Intervista a Irwing Phan, disegnatrice e fumettista

Buongiorno a tutti! 

Oggi è con noi Irene, alias Irwing Phan, per parlare di illustrazioni, progetti e del suo fumetto: Rebel’s Identity.
Avviso inoltre che da oggi non avranno più una pubblicazione giornaliera bensì saranno pubblicate ogni 2-3 giorni =)


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Benvenuta Irwing, ci potresti dire qualcosa su di te? 
  • Ciao! Dunque... ho 26 anni, amo leggere e scrivere, ma – ovviamente – soprattutto disegnare. Ho studiato in un liceo artistico, ma mi sono specializzata nella tecnica manga grazie ai corsi di Wish e Federica Di Meo (Somnia, Planet Manga). Ho iniziato a lavorare anche come insegnante di fumetto a mia volta e nel poco tempo libero che non passo a disegnare mi piace molto pattinare – sia sul ghiaccio che sui roller – anche se decisamente quello non è un campo in cui eccello... (ride).
    Tra i miei autori preferiti spiccano sicuramente Kazuya Minekura, Takeshi Obata e Hiromu Arakawa.


Quando hai iniziato ad appassionarti al disegno? 
  • In realtà, da sempre. Mi sono appassionata molto presto sia alla scrittura che al disegno; da bambina ho iniziato le elementari sapendo già leggere, e riempivo intere agende di personaggi e storielle assurde! Poi la passione è continuata alle medie, disegnavo dei fumetti sceneggiati da un mio compagno di classe, e poi ho scoperto i corsi di Wish, l'insegnante che ha completamente rivoluzionato il mio modo di vedere il manga.
    Iniziando a studiare nel 2008 ho iniziato a vedere il mio sogno di diventare mangaka sempre più realizzabile.


Nessun testo alternativo automatico disponibile.Illustratrice, disegnatrice, fumettista, qual è l’attività che ti senti più vicina e a quale miri di arrivare?
  • Direi fumettista più di ogni altra. Amo anche illustrare, e sogno di realizzare un artbook interamente mio, o un libro illustrato (non per forza scritto da me); ma più di ogni altra cosa mi piace realizzare fumetti. Lavorando a Rebel's Identity mi sono resa conto che passerei tutte le giornate a fare tavole col sorriso sulle labbra, e anche quando lavoro a commissioni o altre attività che tolgono tempo alle tavole, spesso il mio pensiero è sempre fisso sul momento in cui potrò tornare su di loro!


Cosa stai facendo per specializzarti maggiormente in questo campo?
  • Beh, come si dice... non si smette mai di imparare! Il fatto che io abbia molto da insegnare non toglie che abbia ancora molto da imparare. Quando mi è possibile frequento le lezioni di Federica a Torino, che comunque non si tira mai indietro anche quando chiedo consiglio tramite uno schermo; inoltre chiedo spesso dei pareri anche alle mie colleghe di Reika. Avere qualcuno che risponde, segue, consiglia e fa osservazioni è un ottimo modo per continuare a crescere.
    Anche cercare i pareri degli editori e cercare di lavorare a più progetti possibile è per me un metodo per avanzare in questo campo.


So che hai svolto e hai in programma molti progetti, come per esempio il Valzer of seasons. Cosa e quali sono?
  • Ovviamente il primo è Rebel's Identity, a cui seguiranno tre volumi (in cui svelerò molte delle vostre curiosità!). Valzer of Seasons, invece, è un artbook che segue il tema delle 4 stagioni e a cui hanno partecipato ben 14 artisti, tutti appartenenti al panorama del manga italiano (tra cui, appunto, anche io). Si suddivide in due parti, una di illustrazioni e un'altra di sketch, schede e materiali.
    Ho realizzato quattro illustrazioni a colori, una per stagione, ma ho anche curato l'intero progetto editoriale e la grafica, quindi posso dire che è stata davvero una gran bella soddisfazione.
    Ho un altro paio di progetti, di cui però posso parlare poco: anticipo che sto lavorando a una storiella insieme ad altre mie colleghe e amiche, e che molto presto presenterò un nuovo lavoro ad altre case edtrici. Spero di poter dare buone notizie e svelare qualcosa di più molto presto...

