Intervista a Francesco Pierucci

Buon giorno a tutti voi mie cari lettori, quest'oggi abbiamo con noi


Francesco Pierucci 



Ciao Francesco!

Ciao a te e a tutti i lettori del blog!

Rompiamo un po’ il ghiaccio, raccontaci un po’ di te.

Che posso dire di me? Vediamo… Sono un ragazzo costituito da un 60% di film, 30% libri e un 10% di pizza. Ho una pessima grafia ma nonostante ciò scrivo qualsiasi cosa mi passi per la testa: sceneggiature, romanzi, pubblicità, racconti, poesie, liste della spesa…

Come nasce la tua vocazione per la scrittura? Chi ti ha condotto dove sei oggi?

Credo che la mia vocazione per la scrittura sia nata assieme alla mia passione per la lettura, ovvero intorno ai 6 anni. Ho iniziato leggendo le fiabe classiche, le straordinarie storie di Roald Dahl e tutti i magnifici libri del Battello a Vapore. Mi ricordo che più leggevo, più avevo voglia di scoprire nuovi racconti. Fino a quando un giorno non mi sono accorto di voler e poter scrivere storie tutte mie. Questa consapevolezza mi ha cambiato la vita. E ovviamente tutto ciò che sono oggi lo devo ai miei genitori che mi hanno aiutato a sviluppare quest’attrazione fatale verso la letteratura.



Oltre che scrittore, sarai anche un lettore, in quanto tale hai un autore letterario con cui trascorreresti una giornata insieme e perché?

Senza dubbio, Agatha Christie! Il perché è facile: è una scrittrice sublime e una donna altrettanto straordinaria. È incredibile pensare che durante un conflitto mondiale dalla sua mente è scaturito un personaggio leggendario come Poirot. Probabilmente a cena le chiederei qualche delucidazione sul suo modus operandi nello strutturare i gialli. Non so che darei per scrivere un romanzo geniale come “L’assassinio di Roger Ackroyd” o “Dieci piccoli indiani”. Proprio a quest’ultimo romanzo mi sono ispirato per il titolo della mia raccolta di racconti “Dieci piccoli passi” (Edizioni La Gru, 2011)

Parliamo ora del tuo primo romanzo Il passo in più, come nasce questa tua opera?

Questa è facile: dopo aver scritto tanti racconti e poesie, avevo voglia di mettermi alla prova con un romanzo ma non mi venivano tante idee. Allora mi sono detto: perché allora non parlare di uno scrittore che ha un blocco creativo? E così ho fatto! Certo, non è stato tanto semplice… Avevo iniziato a scrivere il libro nel 2014 poi due anni di vuoto e solo l’anno scorso ho ripreso in mano il progetto. Quando l’ho finito, ho tirato proprio un bel respiro di sollievo!

Sono rimasta molto colpita dai personaggi e ti chiedo, sono persone che fanno parte del tuo vissuto e che hanno in qualche modo influito nella creazione di questo libro?

In parte è così: penso in particolare ai genitori dello scrittore, ai suoi ricordi d’infanzia e alla Ragazza con la Gonna Rossa. Gli altri personaggi invece sono quasi tutti frutto della mia mania per il cinema: c’è il John Goodman dei Coen, la Scianel di Gomorra, i protagonisti di “Qualcuno volò sul nido del cuculo” e così via…

Una cosa curiosa è che lo scrittore non dice mai il suo nome, dobbiamo immaginare che sia tu stesso o un alter ego di carta e inchiostro?

Sì, indubbiamente lo scrittore protagonista è fortemente influenzato da me o io da lui, non lo so più. Quello che forse non si riesce a immaginare leggendo è che anche Charlie rispecchia un lato complementare della mia personalità più folle e distruttivo.

Ho recensito il tuo romanzo, QUI, hai dei pareri o qualcosa in più che vorresti dirci?

Ne approfitto per ringraziarti ancora della bellissima recensione. Sono contento soprattutto perché ti ha spinto a una riflessione davvero interessante. Per quanto riguarda il romanzo, ci tengo a sottolineare che all’interno del libro sono presenti altre idee per romanzi che spaziano tra i generi (dramma, fantascienza post-apocalittica, commedia e così via) e che magari un giorno userò davvero per scrivere una nuova opera. 

Dopo questo romanzo hai già in mente qualcosa di nuovo?

Mi piacerebbe scrivere un giallo in cui il colpevole è veramente il maggiordomo. (Magari è una spia del KGB russo o del MI5 inglese)

Com'è esordire come scrittore qui in Italia? Che consiglio daresti a quanti vogliono tentare questa strada?

Domanda spinosa…Io sono stato abbastanza fortunato perché ho trovato due editori (La Gru prima e Nulla Die ora) veramente bravi e appassionati. L’unico consiglio che posso dare, anche se può sembrare banale, è quello di non pubblicare mai a pagamento. Purtroppo tanta gente ancora ci casca. Se proprio non trovate un editore, invece di regalare i soldi a editori tipografi che non s’interessano a quello che avete scritto, pubblicate un ebook.

E infine sul binomio Italia – cultura che cosa diresti?

Direi che c’è tanto lavoro da fare… E’ evidente che in Italia pecchiamo di originalità e coraggio artistico. Sembra tutto un po’ stantio ma il rischio non è contemplato. Eppure in ogni campo culturale (cinema, letteratura, musica) ci sono decine e decine di giovani talenti estremamente validi che non hanno mai la possibilità di mettersi alla prova. Mi sembra veramente un peccato.

Grazie per aver accettato il mio invito.

Grazie mille a te. Spero che qualcuno tra i lettori del blog possa leggere il libro e apprezzarlo come hai fatto tu!


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