Intervista a Miriam sui Beni Culturali

Buongiorno!
Oggi si torna a parlare di cultura con Miriam.

Intanto potresti spiegare ai lettori chi sei e che percorso di studio hai seguito? 

  • Grazie per avermi invitata di nuovo sul vostro blog! Sono un’avida lettrice e un’instancabile forgiatrice di storie di 32 anni. Sono nata a Napoli e da sempre nutro un grande interesse per l’arte e in particolar modo per l’archeologia.


So che è doloroso per te parlarne ma qual è stato il tuo percorso di studi? 

  • Dopo essermi diplomata al Liceo Scientifico ho intrapreso gli studi presso la Facoltà di Scienze del Turismo per i Beni Culturali della SUN. Si tratta (trattava? Ingannano ancora i giovani diplomati? Non lo so…) di un’interfacoltà di Economia e Lettere e Filosofia, nata per formare operatori del settore turistico, sia pubblico sia privato, con specifiche competenze per la valorizzazione del turismo culturale.


E grazie a questo che lavoro sei riuscita a ottenere?

  • In ambito culturale, nessuno. In ambito economico, nemmeno.


Questa situazione che descrivi è grama. Secondo te ci sono dei motivi a monte o un errore di impostazione dei corsi/ concorsi pubblici? 

  • Scienze del Turismo (qualunque sia la sua denominazione nei diversi atenei di Italia) è nata per formare operatori che fossero preparati sia in ambito culturale che economico. Quando mi iscrissi parlavano “di figure dirigenziali all’interno di musei e parchi archeologici”, ora hanno imparato a essere più sinceri. Gli sbocchi lavorativi nel settore pubblico sono praticamente nulli, questa laurea ha delle equipollenze con altre lauree ma non ha una sua identità nei concorsi pubblici. Nel privato nemmeno si sa che esistono dei laureati in queste discipline. La formazione è completa (discipline aziendali, giuridiche, dell’organizzazione e della gestione dei servizi turistici, discipline storiche artistiche e architettoniche), ben bilanciata, ma molto carente per quanto riguarda la lingua straniera. Nel settore privato, quando si parla di turismo, non si cerca il bagaglio culturale, ciò che conta sono soprattutto le lingue, e anche se promette la conoscenza di lingue straniere in realtà questo percorso di studi non offre una preparazione solida. In generale comunque non credo affatto che ci sia un errore di impostazione nei corsi, sono gli sbocchi lavorativi a mancare. Lavorare nella pubblica amministrazione in ambito culturale è quasi impossibile. Dico quasi, perché se hai i giusti agganci e le giuste conoscenze qualche possibilità puoi anche averla. Altrimenti ti attendono anni e anni di tirocini e lavori mal pagati, o non pagati affatto. In sostanza, nulla di ciò che il corso di laurea promette.


Quale sarebbe il tuo lavoro dei sogni?

  • Ho sempre sognato di diventare un’archeologa, ma non ho avuto il coraggio di puntare il mio futuro su un lavoro che sapevo non mi avrebbe dato indipendenza nel breve tempo. Per me Scienze del Turismo rappresentava il connubio perfetto per seguire le mie aspirazioni e dare maggiore concretezza ai miei studi. Sono nata in Campania, una regione che ha una grande ricchezza, cioè quella della bellezza paesaggistica e artistica, quindi ho puntato il mio futuro su ciò che mi circonda e dà benessere e notorietà alla mia terra.


Avendo studiato queste materie ti voglio chiedere: quanto l’Italia riesce effettivamente a sfruttare le proprie bellezze artistiche? 

  • L’Italia possiede un enorme potenziale che è il volano della nostra intera economia. L’Italia riesce benissimo a sfruttare le sue ricchezze, ed è proprio questo il problema. Non dovremmo sfruttare ma valorizzare, cioè investire in cultura, svecchiando e modernizzando i nostri musei. Molti di questi sono fatiscenti, polverosi. In alcuni casi le strutture cadono a pezzi. Abbiamo Info Point vergognosi, mezzi di comunicazione insufficienti. Non sapete quanti turisti smarriti ho incontrato nella Metropolitana di Napoli! Per non parlare dei poveretti che devono raggiungere Pompei in Circumvesuviana…


In che modo si potrebbe migliorare il loro utilizzo? Avresti dei progetti in mente? 

  • Il turista va accompagnato, guidato, informato, non è un pollo da spennare, non va ingannato. Non dobbiamo essere forti della nostra unicità pensando di poter fare ciò che ci pare. Pertanto, per me ogni polo di interesse dovrebbe avere degli uffici turistici con personale qualificato e multilingua, dove i turisti possono recarsi per ricevere informazioni, acquistare biglietti, abbonamenti, materiale informativo, etc.


Parlando di arte e musei, per te l’impostazione che hanno ora è corretta? Si potrebbe fare qualcosa per migliorarli?

  • I nostri musei avrebbero bisogno di una ventata di novità! La cartellonistica andrebbe completamente rifatta in molti di essi. In particolare nei musei archeologici, troppe volte ci troviamo dinanzi a didascalie microscopiche o a descrizioni prolisse che annoiano il visitatore senza incuriosirlo. Le teche in alcuni di essi sono polverose, i faretti rotti. Non ospitano eventi, mostre, somigliano a grossi depositi, bui e tetri.


Quali sono i 3 musei più importanti da vedere in Italia a tuo parere e per quale motivo? 

