Francesca Resta, Intervista l'Artista

Buongiorno a tutti e bentrovati!
Oggi, per il nostro appuntamento settimanale dedicato all’arte italiana posso dire di avere l’onore di ospitare una delle più conosciute disegnatrici italiane, Francesca Resta. Tra le sue opere troviamo la copertina di “Nina e l’Arca della Luce”, edito da Giunti, serie conosciuta da molte ventenni, nonché possiamo trovare sue illustrazioni in vari progetti internazionali.

Benvenuta, accomodati e sappi che sono un filino teso! =D
Visto che ho l’occasione di avere ospite un’artista internazionale, partirei subito chiedendoti la differenza tra l’estero e l’Italia.
  • Ciao Luca e grazie per lo spazio che mi concedi! Ma come “teso”? Prendi una tazza di the e rilassati :D Serve anche a me, guarda come mi hai presentato! Sembro seria!
    Allora, tornando alla tua domanda… La mia esperienza è ancora molto limitata, ma direi che dalle mie collaborazioni una differenza è generalmente l’arco di tempo in cui si svolge un progetto: non solo per quanto riguarda il tempo che ho io per disegnare, ma anche nei tempi per ricevere i feedback. Gli editori statunitensi con cui ho lavorato si muovono su tempistiche più ampie, mentre nei progetti italiani ho trovato dei cicli di revisione molto più brevi e agili.

Al momento hai in corso una collaborazione addirittura con la Penguin Books per una duologia. Come ti stai trovando?
  • Lavorare con Penguin è fantastico, mi sento molto coccolata! Mi hanno fatto un contratto molto onesto, sono molto precisi nelle comunicazioni ma con un grandissimo tocco umano! La mia Art Director mi ha persino mandato una cartolina di auguri per Natale. Ci tengono molto e ti fanno sentire parte di qualcosa di importante. Ma sicuramente richiedono molto tempo e flessibilità!


Com’è essere artisti all’estero?
  • E’ un po’ la grande fortuna di lavorare con le immagini, quello di potersi proporre ovunque nel mondo! E anche DA ovunque nel mondo… essendo freelance e lavorando “da casa”, non importa realmente dove sia “casa”. Una volta è stata un albergo di San Pietroburgo. Per cui essere all’estero o in Italia, per quel che riguarda strettamente il lavoro, è ininfluente, purché ci sia corrente e connessione internet.


Tu fai capo a una agenzia newyorkese. Com’è lavorare in agenzia? E come sei riuscita a entrare a farne parte?
  • Sono rappresentata da Astound US, le mie agenti sono tutte ragazze giovani e molto professionali! Io non sono molto brava a promuovermi, non mando mai email agli editori perché ho paura di disturbare, non sono molto brava a organizzarmi a spedire immagini, cartoline… insomma, a ricordare ai clienti che esisto. Per cui lo fanno loro per me. E molti editori grandi è veramente difficile contattarli se non tramite agenzia! Devo comunque fare la mia parte, ma è un bell’aiuto avere qualcuno fisicamente presente sul territorio americano.Ero entrata prima a far parte di un’altra agenzia con cui avevo parlato alla fiera di Bologna, ma non riuscivano a trovarmi lavoro e allora loro stessi mi hanno consigliato di spostarmi su quest’altra perché aveva clienti più in linea con il mio stile.



So che, tra l’altro, al momento abiti anche in Inghilterra; il cambio di panorama e prospettiva ha portato a qualche differenza nello stile delle tue illustrazioni e in ciò che ti ispira?
  • Per me è stato molto importante spostarmi a vivere in un ambiente stimolante e ricco di culture diverse. Londra, poi, è un porto del mondo… qui ognuno arriva con una sua storia e le sue speranze, e non c’è uno standard. Nessuno si stupisce se dico di essere un’illustratrice, nessuno mi chiede se è davvero un lavoro perché c’è un sacco di gente che si è inventata professioni molto più strane. Inoltre è pieno di musica, le band nei pub non fanno solo cover, e ovunque trovi musei, teatri e incontri di appassionati per ogni hobby e forma d’arte.


Allo stesso tempo si può dire che anche in Italia non sei proprio sconosciuta, anzi! Come dicevo prima hai creato anche la copertina per l’ultimo libro della serie di "Nina la bambina della sesta luna" per Giunti oltre a varie copertine per altri editori e autori. Come ti sei trovata con loro?
  • Molto bene! In Giunti ho lavorato con ragazze bravissime e piene di entusiasmo, è stato proprio un bel rapporto. Con Nina mi sono occupata anche delle illustrazioni interne: non lo faccio spesso ma l’ho trovato davvero divertente! E’ stato bellissimo fare parte di questa avventura e sentire l’affetto dei lettori per questa saga!


In che campo lavori esattamente?
  • Mi occupo di illustrazione, mi rivolgo principalmente al mondo dell’editoria e delle copertine perché sono innanzitutto una lettrice, ma non avendo ancora un giro di clienti tale da non fare altro, integro con un po’ di fantasia, da fotoritocchi e lavori nella pubblicità a lezioni private. Una volta ho persino disegnato delle mucche tristi per una vignetta su un sito di un sistema di aerazione per stalle!


