Hyperversum - Cecilia Randall (recensione)

Hyperversum - Randall
Un gruppo di ragazzi (Daniel, il fratello Martin, la ragazza Jodie, l'amico fraterno Ian e gli amici Carl e Donna) sono appassionati di videogiochi, in particolare di un gioco online conosciuto come Hyperversum, simulante una realtà virtuale così accurata da rappresentare in ogni più piccolo particolare il mondo medievale.
Durante una delle loro partite verranno catapultati nella Francia degli inizi del XIII secolo d.C., in una realtà a loro totalmente sconosciuta, nei mesi antecedenti la battaglia di Bouvines tra Francesi e Inglesi del luglio 1214, costretti a muoversi tra alcuni dei personaggi più importanti della storia: Filippo II Capeto, Guillaume de Ponthieu, William Long-Sword conte di Salisbury e Giovanni Senza Terra.
Tale avventura li cambierà profondamente, innestando nella loro mentalità contemporanea elementi desunti dai precetti cavallereschi tipici medievali: quando ritorneranno alla propria epoca, non saranno più gli stessi.

Il romanzo è prevalentemente ambientato nei terrori oggi corrispondenti alla Francia Settentrionale, quindi Piccardia e la contea della Champagne, e alle Fiandre, che nel XIII secolo erano sotto il signore del casato di Flandre, che inizialmente aveva reso l'omaggio a Filippo II ma in seguito cambiato bandiera.
Pur essendo le informazioni riguardanti il territorio piuttosto scarse, l'autrice ha fatto un buon lavoro di impostazione, cercando di rimanere il più fedele possibile a quanto riportato nelle fonti.

Un po' meno fedele la troviamo per quanto riguarda i personaggi presenti all'interno di tale romanzo: difatti, a personaggi storicamente esistiti come Filippo II Augusto o Guillaume de Ponthieu o, ancora, a Guillaume de Sancerre, vengono accostati la castellana Isabeux de Montmayeur, piuttosto che il conte François de Béarne o il barone anglonormanno Geoffrey Martewall (i cui possedimenti terrieri non sono mai esistiti a livello storico, sono stati tradotti “ritagliando” terre dai feudi con i quali confinano).
Molto ben gestiti i rapporti tra tali comprimari e i protagonisti del romanzo, così come sono ben descritti i singoli personaggi in base a riferimenti storicamente attendibili e alla mentalità dell'epoca, mentre risultano molto più sbilanciati i protagonisti veri e propri della vicenda:
  • Ian Maayrkas è il personaggio onnisciente: ha studiato Storia all'Università di Phoenix e si è diplomato in ambito medievista, con particolare attenzione proprio allo scontro tra Francesi e Inglesi nell'A.D. 1214, argomento di ricerca della sua tesi di dottorato, condotta in Francia, oltre ad avere anche profonde conoscenze di latino e francese e a praticare l'arte della scherma medievale;
  • Daniel Freeland è il naturale comprimario di tale soggetto: laureando alla facoltà di Fisica di Phoenix, privo di una qualsiasi conoscenza in tale ambito, in un primo tempo si ritroverà privo dei mezzi necessari per sopravvivere senza l'aiuto di Ian, ma crescerà nel corso del libro, acquisendo notevoli capacità nel tiro con l'arco e nell'uso delle spade medievali, oltre che a un buon uso del francese antico;
  • Jodie Foster e Donna Noble sono due studentesse di Medicina: entrambe portate per le lingue, riusciranno ben presto a destreggiarsi con l'uso di una lingua tanto diversa dall'americano, chi per un motivo chi per un altro e saranno utili con le loro conoscenze mediche soprattutto in un momento delicato;
  • Martin Freeland è il fratellino di Daniel, quasi pronto a entrare in college, è forse il personaggio peggio gestito: all'interno del romanzo il suo ruolo risulta piuttosto marginale, ancor più di quello delle due ragazze e di Carl, essendo la storia incentrata soprattutto sulla coppia Ian-Daniel;
  • Carl White è uno studente di Fisica, specializzatosi nell'ambito dei metalli: anche lui si vede ben poco, avrà un ruolo forse più importante solamente nelle fasi immediatamente prima degli scontri a Bouvines.
Tale libro è assai particolare: Hyperversum fa compiere un salto indietro di quasi otto secoli in maniera puramente casuale ai protagonisti, che non possono controllarlo completamente: per un certo periodo di tempo si convinceranno quasi di non essere in grado di ritornare indietro (o avanti, a seconda di come la si prenda).
L'originalità sta proprio nel creare un modo curioso e innovativo per far compiere dei viaggi temporali ai protagonisti, con anche tutte quelle problematiche legate al come interagire con personaggi (più o meno) storici per evitare di modificare la linea temporale “corretta”.
La pecca forse è che già un altro autore aveva fatto compiere ai propri soggetti un viaggetto di piacere in periodo medievale, sebbene fosse il secolo XIV: Michael Crichton in Timeline.

Libro nel complesso ben scritto e ben congegnato, con alcune idee innovative e piuttosto particolari che incuriosiscono il lettore, ma che dall'altra cade lievemente a livello storico: tralasciando ovviamente i personaggi di fantasia, è importante ricordare come a inizio Duecento la Francia NON fosse assolutamente una realtà unita e organizzata attorno alla figura di un unico sovrano come a me sembra che sia presentato all'interno di tale romanzo, piuttosto tutto il contrario.
Detto questo, lo consiglio a chi è interessato a romanzi di ambientazione storica, ma anche a chi desidera cambiare un po' e tuffarsi in un mondo completamente nuovo, per quanto a volte piuttosto irreale.

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