Intervista al lettore: Daniele e Paola

- Nome 





- Daniele














- Paola







- Chi sei?

D - Sono Daniele ma il mio pseudonimo è Flama. Ho trent’anni e sono di Capua, provincia di Caserta; ho conseguito la laurea in teologia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Roberto Bellarmino”, sito in Capua, appartenente alla Pontificia Facoltà dell’Italia Meridionale; mi occupo di inserzioni su e-shop ed e-commerce

P - Ciao a tutti i lettori e grazie per questo spazio. Mi chiamo Paola, ho 48 anni, sono impiegata comunale e vivo nelle dolci colline Venete con una famiglia che adoro e una marea di gatti.


- Oltre a essere un lettore sei anche uno scrittore? Cosa ti diletti a scrivere?

D - Sono un aspirante scrittore e il mio genere preferito, o quello a cui punto principalmente, è il fantasy.

P - Sì, scrivo dal 2007. Generalmente scrivo fantasy per ragazzi e paranormal romance per adulti. Mi sono però anche dilettata nello scrivere un romance thriller e ultimamente un romance un po’ piccantino, per capirci.


- Grazie a chi e a quale libro avete scoperto la passione per la lettura e perché?

D - La mia passione per la lettura ha radici profonde: leggo da quando ero bambino e leggevo di tutto, perfino le insegne dei negozi; la passione per la scrittura, invece, si è sviluppata assieme alla mia passione per i giochi di ruolo testuali.

P - Ho iniziato ad amare la lettura all’età di 8 anni, quando, andando in biblioteca, ho scoperto “Alice nel Paese delle Meraviglie”. Mi si è aperto un mondo fantastico, fatto di sogni a occhi aperti e di grandi emozioni, che non ho più abbandonato.


- Qual è il tuo genere preferito? Secondo te è giusto dividere i libri per genere?

D - Il mio genere preferito è il fantasy e sì penso che sia giusto suddividere i generi, anche se spesso il vero confine è soltanto figurativo.

P - Il mio genere preferito è il fantasy, preferendo il paranormal romance e il fantasy avventuroso per ragazzi. Fatico un po’ di più a leggere il fantasy classico. Diciamo che io non amo particolarmente la suddivisione per generi, ma credo comunque che sia importante per orientare il lettore verso una decisione finale.


- Autore con cui condivideresti un buon tè e due chiacchiere alle cinque del pomeriggio? Perché?

D - Se potessi vorrei spendere anche solo cinque minuti in compagnia di Tolkien e Lewis, nel bar dove erano soliti incontrarsi per discutere.

P - Direi Mary Shelley, l’autrice di Frankestein. La trovo geniale! Diciamo che per prendere un tè con lei dovrei fare una seduta spiritica, ma mi posso adattare! Una donna davvero in gamba, che non ha avuto paura, proprio essendo donna, di scrivere un romanzo assolutamente innovativo, che è diventato poi un capolavoro e la base per tanti altri romanzi meravigliosi sul genere.


- Personaggio letterario con cui passeresti una giornata? Perché?

D - Spenderei un giorno intero in compagnia di Henry Wotton de “Il Ritratto di Dorian Gray” per sentirlo ripetere le frasi più famose di Oscar Wilde.

P - Uh! Che bella domanda! Mi piacerebbe trascorrere del tempo col Cappellaio Matto per capire quale sia la differenza tra normalità e pazzia, se mai dovesse esserci, e discutere tranquillamente un po’ di tutto, senza limiti di libertà di espressione.


- In media quanti libri leggi all'anno?

D - Troppo pochi. Troppo poco tempo! 

P - Direi una trentina! 


- Che libri scarti a priori in una libreria? (Anche del genere che leggi)

D - Nessuno. Finché non l’ho letto non so se può piacermi o meno.

P - Di solito scarto le biografie o autobiografie e la narrativa in generale, quando i temi trattati nel romanzo sono troppo complicati o drammatici. Per il tipo di lavoro che svolgo, sono spesso a contatto con persone che soffrono, pertanto per me il libro deve essere esclusivamente fonte di piacere e di evasione.


- Partecipi a fiere sui libri? Pensi siano stimolanti per i non lettori?

D - Purtroppo no ma vorrei farlo un giorno. Sì, li ritengo molto stimolanti.

P - Partecipo alle fiere sia come lettrice, che come autrice. Come lettrice, affermo con decisione che sono assolutamente stimolanti e interessanti. Permettono di far conoscere una varietà di libri di diversi generi, di discutere con gli editori e/o con gli autori, di conoscere gente nuova. Insomma, è un’esperienza che ogni lettore dovrebbe assolutamente fare, prima o dopo.


Ti fideresti a lasciare un mercato largamente preferito come quello delle grandi case editrici per buttarti in uno più di nicchia come ce piccole o autori self? Cosa pensi dei self (autori auto pubblicati)? 

D - Dal momento che voglio pubblicare il mio romanzo, penso mi affiderò al mercato che mi sembra più adeguato per me, piccolo autore sconosciuto; penso che il self meriti di essere promosso maggiormente, mentre in Italia è ancora stigmatizzato.