Per una copertinista, quanto è importante aver letto il libro cui deve fare la copertina?
  • Non è essenziale, se nel processo di creazione è presente qualcuno che ha letto il libro e che ha delle idee chiare sulla copertina. A me piace in generale avere la possibilità di leggerlo, se ci sono anche le tempistiche per farlo, ma a volte il committente ha già un’idea chiara, magari anche per questioni di marketing, di quello che vuole sulla copertina (realizzarlo può essere molto meno semplice di quello che sembra!), altre volte invece le proposte sono totalmente mie per cui è necessario che io abbia letto il libro, e anche preso appunti! Molto spesso invece si riceve una scheda del libro e magari qualche estratto.


Quali sono le tue tecniche preferite?
  • Per lavorare, sicuramente il digitale. La flessibilità e la possibilità di modifica che questa tecnica offre la rende ideale nel seguire dei progetti che a volte cambiano direzione in corso d’opera. Per mio divertimento personale, mi diverto con qualsiasi tecnica, spesso gioco con un mix di acquerelli, acrilici e matite colorate, e ogni tanto cerco di unire tradizionale e digitale per alcuni esperimenti!


E i tuoi soggetti?
  • I personaggi, ma anche gli oggetti, i dettagli… mi trovo bene con “soggetti ravvicinati”, e sono molto meno tranquilla quando ho una scena complessa o molti elementi tutti assieme. Ma credo sia normale, le scene sono più difficili!


Per te qual è la cosa più importante per un’artista?
  • Amare il processo di creazione più dei risultati. E’ difficile essere soddisfatti di quello che si fa, perché il nostro senso critico spesso si affina più velocemente della nostra tecnica, e credo sia necessario per migliorarsi. Per cui si deve amare l’atto stesso di disegnare, di progettare un’immagine, di risolvere un problema visivo… se ci si basa solo sul voler ottenere dei risultati, credo si corra il rischio di trovarsi velocemente frustrati.


Sul tuo sito si legge che sei un’appassionata lettrice. Intanto ti vorrei chiedere se per caso non volessi mettere insieme una parte scritta e il disegno creando fumetti?
  • Risposta breve: NO. Come molti, durante l’adolescenza sono stata un’avida lettrice di manga, ma non sono un’esperta di fumetti. Al momento non ne leggo nessuno, a parte le produzioni di alcune artiste italiane che seguo. Sarebbe assurdo mettersi a fare qualcosa che richiede una tale dedizione, senza esserne realmente appassionati. Solo l’idea della quantità di immagini che richiede un fumetto, mi fa venire la nausea… per non parlare del fatto che è un tipo di storytelling completamente diverso.


Infine, su questa tua passione, vorrei chiederti se c’è qualche libro che ti abbia infinitamente ispirato sia nel disegno che nella produzione di fanart?
  • Ehm sì… anche se non tutte poi vedono “la luce del web” XD Sicuramente quando ho letto in full immersion i 14 libri de La Ruota del Tempo non ho potuto fare a meno di disegnare qualche fanart. Più recentemente, ho fatto anche qualche ritratto ad un paio di personaggi di Lockwood & co, di Jonathan Stroud. Avrei anche uno schizzo sui Mistborn di Sanderson che non so se finirò mai... e molti altri, negli anni. Generalmente, mi piace cercare di ritrarre le facce dei personaggi come me le immagino, cosa molto più semplice a dirsi che a farsi (sembrano chiare nella mia testa, finché non appoggio la matita sul foglio!).


Vorrei quindi concludere l’intervista chiedendoti se, pur oramai lavorando in ambito internazionale, è possibile lavorare con te? E come si può fare per contattarti?
  • Bisogna provare a contattarmi via email (francesca@nijiart.it) o dalla mia pagina facebook NijiArts e vedere se non sono già in ritardo con altre mille cose. Lavoro molto poco con scrittori indipendenti, non perché “sono ormai una illustratrice internazionale” (LOL), semplicemente non è la direzione che ho deciso di perseguire e su cui sto investendo le mie energie, ma quando riesco è un ambiente che mi piace molto!


Grazie mille del tempo che ci hai dedicato e ti lascio la parola un’ultima volta: non è stata una cattiva intervista, vero? =D
  • Per nulla cattiva, ma lunghissima!! Ma secondo te qualcuno ci legge fino a qui? Mi annoio io a rileggermi per controllare gli errori… Lancerei l'hashtag, come in un gruppo che frequentiamo entrambi, #IoLeggoSinoInFondo. Se l'hai letto commenta! =D



Alla prossima, intanto vi lascio i links dove potete trovare le opere di Francesca Resta: Portfolio: www.nijiart.it
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/nijiarts/
Instagram:
https://www.instagram.com/niji707/

Aratak

Commenti

  1. #IoLeggoSinoInFondo e come potrei fare diversamente? È stata un’intervista davvero interessante <3

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    Risposte
    1. Ne siamo davvero contenti!

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    2. Sei il mio idolo, Laura!! <3 Grazie :D

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