi personaggi? Ce li presenti? In più ci diresti di cosa parla la tua storia?

- In realtà i personaggi che più hanno qualcosa di me dentro di loro non fanno parte di questa storia, quindi è abbastanza difficile rispondere! Ma se devo sceglierne uno in cui un po' mi ci rivedo tra quelli di Chrono Story, allora probabilmente direi Chris, il cugino di Saphir, è sempre di cattivo umore esattamente come me! In realtà ci sono anche altri aspetti, ma nella storia ha un ruolo secondario e non credo avrà tutto questo spazio per approfondirli. Per quanto riguarda la storia, non è niente di che, la classica storia in cui il protagonista  finisce in un altro mondo per salvarlo, nulla di speciale, ma prima di essa non avevo mai effettivamente messo mano a una storia o disegnato tavole, così, quando ho deciso di propormi alla rivista, è stato principalmente per mettermi alla prova e migliorare  tecnicamente, quindi ho scelto un vecchio progetto abbastanza semplice e stupido con cui esercitarmi piuttosto che una tra le idee a cui tenevo di più e che tenevo da parte per lavorarci quando avrei avuto più esperienza, direi che è stata una buona idea perché in effetti a sceneggiare storie sono ancora un disastro!

Leggendola ho notato un ottimo livello nel disegno e nell’utilizzo dei materiali adatti (retini ed effetti) da cosa derivano?

- Principalmente sia per le tavole che per la sceneggiatura e tutto quello che implica il fumetto, posso affermare che ho imparato praticamente quasi tutto da autodidatta, come corsi di fumetto ho seguito solo un corso di manga, ma molto breve e che trattava di cose molto generiche, quindi non ha contribuito tantissimo secondo me.

Questi corsi di cui ci hai parlato cosa non sono riusciti a darti invece?

- Come ho detto all'inizio, dopo il liceo avevo iniziato a frequentare un corso di fumetto, ma poi sono passata a illustrazione perché non mi trovavo molto bene. Il problema principale era che avevamo troppi professori che non si coordinavano tra di loro e non seguivano un programma specifico per le lezioni, per esempio a un certo punto abbiamo iniziato a fare tavole di fumetto, ma nessuno ci aveva spiegato nulla di sceneggiatura e quindi finivamo per fare tavole tutte sbagliate, loro insistevano dicendo che si impara con l'esperienza, ma senza almeno gli input di base non credo che continuare a fare storyboard alla cieca ci avrebbe portato a qualcosa, il malcontento comunque è stato abbastanza generale e buona parte della classe ha abbandonato il corso. Un'altra cosa che sicuramente ho riscontrato e che sento spesso, è il fatto che quando disegni in stile orientale non ti prendono molto seriamente come con gli altri stili, infatti io ero quella che fa “manga” in mezzo alla marvel e fumetti italiani e la cosa è abbastanza fastidiosa, perché in un certo senso si fermano sull'apparenza e all'idea che gli stili orientali sono tutti uguali, quando in realtà basta un minimo di interessamento per capire che non è propriamente così. Al corso di illustrazione mi sono trovata bene e mi è piaciuto sperimentare, ma in realtà a parte qualche spiegazione molto generale sugli strumenti, in buona parte ho imparato da sola utilizzandoli, posso dire che una cosa che non mi è piaciuta è stata che gli esercizi consistevano solo nel copiare lavori di altri autori, che aiuta molto per studiare la tecnica, ma dopo un po' diventa ripetitivo e si rischia di attaccarsi troppo al lavoro di altri, dicevano che la ricerca di stile parte dal secondo anno, ma da quel che ho visto e compreso, il ragionamento si basava comunque in buona parte sul fare le cose come tizio o caio, e io personalmente non comprendo questo ragionamento del riprendere pari pari quello che fa qualcun altro e riuscire a sentirlo come proprio.

Da cosa trai spunto per le tue illustrazioni?

- Non c'è qualcosa in particolare, dipende molto dal periodo o da quello di cui mi circondo in quel momento, posso avere idee che spuntano totalmente dal nulla o altre che magari nascono dopo aver visto qualche illustrazione di altri artisti.

Hai qualche disegnatore che segui?

