Intervista a Sebastiano Brocchi, artista

Buonasera a tutti e bentrovati! =) 
La rubrica dedicata a illustratori e disegnatori oggi si allarga! Infatti oggi abbiamo con noi un artista d’oltralpe, Sebastiano Brocchi! E se ci avete fatto caso il primo maschio a essere intervistato... un onore quindi! 

Benvenuto Sebastiano! Inizia pure raccontandoci qualcosa di te
  •  Sono uno scrittore e artista ticinese, molto interessato in particolare agli aspetti simbolici e spirituali dell’arte. Con ciò non intendo soltanto nel mio “fare arte”, ma anche nel cercare di interpretare il messaggio degli artisti che mi hanno preceduto. Che si tratti di una mia opera o di quella di un grande maestro del passato, insomma, la più grande attrattiva per me sta nel cercare di scovarne il senso nascosto, capire come quell’opera possa parlare alla nostra interiorità, scavarci dentro e possibilmente trasformarci.



Tu, leggo dalla tua biografia, hai una storia travagliata, hai lasciato le scuole per dedicarti a scrittura e disegno, cosa ti ha portato a questa scelta? 
  • Semplicemente, arrivato in terza liceo, mi sono reso conto che il percorso scolastico non mi corrispondeva più. Senza rinnegare nulla di quanto avevo fatto e imparato fino a quel momento, che sicuramente è servito a formare la persona che sono, ho capito che per quelli che erano i miei più autentici interessi la scuola non faceva più al caso mio. Avevo cominciato, infatti, ad approfondire considerevolmente le tematiche legate alla simbologia, l’ermetismo, la filosofia, la mistica, e dover contemporaneamente “avere la testa” per studiare e memorizzare le altre materie scolastiche si rivelava alquanto difficile e poco stimolante. Inoltre non intravedevo grandi possibilità di un futuro accademico legato ai miei interessi – perlomeno non restando in patria – così ho deciso di continuare le ricerche da autodidatta. Questo mi ha anche permesso di dedicare molto più tempo all’arte e alla creatività in generale. 



Te ne sei mai pentito? 
  • Pentito mai, anzi! Però è giusto dire che oggi come oggi non potrei vivere del mio lavoro, economicamente parlando, e per questo devo ringraziare l’appoggio della mia famiglia che mi ha sempre aiutato. La strada che ho scelto è ricca di soddisfazioni intellettuali e personali ma sicuramente poco redditizia. Per avere in mano qualcosa di più “concreto”, parallelamente alla mia attività creativa ho seguito una formazione contabile e amministrativa che un domani potrebbe tornarmi utile, non si sa mai…


Scusa queste due domande molto personali ma sono curioso, torniamo a parlare del tuo lavoro.
Cosa vuol dire essere un artista per te? 
  • Essere un artista significa cercare di dare un aspetto visibile, esteriore, a visioni e intuizioni partorite da quell’immaginazione che dal mio punto di vista rappresenta la “scintilla divina” racchiusa in ognuno di noi. Chi sa dire da dove venga realmente l’ispirazione? Di certo non è qualcosa che nasce da noi, qualcosa che “sappiamo” o che abbiamo “imparato”. L’ispirazione semplicemente “arriva”, e a noi non resta altro che cercare i mezzi migliori per darle corpo. 


Cosa pensi quando prendi una matita o uno stilo in mano prima di disegnare? 
  • Cerco di lasciarmi abbastanza libero, senza pensare troppo appunto. Sì, generalmente ho già un’idea del soggetto che voglio rappresentare: o per averlo prima “visualizzato” mentalmente o per averne almeno sviluppato un concetto generico. Ma poi amo lasciarmi sorprendere, perché la nascita di un’opera prende sempre strade imprevedibili che appartengono solo a lei… alla fine, il più delle volte, l’artista è il primo spettatore di ciò che si sta creando sotto i suoi occhi. 


