Morte Velata - i personaggi maschili

Buonasera a tutti e bentrovati sul blog! Eccoci al secondo appuntamento dedicato al libro in crowdfunding “La Morte Velata " di Valentino Eugeni.

Nel primo appuntamento abbiamo parlato di Ambientazione, lo scorso di Trama, oggi invece incontreremo due dei principali protagonisti maschili: Sandro Verri e Sergio Gregori.

Sergio Gregori è il commissario e soprintendente del DIE e, a quanto sembra, è sprovvisto di poteri extrasensoriali. Purtroppo è una figura che si conosce principalmente nei capitoli finali dove si scoprono molte cose sul suo conto.
Valentino è vero che Gregori è sprovvisto di poteri paranaturali? Se sì, perché la decisione di affidare a lui il comando del DIE?

- Perché è fondamentale che un gruppo di indagine così particolare abbia un coordinatore con i piedi per terra. Ogni esperto di una branca del sovrannaturale tende a vedere la sua “arte” come assoluta e preponderante sulle altre. Un uomo pratico, pragmatico, ed esperto è il punto di riferimento ideale per consentire alla squadra di operare al meglio. Inoltre Gregori è un esperto cripto grafologo, un buon conoscitore del Futhark e della simbologia ermetica occidentale.

Sandro è un semplice agente del DIE, non ha dei tratti così caratterizzanti se non la sua smodata fiducia nelle macchine per la percezione extrasensoriale, a scapito delle relazioni coi suoi colleghi, e un matrimonio che avrebbe proprio bisogno di qualche potere soprannaturale per poter continuare. Questa situazione disastrosa lo porta a vedere con altri occhi le colleghe al lavoro, sminuendole in modo ossessivo.
Si può dire che lui sia uno dei protagonisti principali della storia, le vicende ruotano infatti intorno a lui e a pochi altri personaggi, intersecandosi andando a creare un intreccio di storie fuori dal comune.


Ora Valentino vorrei che tu ci fornissi l’identikit  di questi due uomini:

- Sandro: alto, atletico, carnagione olivastra, occhi scuri, capelli neri, mascella quadrata. Se fosse un film americano sarebbe un ex-marine. ;) Si tratta di un personaggio ossessionato dal senso di giustizia e, pertanto, sconvolto dalla sottile ma costante vessazione a cui il mondo è sottoposto a causa del sisma metafisico. In realtà Sandro reprime i propri sentimenti così fortemente da non riconoscerli più. Non sa più capire cosa provi per sua moglie, per il suo lavoro, per le donne, per i fantasmi e proprio per questo cerca conforto nei numeri, nelle macchine, nell’oggettivizzazione di qualcosa che, per sua intima natura, non è razionalizzabile. Ne scaturisce un personaggio sì senza “poteri” ma dall’umanità seducente: Sandro dice spesso la cosa sbagliata, reagisce in maniera eccessiva, rendendolo un personaggio con il quale identificarsi.
Sergio: (è l’anti Sandro :D) basso, calvizie evidente, baffi da motociclista per darsi un tono, e alcuni chili di troppo. E’ un vecchio lupo, un vecchio capo branco che vorrebbe proteggere il mondo da se stesso, e non è nuovo a grandi atti di umanità nonostante il suo atteggiamento burbero e sarcastico.

Come mai la scelta dell’assenza di poteri nei due principali protagonisti maschili?

- Non è esattamente vero, non dimentichiamoci di Kwame… (non me ne dimentico ma... lascio la sorpresa ai lettori!)
Nel mondo de La morte velata la maggior parte delle persone non ha poteri particolari, eppure si trova a che fare con il paranormale tutti i giorni. La scelta è dovuta al desiderio di rendere le lotte interiori ed esteriori dei personaggi il più appassionanti possibile. E poi, diciamocelo, le donne sono sempre più magiche! ;D

C’è un legame con il proprio sesso e i poteri che si possono possedere?

- No, anche se, storicamente, la femmina ha più sensibilità ed è più ricettiva ma è solo un fatto statistico.

Entrambi gli uomini hanno problemi matrimoniali per diversi moti- hei, aspettate! Cos… Ciao Valentino. Qui è Sergio Gregori. SPIEGAMI IL PERCHE’ di quello che mi hai fatto subire, subito! Altrimenti col cavolo che ti do il permesso di pubblicare queste vicende, capito?

- Caro Sergio. Non direi proprio che le vicende che ti sono capitate siano esattamente colpa mia. Ci sono azioni e conseguenze. Non è che, magari, l’età avanza e sei entrato in quella fase in cui si è molto proni al fascino femminile?

Eeemmm... tralasciamo. Piuttosto... bene bene bene... il creatore ha deciso di rispondere. Dimmi ora, caro il mio Valentino, come diamine sono arrivato dove sono, con tutti i problemi che ho avuto, e che tu conosci. Non credi che, una volta successo quel che è successo, mi sarei voluto ritirare o quantomeno mantenere un basso profilo?

- Carissimo commissario… ma in Italia, davvero, quanta gente si è dimessa da cariche pubbliche per cose del genere?  Chi ha orecchie per intendere intenda…

Valentino eh? Non posso dire che sia un piacere, sono Sandro. Perché hai voluto dare una vita così incasinata a me e mia moglie? Davvero ne avevamo bisogno?
- Il tuo fatalismo Sandro è il tuo vero problema. La continua fissazione che vi sia un “qualcuno” all’esterno della tua vita che tira delle invisibili redini e fa imbizzarrire il cavallo della tua esistenza. Guardiamoci in faccia. Quante volte sei tornato più che tardi? Quante volte non hai fatto quel mezzo miglio in più pur vedendo Mirella sempre più sprofondata nelle sue ossessioni? Anche in questo caso: azioni e reazioni. E’ più facile girare la testa dalla parte opposta, non è vero?

No, sai che non è così... cioè tutto era giusto, perfetto, ma no! Tu hai dovuto rovinare tutto. Ma voi scrittori pensate al male che fate a noi, poveri personaggi? Non ti preoccupare a rispondere, è una domanda retorica la mia, ovviamente la risposta è un bel no.
Maledizione! Io non ti auguro di passare quello che ho vissuto io, non lo auguro a nessuno, ma potevi andarci anche più piano! E quel finale lì? Cosa me lo scrivi a fare?

Scusami Valentino, ma qua due entità hanno preso possesso del mio corpo e mi hanno fatto scrivere ciò che hai appena letto.
Ho deciso però di non cancellarlo, magari ti potrebbe tornare utile confrontarti con i tuoi stessi personaggi.
Hai qualcosa che vuoi dire loro?

- Il confine sottile che separa la persona dal personaggio è la stessa che separa l’anonimato dalla gloria. Anche in questo caso: chi ha orecchie per intendere…

E da aggiungere sui personaggi maschili?

- Errare  è umano e, aggiungerei, è umano errare. Cosa sarebbe la nostra vita se sapessimo sempre, esattamente, cosa fare e come farlo? Quello che rende bello un personaggio sono le cazzat  gli sbagli che commette.

Ricordatevi che potete seguire l'autore sulla pagina facebook: Valentino Eugeni
e potete sostenere il crowdfunding del suo libro qui: La Morte Velata 

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