Il cambiamento climatico e l'Impensabile - Amitav Ghosh, resoconto

Buongiorno!
Questi due giorni sono stati interessanti e molto intensi.
Ieri sono andato a delle conferenze organizzate da Aboca, ditta di integratori e prodotti naturali, che da qualche anno ha iniziato a portare notizie e conferenze tramite gli eventi "A seminar la buona pianta". 
Ieri in particolare sono stato a un incontro con Amitav Ghosh, scrittore indiano, e al successivo spettacolo-conferenza del connubio Banda Osiris-Luca Mercalli

Il mio intento iniziale era di scrivere un solo articolo per entrambi gli eventi ma Ghosh mi ha colpito molto parlando di alcune questioni.
Su alcune cose posso essere più o meno d'accordo, come il fatto che Trump e il suo enturage sappiano cosa sia il cambiamento climatico e abbiano deciso di non fare nulla (accettabile) perché vogliono un'apocalisse (non commento nemmeno), ma non le conosco così a fondo per poterne parlare.
Di una cosa però vorrei parlare. Ghosh nei suoi commenti ha detto che nelle opere di narrativa la natura è sempre benigna e favorevole all'uomo e quanto sia difficile parlarne invece come forza distruttrice e dannosa per l'uomo e per la stessa natura. 

Qua mi permetto di dissentire, soprattutto in alcuni filoni di genere, fantascienza in primis, abbiamo una natura sempre più sovversiva, distruttiva e potente che ha portato l'uomo del futuro a sottomettersi in ginocchio. 
Un esempio?
Prendiamo i mondi neanche troppo moderni descritti dai vari autori di fantascienza. Dalla Le Guin a Asimov da Wells a Dick abbiamo in molte loro opere una popolazione in ginocchio a causa di immensi e terribili cambiamenti climatici.
Mi vorrei soffermare su due autori stranieri e un paio di italiani. 
Tra gli innumerevoli autori andrei a parlare di Schatzing e di Herbert.
Il primo descrive catastrofi naturali, e meno, nel suo libro "Il quinto giorno": un'umanità sempre più inquinante si trova a dover affrontare le conseguenze quando degli esseri primordiali che abitano nelle profondità oceaniche scatenano contro il mondo il potere del mare, inteso come suoi abitanti, arrivando a uccidere migliaia di persone in tutto il mondo. Decine di migliaia.
Se questa non è una visione apocalittica di quanto sta accadendo ora mischiata a una punta di fantasia... -che, tra l'altro, possiamo essere davvero sicuri che non esistano questi esseri nelle profondità marine?-

Herbert invece non parla del nostro mondo bensì, nella sua opera più famosa, parla della potenza, forza e capacità distruttiva della natura su Arrakis, conosciuto ai più come Dune. 
I suoi libri portano un'immagine di ciò che potrebbe benissimo essere la terra nel caso continuasse a subire un processo di desertificazione, in atto al momento solo in alcune aree del nostro globo, e di riscaldamento climatico che, oramai, è una realtà da cui non si può tornare indietro. 

Tra gli italiani annoveriamo un autore conosciuto anche all'estero per i suoi romanzi ironici e che rappresentano una terra distrutta, devastata, parlo di Stefano Benni ovviamente. Un esempio lampante è Spiriti, romanzo ironico sulla politica italiana, dall'onorevole Berlanga a chi gli si oppone, una manica di complottari autolesionisti, ma il romanzo parla anche delle forze della natura, portandole all'estremo, tendendo al fantastico e al paranormale arriva alla potenziale catastrofe naturale che distruggerà la terra. 
Inoltre come non citare la cara Marta Duò e la sua opera di fantascienza distopica "I superstiti di Ridian" dove, per sfuggire a una terra del XXV secolo oramai desertificata l'uomo fugge per atterrare su questo nuovo pianeta. 
E' vero, nel suo libro non si parla decisamente della terra e solo di Ridian ma Marta stessa ne parla nel suo articolo: Un deserto di ghiaccio e sabbia

La cosa che mi ha alquanto stupito è come questi generi, e sono sicuro ci siano almeno altri mille libri sull'argomento, siano snobbati sia dal grande pubblico che da autori conosciuti a livello internazionale.
Eppure come generi possono dare tantissimo ai lettori, da molteplici punti di vista. 

Esulando però dalla narrativa di genere si entra in un campo a me quasi sconosciuto. Eppure, pur avendo letto pochissimo, so benissimo che ci sono libri che parlano della natura non solo come benevola e felice ma anche come foriera di guai e disastri. Un esempio su tutti? "La musica del silenzio" di Bambaren dove il mare viene visto come potenza e forza in grado di spezzare le vite altrui. 

Ghosh, per concludere, avrebbe dovuto informarsi maggiormente su questa letteratura di genere, cosa che mi ha perplesso e che mi ha lasciato con un senso di incompiuto. 

Io posso dire che da parte mia mi informerò maggiormente su questo autore e che continuerò le mie letture fantascientifiche, letture che adoro e che mi danno e mi hanno dato tantissimo.

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