  • Il Museo Egizio di Torino (per quantità dei reperti è secondo solo a quello de Il Cairo!), la Galleria degli Uffizi e i Musei Vaticani per il patrimonio artistico immenso che custodiscono.


E i 3 musei  meno conosciuti ma molto meritevoli?

  • Purtroppo i musei meno conosciuti lo sono per un motivo: sono terribili. Non ho visitato nessun museo poco conosciuto che non meritasse di non esserlo. Il Museo dei Gladiatori a Santa Maria Capua Vetere è per me uno di questi. L’anfiteatro campano, a esso adiacente, è il primo di epoca romana, e per grandezza è secondo solo al Colosseo. È conosciuto per la scuola dei gladiatori di Capua che il cinema ha reso famosi in tutto il mondo con la storia di Spartacus. Il museo annesso potrebbe richiamare molti turisti se fosse moderno e all’avanguardia, ma l’ultima volta che l’ho visitato mi ha lasciata senza parole per quanto brutto e disorganizzato era. Un esempio di eccellenza invece è il “Mav” di Ercolano. Il percorso al suo interno è completamente interattivo, con installazioni multimediali, ricostruzioni e ologrammi. Perfetto, come lo era la Città della Scienza a Bagnoli prima che andasse distrutta, come luogo didattico e conoscitivo per tutti, non solo per i più giovani.


Quanto può essere d’aiuto l’esistenza di libri di narrativa che parlino al contempo di arte nella nostra società? A me viene in mente il personaggio del Colonnello Reggiani di Manfredi, come altri libri di questo autore, che con leggerezza e con vicende avvincenti ti portano a scoprire siti archeologici, città antiche e opere di tutte le epoche…

  • Manfredi è tra i miei autori preferiti. Credo che sia importante, soprattutto per i più giovani, approcciarsi alla cultura con leggerezza. Ad esempio, quando ero alle elementari, adoravo il ciclo di Ramses di Christian Jacq. Il romanzo storico trasforma ciò che sembra lontano in qualcosa di attuale e vivo, imprime nella memoria informazioni molto meglio di un freddo e asettico libro di storia. L’importante è che l’autore sia preparato.


Parlando di siti archeologici quali sono a tuo parere i più importanti? 

  • Per quanto riguarda la mia regione, Pompei, Ercolano e Paestum.


Qualche sito minore nel nostro paese che sarebbe da valorizzare infinitamente di più? 

  • Ercolano è tra questi. È tra i più importanti eppure quando i turisti giungono a Napoli preferiscono la più blasonata Pompei alla piccola Ercolano. Sono particolarmente legata a questo sito perché la mia tesi di laurea verteva proprio sulle sue problematiche e su cosa si è fatto e si sta facendo per valorizzare questo tesoro dell’umanità. Pompei è fantastica, ma Ercolano offre uno spaccato della quotidianità in epoca romana molto meglio della sua rivale. Se oggi Ercolano non è ridotta in briciole lo dobbiamo soprattutto all’Herculaneum Conservation Project, di cui ho avuto il piacere di leggere i resoconti sulle attività di riqualificazione e conservazione. Ercolano è più piccola di Pompei, è vero, ma ricordate che lo è solo perché i due terzi giacciono ancora sepolti sotto la città moderna!


Qual è il sito Archeologico per Eccellenza, a livello mondiale, assolutamente da non perdere? 

  • Mi sono innamorata dell’archeologia leggendo libri sull’Antico Egitto, quindi le tre piramidi di Giza.


Come sono cambiati il turismo e il nostro approccio al mondo antico con le nuove tecnologie?
 
  • La nuova tecnologia ha trasformato la fruizione. Il lavoro di guida ad esempio credo che a lungo andare andrà a scomparire del tutto. In particolare credo che saranno le ricostruzioni in 3d e i viaggi virtuali a trasformare completamente la fruizione.


Cosa pensi delle associazioni nate per difendere il patrimonio culturale italiano? Sei più favorevole verso quelle nazionali come il FAI o preferisci delle associazioni medio-piccole che vadano a lavorare sul locale? 

  • Sono a favore di tutte, il nostro patrimonio culturale è la ricchezza più grande che abbiamo e va preservato, in ogni modo.


Fai parte di qualche associazione? 

  • Ho svolto un tirocinio universitario presso l’associazione Opere, all’epoca era impegnata per la restaurazione e valorizzazione della Reggia di Carditello. Non esiste più, credo abbia chiuso per mancanza di fondi. Al momento non faccio parte di nessuna associazione.


Tornando un attimo ai libri, ho citato prima Manfredi, cosa pensi degli autori di romanzi storici moderni? Sono fedeli? Ne segui qualcuno?

  • Manfredi è tra i più attendibili e l’unico che leggo con la certezza di non trovare castronerie. Conosco altri autori, ma preferisco non citarli e non commentare ciò che scrivono.


So che tu stessa scrivi libri, che genere tratti? Riesci a inserire l’arte e la cultura nei tuoi scritti o le vuoi tenere al di fuori?

  • Scrivo fantasy, non credo di avere sufficienti conoscenze per scrivere un romanzo storico. Si tratta di romanzi che necessitano grandi studi e approfondimenti. Non escludo però di poter un giorno scrivere un libro e unire così le mie più grandi passioni.


Grazie del tempo che ci hai concesso Miriam, spero che stare con noi ti sia piaciuto

  • Parlare di cultura per me è sempre un piacere! Vi ringrazio per avermi dato l’opportunità di parlare del mio percorso di studi e del patrimonio artistico della mia regione.



Alla prossima intervista lettori! =) 

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