Parola a... Valentino Eugeni

Bentrovati lettori!

Oggi farò qualche domande a Valentino Eugeni, l’autore di “La morte velata” il romanzo a puntate di cui stiamo pubblicando i capitoli sul blog.

Ciao Valentino e benvenuto. Innanzitutto parlaci di te:

- Ciao a tutti. Cominciamo subito con una bella domandona! :D
Sono uno scrittore fantasy. Lo sono da sempre e lotto per l’affrancare il “genere fantastico” dalla nicchia (di tutto rispetto ma a mio avviso inadeguata) della narrativa per ragazzi. Questa è la mia natura autoriale: una sorta di Martin Luther King di fantasmi e stregoni. Scherzo, ma nemmeno troppo. :D
Per il resto posso dire di essere un eclettico curioso, un osservatore del genere umano, un ex-progettista di videogiochi,  e un’anima perennemente in cerca di stupore. Sono vegano, animalista convinto (se cercate bene nei miei scritti l’argomento c’è sempre), sono marchigiano (regione per lo più sconosciuta ubicata tra la Terra di Mezzo e Narnia) nella quale vivo sperduto su di una collina da cui si possono vedere il mare e i monti. Mi piace considerarmi uno “scrittore-sciamano”, immaginare che le mie storie siano viaggi, strade, aperte a chiunque abbia la voglia (e il coraggio) di fare il primo passo.


Il tuo romanzo lo stai pubblicando a puntate sia su wattpad che su questo blog. Come mai questa scelta?

- Si tratta di una sfida, di un esperimento e di una sorta di folle sogno. Il nostro mondo “super sociale” e digitale, mi sono chiesto, è davvero pronto a una qualche nuova forma di letteratura? Siamo tutti entusiasti dei vari tablet e lettori, siamo tutti propensi alla “dematerializzazione”, ma è davvero così? C’è realmente spazio per opere “senza pubblicazione” che abbiano comunque un valore letterario e che possano uscire dall’universo amatoriale? Questo per definire l’esperimento, poi c’è la sfida. Per parafrasare Forrest Gump: artista è chi l’artista fa? Oppure arte, nel mio caso scrittura, ormai, è divenuta sinonimo di prodotto commerciale? Così ho deciso di prendere un anno abbondante del mio lavoro di scrittore e di “regalarlo” al mondo. Si perderà tra i mille rivoli di Internet? Oppure si farà valere? E arriviamo alla follia.  Vorrei un contatto con i lettori, un contatto diretto e vero, e non semplicemente “starmene seduto” su uno scaffale di una libreria. Vorrei condivisione tra i mondi di chi legge e i mondi che creo per loro. Questo concetto lo espressi molti anni fa, alla mia prima presentazione e, ostinato come troll di caverna, continuo a sognare…


Qual è stato il percorso che ti ha portato a scriverlo?

- Sono da sempre un appassionato di tradizioni e mitologia, e adoro inserire il fantastico,
l’immaginativo, nella quotidianità. La morte velata nasce dall’unione di queste due passioni e
dalla morbosa curiosità da scienziato pazzo che mi contraddistingue: cosa succede se unisco
un genere prettamente investigativo con una ambientazione esoterica e magica? Cosa
accadrebbe nel mondo se, a un certo punto, tutta la tradizione occulta, le leggende, i rituali
stregoneschi iniziassero davvero a funzionare? Ai quesiti ho dato una risposta mettendo in
gioco degli investigatori fin troppo umani, faccia a faccia con una realtà di per sé folle, dove
l’Aldilà e l’Aldiquà sono ormai una cosa sola. Ne è nato “un mondo di nebbia” con le sue
regole, le sue convenzioni, le sue paure. Poi il romanzo si è scritto da sé.


Quali sono i tuoi altri progetti, avviati o in fase di iniziazione?

- Uno e mille, due e duemila, come disse Roger Rabbit. Attualmente in “uscita”, le
virgolette sono d’obbligo, una raccolta di racconti distribuita nel tempo, che cresce di mese in
mese e si può trovare sui vari store. Dovrebbe uscire il nuovo racconto a breve. Ho
completato un romanzo a carattere comico che vede protagonisti santi e diavoli, sto lavorando
a una saga fantasy originale, della quale ho lasciato trapelare alcuni “scorci” con dei racconti
brevi che hanno riscosso molto gradimento (ad esempio “Discepoli dell’ira” che è nella
raccolta Tenebrae di Isola Yllion) e ultimo ma non per importanza il seguito de “La voce di
Nero”. Ho in cottura una sorta di “Toy Story” in acido ambientata nelle “terre della
dimenticanza” e, in anteprima, ti posso dire che sto organizzando una mostra
letterario/fotografica molto molto particolare. 


Grazie mille Valentino, a venerdì prossimo con la nuova tranche del quarto grado! =D

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