- Ne seguo tantissimi, ma quelli che seguo più nello specifico sono comunque quelli italiani, probabilmente per un semplice fatto di empatia, per quanto riguarda gli stili di questi autori seguo cose abbastanza diverse tra loro: da quelli che fanno cose carine e pucciose e con stili semplificati, a quelli molto più realistici.

Che tecniche utilizzi? 

- Sia digitale che tradizionale, per molto tempo ho lavorato quasi esclusivamente in digitale, ma da un paio di anni ho iniziato a simpatizzare col tradizionale: all'inizio non mi stava molto simpatico perché non riuscivo a ricreare gli stessi effetti del digitale e poi spesso c'era il problema di dover buttare tutto via se sbagliavi, anche se in realtà assurdamente ho sempre preferito schizzare in tradizionale. Due anni fa ho scoperto gli acquerelli  e ora disegno molto di più in tradizionale, con il loro effetto soft e quasi antico ho trovato qualcosa che riesce a equivalere la passione per il digitale, ma soprattutto la sensazione della carta è insostituibile.

Quali sono i tuoi soggetti preferiti? Io direi dei bambini o comunque figure molto giovanili, c’è un motivo?

- Sì, disegno un sacco di bambini! In generale credo sia perché mi sono sempre piaciuti fin da piccola e infatti mi accollavo sempre i cugini più piccoli per giocare, un altro motivo è che sono un po' un eterna bambina pure io, poi non so perché, ma il tema dell'infanzia e l'innocenza e la fragilità dei bimbi mi attira.

Quali sono i tuoi obiettivi a breve e lungo termine? 

- Primo fra tutti è sicuramente prendermi una laurea e sperare di trovare un lavoro! In ambito artistico invece, continuare con la rivista e in questo spero di riuscire a rendere Chrono un progetto quantomeno decente. Nel futuro spero anche di migliorare sempre più e magari riprovare a seguire qualche corso di disegno, sperando di trovarne di migliori, per quanto riguarda altri progetti ho un sacco di idee che spero di rimettere in ordine nel tempo, e in effetti ci sarebbe anche l'idea di iniziarne un paio nel tempo libero, ma vedremo.

Collabori con la rivista online Phoenix Fanzine dove viene anche pubblicato il tuo fumetto. Cosa ti sta dando questa esperienza? La consiglieresti?

- Il motivo principale per il quale ho deciso di propormi alla Phoenix come ho già detto è stato di mettermi alla prova, mi butto facilmente giù e difficilmente mi espongo o mi relaziono con le persone, tant'è che se anche disegnavo da molto tempo, non avevo mai effettivamente lavorato a qualcosa prima della rivista, ma accumulavo solo idee, inoltre non avevo molte persone con cui condividere la mia passione, quindi alla fine mi sono proposta per superare la mia timidezza e cercare di migliorare e decisamente la phoenix è stato il luogo perfetto in cui farlo! Personalmente mi ha dato tanto, perché per quanto siano comunque molto comprensivi, il fatto di avere delle “scadenze” e qualcuno che ti guida ti sprona a fare del tuo meglio e non adagiarti sugli allori ( o perlomeno è l'effetto che ha avuto su di me che sono un eterna procrastinatrice!) e poi soprattutto sei circondato da persone con cui hai qualcosa in comune, ma soprattutto, ora non posso più vivere senza le correzioni di Pan!
Se la consiglio? Ovviamente si! Se vi va di fare un po' di pratica è sicuramente è il posto ideale.

Cosa possono dare iniziative del genere sul substrato italiano?

- In generale in Italia il fumetto orientale è ancora un mondo molto piccolo, quindi l'esistenza di riviste o fanzine può aiutare a diffondere e allargare questo mondo! Per non parlare del fatto che permettono ad artisti anche non del tutto preparati di accumulare esperienza e avere visibilità che probabilmente non riuscirebbero a ottenere da soli.

Si potrebbe fare di più? Come?

- Forse, ma combattere i pregiudizi della gente è estremamente difficile, quindi se loro per prime non decidono di guardare oltre l'apparenza,difficilmente credo che questo mondo riuscirà ad allargarsi facilmente, anche se noi Ovviamente ce lo auguriamo!

Per il resto, grazie per l'opportunità!

Grazie mille a te,
Seguite Saphir Vi su Facebook e su Instagram!

Alla prossima


Aratak

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