La Morte Velata - I demoni

Bentrovati a questo appuntamento dedicato al noir fantastico in crowdfunding su bookabook “La morte velata” di Valentino Eugeni.
Gli scorsi appuntamenti sono stati: Ambientazione, Trama, I personaggi maschili, i personaggi femminili

Oggi parleremo di Kwame e Mirella due personaggi contorti, interessanti e distruttivi.
Kwame è il demonologo del DIE, proviene dal Sudafrica e ciò che sa l’ha imparato da suo nonno prima e dai libri poi. È letteralmente un invasato riguardo a questioni spiritiche e soprannaturali, tanto da esaltare quasi la ricerca di queste ultime a scapito dei rapporti personali. Rapporti che comunque sono quasi impossibilitati per lui sia a causa della sua provenienza sia a causa della sua condizione fisica, per qualche problematica infatti da giovane è rimasto storpio, consumato da una malattia, chiamiamola così, da cui non si è più ripreso.
Kwame è MOLTO ambiguo, non si sa mai da che parte stia veramente e, soprattutto, che parte giochi all’interno di tutta la vicenda delle morti. Un personaggio particolare che Valentino è riuscito a rendere molto vivo e attuale proprio per quelle problematiche continue con cui deve convivere.


Valentino ci puoi spiegare il passato di Kwame e le sue motivazioni per trasferirsi in Italia?

Kwame è decisamente il mio personaggio preferito (spero che gli altri non mi sentano…). La sua infanzia è così intrigante che io personalmente avrei voluto viverla, seppur pagandone tutte le conseguenze. Come gli altri personaggi anche Kwame è vittima di azioni e reazioni, nel suo caso, però, le reazioni non hanno intaccato solo il suo corpo ma anche la sua mente. Il padre di Kwame era un italiano trasferitosi in sud africa per seguire operazioni di estrazione mineraria. Non era un grande manager, né un provetto ingegnere, era un amministratore che accettò un incarico all’estero per mettere da parte qualche soldo in più. Ed è successo che si innamorasse della madre di Kwame, che la sposasse e che vivessero felici e contenti  fino all’incidente che lo ha strappato ai suoi cari. Quando Kwame era poco più di un ragazzo iniziò a conoscere i segreti di suo nonno materno, uno stregone se vogliamo usare un termine antiquato, e poi, dopo la morte del padre e l’aggressione che lo ha mutilato, sua madre ha pensato di allontanarlo il più possibile da quei luoghi trasferendosi in Italia con il supporto della famiglia del padre. A quel punto Kwame ha ripreso gli studi, si è laureato e si è dimostrato subito molto, molto, abile nel suo lavoro di demonologo. Si sa che le cose che ci appassionano da bambini rimangono sempre nel nostro cuore no?

Un demonologo. Cosa vuole dire esattamente per te questo termine e quale ruolo dovrebbe ricoprire all’interno del DIE?

La demonologia nel DIE è un retaggio di un’epoca passata, la prima metà dell’ottocento, nella quale era avanzata la teoria che vedeva nella tradizionale credenza nei demoni, negli angeli e negli spiriti naturali, il fondamento dell’esistenza della cappa e del sisma. Negli anni successivi, invece, si assume che la cappa e il sisma siano eventi “naturali” per quanto venga da dire “sovrannaturali”. Tornando alla demonologia si può definire come una branca della stregoneria che però è dedicata esclusivamente alla conoscenza, e la restrizione, delle creature dell’aldilà che non sono trapassate ma che nativamente abitano l’altrove. Sul fatto che siano o meno demoni in senso classico, che esistano davvero, o che il Male, inteso come personificazione di tutto ciò che è negativo, esista davvero è tutt’ora materia di discussione.
Sta di fatto che la qualifica di demonologo è tutt’ora vigente e che lo statuto interno del DIE preveda che questa carica sia ricoperta all’interno della squadra. Così come il ruolo di Comunicazioni EUT, e quello di Dottore in incantamenti.

Mirella, moglie di Sandro Verri, non è un personaggio così ambiguo ma, se Kwame deve affrontare dei demoni nella realtà quotidiana lavorativa, invece lei deve affrontarne moltissimi all’interno di se stessa, della sua vita di coppia e del suo stesso lavoro.
Possiamo dire che questo è uno dei pochi personaggi che non ha niente a che fare con il paranormale, marito a parte, e che potrebbe realmente esistere nella realtà. Le situazioni che deve affrontare sono infatti questioni esistenti anche nel nostro mondo, nelle nostre città e nelle coppie che vi abitano.
Per questo per me è uno dei personaggi più interessanti, anche se secondario, perché offre spunti di riflessione e molto di più ai lettori, rimanendo in un limbo di realtà esistente.

Valentino le interazioni tra i coniugi Verri sono nate da sole mentre scrivevi il libro o era già tutto programmato?

Le relazioni tra Sandro e Mirella sono autobiografiche, o quasi. ;) Volevo rendere e vedere i personaggi muoversi in un contesto reale, nella quotidianità che non si ferma dinanzi al paranormale. Anzi, diventa quotidianità il contesto stesso. Le vicende di Sandro e Mirella, e la incapacità di contrastare gli eventi di quest’ultima, servono proprio a creare uno strato di “banale sofferenza” che rende tutto il resto ancora più sconvolgente.  Per rispondere alla tua domanda posso dire che era chiaro fin dal principio dove volevo andare a parare, quello che però si sono detti e fatti durante il libro, beh, è successo perché sono due teste calde in realtà.

Hai voluto far seguire questa tortuosa strada ai due, non ti chiederò il perché ma ti chiedo invece: non ci fosse stata la Cappa Grigia tutto ciò sarebbe successo comunque?


Probabilmente avrebbero solo divorziato…  ;)

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