Utilizzi tecniche particolari?
  • La tecnica che preferisco e che uso maggiormente è quella di disegnare a penna e, in seguito, colorare in digitale utilizzando Photoshop, talvolta facendo ricorso anche alla fotocomposizione. Ad esempio mi piace rendere più realistici alcuni dettagli dei disegni integrando elementi fotografici, ma mantenendo sempre visibile la “base” manuale. In generale non mi faccio condizionare troppo da proporzioni, prospettiva ecc… per me un disegno, prima ancora che “matematicamente corretto”, deve catturare lo sguardo e l’immaginazione, esprimere un’idea o un’emozione. Se per ottenere lo scopo deve stravolgere o forzare leggermente il realismo, pazienza. Non è questo il bello del disegno? Per le riproduzioni perfette c’è già la fotografia… 


Quali sono i tuoi soggetti preferiti?
  •  Soprattutto le figure femminili, gli animali o i paesaggi fantastici. Amo anche disegnare gioielli, abiti, armature o architetture. Ma vale sempre quanto dicevo prima sul rigore matematico: non mi interessa la precisione, preferisco gli schizzi e i bozzetti. Sono più immediati e in qualche misura “metamorfici”, nel senso che mi danno l’impressione di non imbrigliare la forma in modo troppo definito e definitivo. Un capitolo a parte, poi, è costituito dal design automobilistico: un hobby che in passato mi ha portato anche a creare un mio marchio virtuale. 


Tu sei un artista poliedrico e sfaccettato, ti dedichi dai libri, ai disegni, ai videogiochi.
Come si completano a vicenda queste tue passioni? 
  • Vedila così: mi sento sempre come se i mezzi a mia disposizione fossero troppo poveri o limitati per “raccontare” ciò che ho in mente. Ho un sacco di idee e la costante impressione che un libro o dei disegni non bastino per descriverle adeguatamente. Lavorare a un videogioco mi ha permesso di dare un ulteriore “spessore”, esplorare una nuova dimensione espressiva assolutamente entusiasmante poiché animata e interattiva. Potessi trasformare i miei libri anche in film lo farei! Insomma, credo che tutti i vari media possano concorrere a dare forma ai nostri sogni, ognuno attraverso le potenzialità tecniche narrative che gli sono proprie. 


Inoltre la tua principale saga fantasy, Pirin, è completamente scritta e illustrata da te, su cosa si basa?

  • Pirin” è un progetto piuttosto originale perché, appunto, rispecchia in pieno questa mia idea di eclettismo e multimedialità. Si tratta di un vasto e stratificato mondo fantasy che ho cercato – anzi sto cercando – di raccontare nei suoi più diversi aspetti. Non soltanto dal punto di vista narrativo: storia, geografia, usi e costumi dei popoli, religione, architettura, araldica, calendario… persino una lingua con tanto di alfabeto, grammatica e dizionario! Per questo, oltre a scrivere i romanzi, ho realizzato centinaia di disegni e continuo a realizzarne, curo un sito web che aggiorno regolarmente, ho in previsione almeno un artbook, e presto uscirà il videogioco “Eselmir e i cinque doni magici” nato grazie alla collaborazione con i miei grandi amici di Stelex Software! In futuro non escludo di estendere la saga ad altri canali come, perché no?, quello del fumetto o di altre forme ludiche… dipenderà anche dalle eventuali collaborazioni che riuscirò ad instaurare e dall’interesse che susciterà nel pubblico. 

Hai altri progetti in corso o in fase di sviluppo? 
  • Attualmente sto scrivendo il terzo e conclusivo volume della saga, intitolato “Le gesta di Nhalbar”, che sarà il più epico e monumentale dei tre. Ma parallelamente sto portando avanti diverse altre idee. Prossimamente potrei riservarvi anche qualche sorpresa sul fronte della fantascienza, un altro ambito al quale sogno di dedicarmi da anni… 


Fai lavori su commissione? Come potrebbe contattarti qualcuno che ne volesse uno?
  • Sì, mi è già capitato, mi sono stati commissionati ritratti, loghi e altri disegni. Se ho il tempo di dedicarmici e la richiesta è “nelle mie corde” lo faccio più che volentieri. Chi fosse interessato a un mio lavoro può contattarmi sia via email al mio indirizzo sebastiano.b.brocchi@gmail.com che su facebook.


Grazie mille del tuo tempo,

Vi lascio i link dove potete trovare maggiori informazioni sul suo conto:
Biografia: Sebastiano Brocchi
Pagina Facebook: Sebastiano Brocchi
Blog: Pirin

alla prossima




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