Le creature di J.R.R. Tolkien - Crebain, Lupi e Osservatore

Le creature di J.R.R. Tolkien 

Nuove realtà e antiche tradizioni

Benvenuti cari lettori oggi vi presento delle creature minori di cui abbiamo solo brevi accenni nel corso dei libri, in particolar modo mi soffermerò sulle creature serve del male.

Cominciamo dai Crebain, questi li troviamo nel Signore degli Anelli come spie al servizio di Saruman; etimologicamente parlando la parola crebain è il plurale di craban che in Sindarin significa corvo. Questi animali nell'aspetto assomigliano ai corvi ma sono molto più grandi, Aragorn ce ne fornisce una descrizione: 
“[…] Non sono nativi di queste parti; provengono da Fangorn e dal Dunland, e sono di razza crebain. […] io, tuttavia, credo che stiano spiando la regione.[…]” 
Crebain
 In questa loro breve apparizione comprendiamo la natura di portatori di sventura e loquacità tipicamente legata alla figura del corvo. Attingendo al mito posso qui riportare due esempi, uno più lontano, della grande mitologia norrena, con i corvi Huginn e Munnin usati da Odino per avere informazioni sul mondo. Narra il mito che Odino lasciasse uscire le due creature il mattino e queste, la sera, tornassero a riferire tutto ciò che avevano visto sussurrando all'orecchio del dio. I nomi dei due corvi hanno il significato di pensiero, Huginn, e memoria, Munnin.

Huginn e Munnin
Più vicino a noi, il mito di Apollo e Coronide, nel quale si narra che Apollo, dovendo partire, lasciò al suo corvo servitore il compito di non perdere di vista la sua amata Coronide; ella si lasciò andare al tradimento, il corvo riferì quanto accaduto e Apollo in preda all'ira la uccise ma, la donna prima di morire gli disse che portava in grembo loro figlio, il quale venne estratto dall'utero della madre e affidato al centauro Chirone; il bambino prese il nome di Esculapio e il corvo fu punito per la sua loquacità vedendo mutato il suo piumaggio da bianco a nero. 

Parlando ora dei Lupi, nei diversi testi, si fa accenno a tre principali famiglie:

↠ i Lupi Bianchi che nel 2911 della Terza Era, invasero da nord l’Eriador attraversando i fiumi ghiacciati durante il periodo noto come Lungo Inverno;

↠ i Lupi Mannari di cui troviamo testimonianza nel Silmarillion; questi vennero creati da Sauron inserendo anime di malvagi in corpi di lupo, la conseguenza fu quella di avere esseri intelligenti, crudeli ed anche in grado di parlare. Tra i nomi possiamo citare Draugluin, signore dei lupi mannari di Angbad e suo figlio Carcharoth, Fauci Rosse: 
“Rapidamente il lupo crebbe, fino a non poter più entrare in nessuna tana, ma giaceva, enorme e famelico, ai piedi di Morgoth. Così il fuoco e la furia dell’inferno entrarono in lui, ed egli fu repleto di uno spirito divorante, tormentoso, terribile e forte.”
Riportando alla memoria la mitologia, possiamo notare la sostanziale differenza che, i Mannari qui citati, non sono uomini – lupo che si trasformano per influsso della luna piena. E non rispondono neanche alla tradizione medievale per la quale la trasformazione da una forma all'altra sarebbe stata possibile in qualsiasi momento della giornata semplicemente bevendo una pozione o sostituendo la propria pelle con quella di un lupo donata da Satana. 


Carcaroth
Infine, i Lupi Selvaggi detti Warg in inglese, questa parola deriva dall'inglese antico wearg, dal tedesco wargaz, strangolatore, da cui il norreno vargr, fuori legge o criminale braccato. Il termine vargr fu poi esteso a indicare i lupi perché in molte culture le persone reiette erano associate a questi animali. I Lupi Selvaggi li troviamo ne lo Hobbit e di loro sappiamo che:
“[…] hanno un odorato più fino degli orchi […]”
 “[…] c’era un grosso lupo grigio. Parlava agli altri nella spaventosa lingua dei Mannari.”
“I Mannari e gli orchi si aiutavano spesso a vicenda nelle loro gesta malvagie.”
Il fatto che nella traduzione italiana si parli di Mannari può essere dovuto a una mera licenza nel momento del passaggio dall'inglese warg all'italiano.


Warg
Cercando un confronto con la mitologia, un accenno lo abbiamo in quella norrena, dove questo termine era utilizzato per indicare i lupi Fenrir, Sköll e Hatti:
 "Sköll e Hatti sono chiamati warg. Essi sono lupi, uno che va dietro al sole, l'altro alla luna."
Sköll e Hatti
Di Fenrir sappiamo che nacque nel bosco di alberi di ferro Járnvidr dopo che Loki ebbe ingerito il cuore di Angrboda, una gigantessa. Era un lupo di aspetto mostruoso, di grandi dimensioni e molto feroce e venne nutrito dal dio della guerra e della giustizia Týr. Siccome la sua ferocia crebbe sempre più venne bloccato con una corda e, con una spada che attraversava il palato, gli vennero bloccate le fauci. 

Chiudiamo con un’ultima creatura, presente nelle pagine del Signore degli Anelli, chiamata l’Osservatore, che giace nello stagno formatosi dal fiume Sirannon, di fronte ai cancelli Occidentali di Moria, questo quello che possiamo leggervi:
“Dallo stagno era strisciato un lungo e sinuoso tentacolo; era verde pallido, luminoso e bagnato. La sua punta ramificata teneva stretto il piede di Frodo, e lo trascinava nell'acqua.”
“Un’infinità di braccia avvinghianti afferrò la porta da ambedue i lati, e con orribile forza la richiuse.”
Un’altra informazione ci perviene dalle parole di Gandalf: “Vi sono cose più antiche e più immonde degli Orchi nei luoghi profondi della terra”. Questa frase può essere interpretata dicendo che, qualsiasi creatura vi sia nello stagno, esiste da prima che gli Elfi nascessero quindi, da quando i Valar iniziarono a creare il mondo, e non è improbabile credere che sia un’altra delle creature pervertite al potere del grande Melkor.


Osservatore
Ora da quello che abbiamo potuto leggere, viene subito da pensare alla mitica figura del Kraken, anche se, nella mitologia, l’unica attestazione che abbiamo è quella di una creatura chiamata hafgufa appartenente al folklore norreno con tratti in comune a quelli del kraken. 

L'hafgufa viene descritto come un grande animale marino somigliante a delle rocce affioranti sul mare, oppure, ad un'isola. Si dice abbia una grande bocca con la quale non inghiotte solo pesci di ogni dimensione, ma anche uomini e navi.


Kraken
Invece, il kraken si presenta come un polipo gigantesco che vive nei mari ed ha l’abitudine di affondare le navi avviluppandole nei suoi tentacoli. Presumibilmente questa figura nasce con le grandi esplorazioni per mare tra ‘600 e ‘800 quando molti erano ancora i misteri che avvolgevano quel mondo poco conosciuto e ogni cosa al di fuori dell’ordinario, acquisiva una storia divenuta poi leggenda. È facile intuire come l'avvistamento di un calamaro gigante, che può raggiungere anche i 13 metri, possa essersi trasformato in una storia avventurosa di un grande mostro marino. 

Con questi tre simpatici amici io vi lascio e vi attendo numerosi al prossimo articolo. 


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