Intervista a Davide Novelli

Buon giorno a tutti voi mie cari lettori, quest'oggi abbiamo con noi

Davide Novelli 



Ciao Davide!

Rompiamo un po’ il ghiaccio, raccontaci un po’ di te.

Ah ah ah, possiamo passare subito alla seconda domanda? Comunque attualmente, oltre a scrivere, lavoro come fotografo e videomaker. Mi piace scrivere con delle immagini, e fotografare con delle storie.

Come nasce la tua vocazione per la scrittura? Chi ti ha condotto dove sei oggi?

Mah direi che ho iniziato a scrivere da molto giovane, fin da bambino mi divertivo ad immaginare cose che poi mettevo su carta, o a riscrivere i sogni che facevo di notte. Ma erano solo un po' di frasi buttate lì. Poi intorno ai dodici anni ho iniziato ad appassionarmi di letteratura horror. divoravo Edgar Allan Poe, Lovecraft, mi compravo tutte le uscite di Dylan Dog ed ero un fan accanito di serie come Ai confini della realtà o I segreti di Twin Peaks. Inoltre da bambino andavo sempre in montagna nella casa di mia nonna. Ricordo che mi piaceva andare in bicicletta e perdermi in mezzo ai boschi. E' incredibile come in quei luoghi fossi preso da un vortice di idee e sogni ad occhi aperti. Ancora oggi è così.


Oltre che scrittore, sarai anche un lettore, in quanto tale hai un autore letterario con cui trascorreresti una giornata insieme e perché?

Non so se mi piacerebbe perché - come si suol dire - "non bisognerebbe mai toccare gli idoli perché la doratura potrebbe rimanerci attaccata alle dita". Comunque i primi due che mi vengono in mente non sono scrittori, ma musicisti: David Bowie e Patti Smith. Il loro stile di scrittura mi ha sicuramente influenzato molto. Poi, dato che ne ero molto affascinato da adolescente, mi piacerebbe conoscere qualche autore della Beat Generation, magari vivere in una comune con loro, solo per poco però. Poi anche Pirandello e Mishima. Ah, e poi mi piacerebbe fare una bevuta con Edgar Poe e Charles Bukowsky. insieme. 

Parlando ora della tua raccolta Racconti della luna meccanica , sono rimasta molto colpita dalla complessità strutturale del testo e dalle tematiche trattate, come nasce questa tua opera?

Nasce in un periodo in cui ero abbastanza nauseato dallo scrivere. Lavoravo come sceneggiatore, ma più gli anni passavano e meno le cose che scrivevo mi entusiasmavano. Non avevo più idee, e le idee che mi arrivavano dai registi non mi interessavano. Decisi di smettere con la scrittura, e così fu per un paio di anni. Poi cominciarono a venirmi in mente sempre più immagini. Non erano vere idee narrative, erano più simili a dei dipinti metafisici, o comunque a delle immagini oniriche, confuse. Per un po' lasciai perdere, poi iniziai  a buttarle giù al computer. Attorno a quelle immagini sono poi nati i racconti. 

Ho recensito la tua raccolta, QUI, hai dei pareri o qualcosa in più che vorresti dirci?

Trovo che hai centrato perfettamente alcuni punti che mi interessava evidenziare, forse solo sulla Cicala io sono un po' meno ottimista di te. Diciamo che preferisco sempre che sia il lettore a dirmi che cosa secondo lui un certo racconto possa significare. Ciò che mi interessava maggiormente era lasciare la più libera interpretazione a chi legge, essere il meno didascalico possibile, passare per percorsi inconsueti. Quando leggo un libro o guardo un film, odio intuire cosa i personaggi faranno o diranno, e scoprire che avevo ragione. Insomma, odio la prevedibilità.

Dopo questo romanzo hai già in mente qualcosa di nuovo?

Sì. (Attenderò impaziente il prossimo capolavoro)

Com’è esordire come scrittore qui in Italia? Che consiglio daresti a quanti vogliono tentare questa strada?

Come si dice da tempo immemore, in Italia ci sono più scrittori che lettori. Quindi per uno scrittore esordiente è molto difficile trovare un editore disposto a scommettere sulla sua opera, o anche solo a darle un'occhiata veloce. Invece è molto semplice incappare in editori che ti pubblicheranno anche il giorno dopo, a patto che tu sia d'accordo a comprarti un tot di copie per due o tre mila euro, ossia i cosiddetti "editori a pagamento". L'unico consiglio che mi permetto di dare è di non avere fretta a pubblicare, e di dubitare di quegli editori che il giorno dopo avere ricevuto il manoscritto diranno "è un capolavoro!". 

E infine sul binomio Italia – cultura che cosa diresti?

Di solito in tempi di crisi la cultura è una delle prime vittime. Ma è proprio nei tempi di crisi che, martoriata e sfinita, la cultura riesce a rinascere reinventando se stessa.

Grazie per aver accettato il mio invito.

Grazie a te!

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