Nessun testo alternativo automatico disponibile.Quali sono i tuoi soggetti preferiti da disegnare?
  • Sicuramente Sheila e James. Ce ne sono anche altri davvero carini, ma non li incontreremo fino al secondo volume, per cui non anticipo. Di certo i fratelli Sean e Mike sono i più difficili, per loro ho scelto un taglio degli occhi piuttosto complicato (ride).

Che stili utilizzi?
  • Si può definire in molti modi, ma il termine è oggetto di molte controversie... diciamo che disegno fumetti con un tradizionale stile orientale. O come si definisce ultimamente, japstyle.


Parlando di fumetti QUA ho recensito il tuo primo volume di Rebel’s Identity.
Innanzitutto volevo chiederti: vuoi aggiungere qualcosa?
  • Ho visto che sei stato molto obbiettivo, e ho apprezzato. Il giudizio generale è positivo, anche perché molti dei tuoi “contro” avranno le loro risposte nei prossimi volumi... ;)


Poi ti volevo chiedere com’è creare e disegnare un fumetto?
  • Sicuramente molto divertente! Vederlo nascere, crescere e svilupparsi è una sensazione splendida. Purtroppo è un lavoro molto lungo e impegnativo, soprattutto per noi che lavoriamo completamente da soli, senza assistenti né altre figure che si occupino di una fase del fumetto: sceneggiatura, matite, inchiostrazione, neri, lettering... sono tutte fasi gestite da noi e che in altri sistemi editoriali invece sono affidate a persone diverse, il che può velocizzare parecchio le uscite dei volumi.


Come nasce un fumetto?
  • Da un'idea, prima di tutto, come ogni altra cosa! Be', ovviamente è solo il primo passo, poi bisogna buttare giù soggetto, studiarsi i chara design, sceneggiare la storia, fare gli storyboard... e poi finalmente si può passare alle matite! Lo ammetto, sviluppare l'idea è divertentissimo, anche se impegnativo!


Quali sono le cose più facili e quelle più difficili per te?
  • Di facili non ce ne sono molte in questo lavoro, ma se dovessi sceglierne una direi l'inchiostrazione! Quelle più difficili... ce ne sono parecchie, ma principalmente sceneggiare e disegnare le scene di combattimento: una faticaccia!


Visualizzazione di 16.pngI tuoi punti di forza e i tuoi punti di debolezza:
  • Punti di forza forse la costanza – dopo anni di incostanza non posso proprio fare a meno del disegno per la mia stessa serenità – e l'impegno continuo, il mettermi spesso in discussione, non tirarmi mai indietro al rifare le cose (certo, ci vuole tanta pazienza, ma alla fine quando una cosa va rifatta, va rifatta). I miei punti di debolezza... qui non saprei: per me qualunque cosa. Vorrei migliorare con i retini, con il colore, con le anatomie, le impaginazioni... c'è sempre margine di miglioramento, non saprei giudicare quale possa essere la mia debolezza maggiore!


Cosa hai imparato con la pubblicazione del tuo primo fumetto?
  • Innanzitutto ho insegnato qualcosa sia a me stessa che agli altri: ovvero che io sono benissimo in grado di portare fino in fondo quello che ho cominciato. È stata la prima volta in cui mi sia mai cimentata in un progetto così lungo, e ogni volta che sembravo vederne la fine, tornavo indietro di parecchi passi per cercare di migliorare tutto il migliorabile.
    Inoltre ho imparato molte cose sul mondo editoriale, sul mondo del professionismo nel fumetto italiano, non solo japstyle. È stata un'esperienza di importante crescita artistica e personale!


