Intervista a Iacopo Donati, illustratore

Buon pomeriggio a tutti!
Oggi, per la rubrica "Intervista l'Artista" abbiamo abbiamo con noi Iacopo Donati, benvenuto!
  • Grazie!​  

Direi di incominciare chiedendoti qualche informazione su di te
  • Non c'è molto da raccontare; classe 1985, sono nato e cresciuto a Milano ma ora vivo e lavoro a Como. I miei studi sono stati classici, mi sono poi interessato alla psicologia ma ho lasciato la facoltà dopo un anno per iniziare finalmente degli studi artistici, frequentando un corso triennale di illustrazione.

Come è nata la tua passione per il disegno?
  • Mi affascinavano le illustrazioni di alcuni libri. Eroi e guerrieri più o meno plausibili che hanno accompagnato le storie della mia infanzia prima e, successivamente, i passatempi della mia adolescenza... e poi, come tutti, almeno una volta provi a ricopiarne qualcuno e purtroppo o per fortuna non mi sono più fermato. ​ 

E come è diventata un lavoro?
  • Un lavoro fatto e finito per ora non lo è ancora. Il mondo delle immagini è più una passione che altro e spesso si fatica, alle volte sei pieno di commissioni e alle volte hai tanto di quel tempo libero che finisci per dubitare di te stesso. Diciamo solo che passo dopo passo diventa sempre più quotidianità e di questo non posso che esserne felice!

Quanto effettivamente ripaga fare una scuola di illustrazione/ fumetto qui in Italia?
  • Personalmente per l'illustrazione direi molto poco, ma premetto che dipende dalla scuola e da cosa si intende con illustrazione.​ Sicuramente non c'è buona formazione sul realismo nella maggior parte dei casi. Avrei aneddoti vari da raccontare ma rischiamo di rimanere qui per molto tempo. Quello che ho imparato e che tutt'oggi ciò che mi è di base e supporto l'ho imparato per altre vie. Quello che posso dire di per certo è che comunque serve qualcuno che ti segua, anche se solo saltuariamente, non si può fare a meno di un maestro. Sul fumetto non mi esprimo perché non so nulla sulla qualità dei corsi che vengono proposti.

Da due chiacchiere che abbiamo scambiato so che sei grafico e copertinista della casa editrice Il Ciliegio, come ti sei trovato a pubblicare copertine?
  • Di certo è affascinante vedere qualcosa che hai creato prendere vita e forma grazie anche ad altre persone. All'inizio è stata dura. I risultati stampati non erano per nulla come me li ero immaginati e molto lontani dall'elaborato a schermo (io lavoro principalmente in digitale) ma con perseveranza, tanta pazienza e coi mezzi giusti sono riuscito a calibrare meglio le palette e gli elaborati definitivi! ​

Io ti ho conosciuto grazie a un contatto in comune, Antonio Napolitano, e a un suo progetto, Il Mutafavole. Come vi siete trovati a lavorare insieme?
  • Si, con Antonio ci siamo conosciuti proprio grazie a Il Ciliegio, editore del suo Mutafavole. Ho curato tutto il progetto grafico della sua copertina e successivamente, su sua richiesta, mi sono occupato anche delle illustrazioni dei personaggi del romanzo che potete trovare Mutafavole. Che dire? Le richieste di Antonio sono sempre molto precise ed è sempre uno stimolo cercare, e spero di poter dire riuscire, a dare forma ai pensieri di terzi. 

Come ti trovi a illustrare libri?
  • ​Per ora di libri interi non ne ho illustrati molti anche perché oggi come oggi le illustrazioni interne, quanto meno in Italia, le si trovano per lo più sui libri dedicati all'infanzia. Diciamo che illustrare è come narrare solo che al posto di aggettivi e punteggiatura si hanno linee e colori. Non è un procedimento scontato o facile e alle volte si fatica a trovare il giusto ordine alle cose, altre volte qualcosa che in testa sembra poter funzionare perfettamente ma una volta che inizi a metterlo su carta devi constatare che purtroppo​ devi cambiare strada ​ ed approccio. Sicuramente è stimolante, alle volte divertente, altre volte ti domandi chi te l'ha fatto fare ma è una passione.

Quali sono i tuoi sogni per il futuro?
  • Arrivare a un livello di qualità tale da poter lavorare per i "big" del settore, faccio a titolo di esempio il nome della Hasbro.
    Oppure comprare una barca, andare su un'isola deserta, coltivare noci di cocco e pescare​! 

E gli obiettivi a più corto termine?
  • Sono sempre alla ricerca di uno stile che si ossa dire davvero personale e riconoscibile a colpo d'occhio.

Da cosa trai ispirazione?
  • Principalmente dallo studio di quello che autori ben più saggi di me hanno realizzato.

Ci sono degli artisti che segui?
  • Ce n'erano ma sono tutti morti! Tra gli ultimi mi vengono in mente Moebius, Frazetta, Sergio Toppi (il divino Sergio Toppi, perchè non si è parlato di più di lui?!)... Anche musicalmente ho fatto giusto in tempo ad appassionarmi a David Bowie che poi è morto, deve essere un trend. Fortunatamente ce ne sono anche di vivi, come Juan Jimenez, Wayne Raynolds, Donato Giancola, Enki Bilal o il grandissimo Brom. 

Lavori su commissione? Come ti si può contattare?
  • ​Si, lavoro su commissione anche per privati e recentemente ho aperto un profilo su Society6, The Gentleman Crane, dove si possono acquistare delle stampe dei miei lavori.
    Mi potete trovare su Instagram come The Gentleman Crane, via mail all'indirizzo iacopodonati@gmail.com e trovate un mio portfolio online su Behance e su Artstation

Grazie mille del tuo tempo Iacopo!
  • Grazie mille a te!
Seguitelo sui profili che vi ho lasciato sopra! =) 
Alla prossima,

Aratak

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