L'ombra del primo re - Lorenzo Sartori

Buongiorno a tutti!
Torno a parlare di libri con una recensione di un fantasy, uscita in anteprima su ONNIGRAFO MAGAZINE


L'ombra del primo re

di Lorenzo Sartori


... Sartori's Blog - L'ombra del Primo Re - December 20, 2016 01:53
Trama: 


"L'ombra del primo re" è un libro unico diviso in tre parti: 
"Con l'ultimo respiro", tramite un torneo il re di Tidor cerca un pretendente adeguato per la mano della figlia. I figli dei nobili di tutto il regno si dirigeranno a Bima, la capitale, per questo grandioso torneo che sfocerà in una immensa caccia alla strega che abita il bosco. 
Un racconto interessante che ti fa entrare nel mondo di Tidor. I colpi di scena sono abbondanti nonostante siano prevedibili a tratti.

"Il segreto di Bima", cambia il punto di vista e non solo: il racconto è un immenso flashback su come sia nato il regno di Tidor. Segreti, svelamenti e colpi di scena segnano questo racconto. In particolar modo mi è piaciuta particolarmente la figura di Indah, regina Kamaliana del re di Ekon. 

"La millesima luna" racconto conclusivo dove vengono tirate le fila delle vicende degli altri due con uno scontro finale molto fantasticheggiante. Tra magia, illusioni e morti si segnerà il destino del regno di Tidor.


Personaggi: come credo abbiate capito i personaggi sono vari e alcuni si ritrovano in diversi racconti, anche se in vesti diverse. Per questo motivo è difficile parlarne in modo approfondito.
I personaggi all'interno di uno stesso racconto tendono a crescere e sono ben caratterizzati mentre, se si ritrovano in racconti successivi, tendono a mantenersi simili a come erano. Ciò ci può stare ma in alcuni casi ci sono dei cambiamenti netti nelle condizioni del personaggio e uno stacco sarebbe stato necessario, a mio parere.
Ci sono dei personaggi che mi sono piaciuti di più in assoluto in ogni caso, Indah, Awira e Alrik, tutti per motivi diversi.
Indah è una regina, un pegno da parte del regno di Kamal al regno di Ekon per riuscire a portare finalmente pace tra queste due civiltà. Il suo comportamento, e qui mi fermo, mi ha intrigato molto.
Awira è un ragazzo segnato dal passato, una fuga obbligata dove ha lasciato padre e fratello a morire, un personaggio sfaccettato e combattuto che nonostante ciò continua a vivere con questo peso immenso cercando di dare lustro sia al suo nome che a quello della sua casata.
Alrik, invece, è il tipico scemotto, si riesce a far gabbare e a perdere tutto... ma al contempo riesce a fare jackpot. 


Ambientazione: siamo in un mondo fantastico, in particolar modo le vicende hanno luogo su di un continente dove è cresciuto il regno di Tidor, da tempo in lotta con popolazioni semi nomadi e barbare al confine meridionale del regno. Altro luogo è l'isola di Mauna, divisa in due regni: Ekon e Kamalia, da sempre in guerra tra di loro. 
Questo mondo ha una società di tipo medievale e la magia è scarsamente presente ma, quando lo è, si manifesta in modo grandioso: streghe legate alle foreste, spiriti degli alberi e dei fiumi e immortali sono le sue principali manifestazioni.


Stile: lo stile si mantiene uniforme nell'arco di tutto il libro. Solo i punti di vista, come personaggi e come numero, cambiano. Lo stile è semplice e adeguato al libro con narratore esterno e terza persona.
Vorrei esprimere un mio personale parere sui flashback - decisamente troppo presenti - nel primo arco narrativo ve ne è uno solo, il capitolo 2. Ci sta come scrittura e come inserimento ma è un filo esagerato, sono tutte informazioni che l'autore avrebbe potuto lasciar trapelare senza utilizzare un capitolo staccando nettamente la narrazione.
Di sicuro spropositato è l'immenso flashback che rappresenta la parte principale del secondo racconto. la storia raccontata è interessante ma in teoria è narrata da un vecchio. Personalmente, piuttosto che mettere innumerevoli capitoli di flashback senza intervalli, avrei preso degli stacchi, corrispondenti alle pause, nel racconto del vecchio. Un po' come ne "Il nome del vento" di Rothfuss.
Questi due flashback anche se molto importanti tagliano troppo la narrazione e, nel primo caso, per me non era nemmeno necessario. 


Conclusione: libro carino e interessante, note positive e negative si accavallano nel formare un'opinione abbastanza neutra verso questo libro. 
Positivo - colpi di scena e personaggi interessanti.
Negativo - flashbacks e una parte conclusiva che a mio parere è deboluccia.
Posso dire che è scritto bene e vi intratterrà piacevolmente se ve lo vorrete portare in vacanza. 


Aratak



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