Come pensi sia la situazione dell’arte del fumetto in Italia?
  • Dipende molto di quale fumetto parliamo. Da un lato penso sia visto ancora come un “prodotto per bambini” e dall'altro come un “prodotto per appassionati”, spesso associato a un Topolino o a un Bonelli. Sul manga made in Italy c'è ancora poca informazione, anche perché siamo invasi da talmente tanti titoli “d'importazione” che forse a un lettore medio non viene neanche in mente di cercarsi autori italiani che abbiano pubblicato. Sono di più difficile fruizione – non ci sono scanlations, ad esempio – e spesso dobbiamo farci conoscere in fiera. Alcuni pensano anche che per fare manga bisognerebbe avere gli occhi a mandorla, quindi c'è anche del pregiudizio. Tuttavia trovo sia pieno di “mangaka wannabe”, aspiranti mangaka italiani, che però non si informano affatto sugli autori italiani che magari hanno scalato qualche gradino prima di loro, ed è un gran peccato.


Io ti ho conosciuto a una fiera dedicata a Tolkien. Cosa pensi di queste fiere?
  • Sono una gran bella opportunità per noi. Le fiere comics spesso incontrano un pubblico più vicino al nostro lavoro, ma oltre a essere una grande fan del fantasy (non a caso RI è un fantasy) e dei costumi a tema, siamo riuscite tutto sommato a far conoscere il nostro lavoro (e il nostro “mondo”) a molte persone che ne ignoravano l'esistenza e che hanno mostrato un grande entusiasmo!


Quali sono le prossime dove ti si potrà incontrare?
  • Sicuramente il CB Comics (Cinisello Balsamo, MI), l'11 giugno, dove potrete trovare uno stand Reika Manga, con tutti i titoli oltre al mio e probabilmente anche qualche altro autore! Ma parteciperò anche all'evento “Rosso Magenta” a Magenta (MI), la sera del 1 giugno, dove potrete trovarmi presso il banco della libreria “Il Segnalibro”!


Fai lavori su commissione? Come si fa per contattarti?
  • Sì, lavoro anche su commissione, sia in fiera che a casa! Potete contattarmi sulla mia pagina facebook, Irwing Phan, o anche tramite mail all'indirizzo irwingph@gmail.com! Nel limite del possibile, e quando gli impegni permettono, accetto sia ritratti che personaggi a vostra scelta! :)


Hai qualche aneddoto che vuoi condividere con noi?

  • Dunque... in effetti non mi viene in mente molto. Potrei raccontare questo episodio, accaduto durante la preparazione dell'artbook... Prima di tutto, dovete sapere che il lavoro era coordinato tramite una cartella in condivisione in cloud, quindi chiunque finisse un'illustrazione caricava nella cartella dal proprio computer e automaticamente compariva a tutti i membri, compresa me, addetta all'impaginazione. Un mattino, a pochissimi giorni dalla scadenza, mi accorgo che nella cartella sembra non esserci più nulla. Inizialmente ho pensato a un errore del cellulare, ma anche da computer pareva non esserci niente. Abbiamo avuto tutti il panico, perché non era affatto un errore, anche agli altri autori la cartella risultava vuota.
    Stavamo già pensando di dover ricaricare tutto quanto all'ultimo momento, e capirete che gestire 14 persone già non è semplice: ormai eravamo già tutti in panico. Dopo un po' sono riuscita a trovare una funzione per ripristinare i file eliminati, e compariva anche il nome di chi li aveva eliminati: ebbene sì, un autore pensava che “facendo spazio” sul proprio computer non avrebbe intaccato la cartella degli altri... era mortificato! Ora ne rido tranquillamente, ma lo spavento è stato tanto! (ride).



Grazie mille della tua disponibilità,

Ricordatevi di seguirla sulla sua pagina facebook: Irwing Phan

Alla prossima fiera


Aratak

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