La principessa di ghiaccio - Camilla Lackberg

Buongiorno a tutti cari lettori!
Oggi recensisco per voi un libro letto per il gruppo di lettura degli admin di Piuma&Calamaio (vi consiglio di iscrivervi al gruppo!):


La principessa di ghiaccio

di Camilla Lackberg




Ammetto la mia personale mancanza: è uno dei miei primissimi gialli. Anzi si potrebbe dire che è il mio primo giallo letto da "adulto" per cui, confrontandomi con gli altri membri del gruppo, scopro che per loro i personaggi sono stereotipati e io, sinceramente, non me ne sono accorto così tanto.

TRAMA: Alex, giovane e bellissima donna, viene trovata con le vene tagliate nella vasca da bagno, omicidio o suicidio?
Non sarebbe un giallo senza un delitto per cui ovviamente è un omicidio e, da qui, Erica, una scrittrice vecchia amica di infanzia della vittima, inizia a indagare nella vita di Alex dapprima per scrivere un articolo dedicato alla sua memoria e, in un secondo momento, perché vuole trovare spunti per un suo nuovo libro.
Nel mentre ritrova Patrik, un ispettore di polizia del paese vicino a cui è arrivato il caso, un vecchio amico della scuola che non vedeva da tempo e tra i due scoppierà l'amore.
Sinceramente non vorrei dire molto della trama, è un giallo e se dico troppo rischio di svelare anche l'assassino! =D Però al contempo so che così è davvero pochino... ma accontentatevi di sapere che l'ultimo paragrafo è quello che mi è piaciuto di più, e non si parla di assassini bensì di un personaggio secondario...


Personaggi: Tutti i personaggi sono ben caratterizzati, nonostante alcune stereotipie.
Erica è la protagonista indiscussa del romanzo insieme a Patrik. Lei è una scrittrice di biografie che, grazie al caso della morte di Alex, si trova tra le mani del materiale molto promettente per scrivere una sua storia anziché scrivere di altre persone. Attraverso i rapporti con sua sorella, Anna, si capiscono molte cose sia sulla loro famiglia di origine sia sullo stato attuale della situazione tra loro e con il marito di Anna. La psiche e psicologia di questi due personaggi, le loro interconnessioni sono qualcosa che ho apprezzato davvero molto, la Lackberg con questi due personaggi femminili è riuscita a spaziare notevolmente nelle sfere psicologiche delle donne e a mettere in risalto i loro modi di relazionarsi con gli altri.
Erica, a causa di una madre sempre assente, si è sempre tirata indietro dalle relazioni con altri uomini mentre Anna, per lo stesso motivo, appena ha trovato qualcuno che sembrava amarla si è accasata.
Peccato che il di lei marito sia un violento figlio di buona donna:

"Pettinò i capelli all'indietro raccogliendoli in una coda di cavallo tirata e poi si vestì faticosamente, cercando di evitare i movimenti che le provocavano delle fitte alle costole. Di solito stava molto attento a picchiarla solo in punti che si potevano nascondere sotto i vestiti, ma negli ultimi mesi aveva smesso di usare qualsiasi precauzione e l'aveva ripetutamente colpita anche in faccia.
Eppure non erano le botte la cosa peggiore, ma il fatto di vivere tutto il tempo sotto la loro ombra incombente, nell'attesa della volta successiva, del pugno successivo. E l'aspetto più crudele era che lui ne era perfettamente consapevole e giocava con la sua paura. Sollevava la mano per colpire e poi trasformava il suo gesto in una carezza. A volte le mollava una sberla senza alcuna ragione, di punto in bianco. [...]
Emma era uno dei motivi per cui non riusciva a smettere di amare Lucas. Se l'avesse fatto, sarebbe stato come rinnegare una parte di sua figlia. Ed era anche un buon padre nei confronti dei bambini."


Questo pezzo mi ha letteralmente messo i brividi perché cerca di farti capire il punto di vista di Anna, della vittima prescelta di soprusi continui e quasi quotidiani, i motivi per cui li accetta e non riesce a farli smettere. Anche se, per fortuna, le cose cambieranno. 

Oltre a loro pochi sono i personaggi realmente ben caratterizzati nonostante di quasi tutti ci siano particolari su comportamento e aspetto fisico.
Come per esempio Patrik, caratterizzato bene nel momento del romanzo 

"Era parecchio che non si sentiva tanto nervoso. L'emozione che gli attanagliava la bocca dello stomaco era meravigliosa e terrificante insieme.
La montagna di vestiti sul letto aumentava a mano a mano che provava nuove combinazioni. Tutto quello che si era messo fino a quel momento gli sembrava antiquato, trasandato, elegante, ridicolo o semplicemente brutto. Inoltre la maggior parte dei pantaloni gli stringeva sgradevolmente in vita. [...] Forse sarebbe stato meglio telefonare e annullare."

Emozioni rese a mio parere molto bene e contrapposte perfettamente a quelle di Erica:

"Il mucchio di vestiti sul letto di Erica era delle dimensioni di quello sul letto di Patrik, forse anche un tantino più alto. L'armadio era quasi vuoto e una fila di stampelle vi dondolava tintinnando. Sospirò scoraggiata. Non le stava bene proprio niente. [...]
Il primo dilemma si era presentato dopo la doccia, quando, non diversamente da Bridget Hones, la sua eroina preferita, si era trovata ad affrontare la scelta delle mutandine. Meglio optare per un bel perizoma di pizzo, nella remota eventualità che lei e Patrik finissero a letto? Oppure per le orrende mutande rinforzate per comprimere pancia e sedere, che avrebbero considerevolmente aumentato le probabilità che succedesse qualcosa?
"

A tratti queste emozioni da parte di due persone trentacinquenni sono troppo simili tra loro, cosa che io ho trovato sia caratteristica sia deludente, mi aspettavo qualche differenza. 


Stile: La Lackberg in questo primo libro deve introdurre tanti personaggi che poi si ritroveranno in volumi successivi della stessa serie, per farlo utilizza una marea di punti di vista a focalizzazione interna al personaggio.
Il problema, personalmente, sta nel fatto che sono davvero troppi, avendo dedicato paragrafi e paragrafi anche a personaggi secondari che forse non torneranno mai più. Come i genitori di Alex. Va bene far vedere le cose dal loro punto di vista ma con un cambio di punto di vista a ogni paragrafo la situazione e la lettura diventano caotiche e a tratti confusionarie. All'inizio di ogni paragrafo devi fare mente locale e capire chi sta parlando sennò rischi davvero di non capirci granché.
Inoltre questo è un libro con molti tratti ridondanti e ripetitivi. Per esempio quando si parla della famiglia di Erica e Anna ci sono tante informazioni disperse nel libro, che tendono anche a ripetersi più volte.


Conclusione: Un giallo carino, che intrattiene per qualche tempo da buona letteratura di evasione.
Alcuni spunti sulla psicologia e sul mondo reale ci sono soprattutto nei personaggi e nei rapporti di Anna ma oltre a questo non si va.
E' una buona lettura da ombrellone, da vacanza, sono contento di averlo letto perché, come dicevo, si può dire che sia il mio primo giallo ma sinceramente vorrei provare altro per capire meglio il genere e le tematiche trattate. 


Aratak

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