P - Ultimamente leggo quasi esclusivamente romanzi di autori italiani, che pubblicano con piccole case editrici o come self. Si possono davvero trovare grandi e preziosi diamanti, all’interno di queste categorie che spesso sono sottovalutate. Per leggere i romanzi delle grandi case editrici c’è sempre tempo. Poi, specifico che un self generalmente non fa correggere il testo a editor professionisti, pertanto ciò che si trova scritto è tutta farina del suo sacco. Quindi, se il romanzo è scritto bene, significa che questo autore è davvero bravissimo.


- Cosa si potrebbe fare per avvicinare dei non lettori alla lettura? Soprattutto da bambini.

D - Ai bambini è sufficiente proporre la lettura come un gioco, magari usando anche immagini colorate. Per un non-lettore adulto è questione di pratica: chi non è abituato ha difficoltà a concepire la lettura come un passatempo.

P - Diciamo che è molto difficile convincere un non lettore a aprire un romanzo. Forse l’unica soluzione sarebbe quella di portarlo a qualche presentazione, per sentire parlare l’autore e permettergli, quindi, di approciarsi alla lettura in modo più semplice. Con i bambini, invece, la faccenda è più facile da affrontare. Ad esempio, io da cinque anni sto portando avanti un progetto editoriale con la mia casa editrice Dri di Treviso, che mi vede girare parecchie scuole del Veneto, andando a incontrare gli studenti che precedentemente hanno letto i miei romanzi, su proposta degli insegnanti. Fidatevi quando dico che solitamente anche i ragazzi che non hanno mai letto si appassionano alla lettura in un modo così grande e pazzesco, da lasciare sempre un segno indelebile nel mio cuore.


- Quando devi scegliere un libro vai a cercare le recensioni altrui? Pensi che siano utili?

D - In realtà quando scelgo un libro mi faccio un idea della presentazione presente sulle copertine. Se sono ancora incerto, cerco qualche recensione perché le trovo utili per fugare dubbi.

P - Non leggo quasi mai le recensioni. Spesso non sono veritiere. Mi spiego meglio. O sono troppo “esagerate” per aiutare le vendite di quel determinato romanzo, o al contrario troppo “negative”, per affossare un tale autore. Vado a istinto. Vedo un libro che mi piace, ne leggo la sinossi e lo acquisto a scatola chiusa. E di solito non ne resto delusa.


- Ti informi sugli autori che leggi? Ti interesserebbe leggere loro interviste?

D - Molto. Mi piace sapere cosa pensa un autore, sebbene cerco di scindere il suo pensiero “di tutti i giorni” da ciò che scrive (sebbene le due cose spesso coincidano).

P - A volte sì, ma non ritengo necessario informarsi preventivamente. Spesso lo faccio, andando a sbirciare i loro siti, blog o a leggere qualche intervista. Solitamente, però, lo faccio dopo aver letto il romanzo, per non essere influenzata in alcun modo sul mio giudizio finale.


Quando scegli un libro che cosa ti attira? Cosa in due libri dello stesso genere ti fa propendere per uno dei due? Quanto sono importanti per te quarta, copertina e gli altri elementi?


D - La copertina e il titolo. Poi lo apro e leggo qualche passo a caso. In casa ho molti libri di generi simili e se sono nella libreria è perché meritano di stare lì.

P - Solitamente, se non so che romanzo acquistare, prima mi concentro sulla cover e sul titolo. Poi leggo la sinossi. Quindi, cover, titolo e sinossi sono davvero importanti per attirare la mia attenzione. Successivamente, se sono indecisa su due romanzi che mi attraggono entrambi, cerco di spulciare meglio gli elementi che più mi attirano. Ad esempio, i vampiri vincono sicuramente sugli stregoni, per intenderci!


Dai libri sono stati tratti numerosi film. Per te è una cosa utile che può aiutare ad avvicinare alla lettura? Tra quelli che conosci qual è il miglior film tratto da un libro?

D - Molto utile. Ammetto, con un po’ di vergogna, di aver conosciuto Tolkien prima dai film e di aver recuperato i libri per saperne di più.

P - Prendiamo l’esempio della saga di Harry Potter. Prima dell’uscita del film “La Pietra filosofale”, il romanzo era conosciuto più che altro in Inghilterra. Poi, è scoppiato il caso editoriale. Il film ha spinto incredibilmente il romanzo, che poi è diventato la saga fantasy più famosa del mondo. Quindi sì. I film possono aiutare i non lettori ad avvicinarsi alla lettura e ad apprezzarla. Direi che il miglior film tratto da un libro è  “La compagnia dell’anello”. Praticamente perfetto.


- Cosa pensi del bookcrossing?

D - La ritengo una iniziativa molto bella!

P - Mah… non lo so. L’ho utilizzato anch’io in passato un paio di volte. Ma mi pare che non abbia avuto un grande successo. Spesso la gente che prende un libro trovato ad esempio su una panchina, finisce per metterlo nella libreria e lasciarlo lì. Diciamo che, come autrice, il bookcrossing non mi ha particolarmente aiutata con le vendite.


- Che libro stai leggendo o hai appena finito di leggere? Che cosa ti ha lasciato?

D - Il libro che sto leggendo attualmente è Le Avventure di Gordon Pym, di Poe. Sono ancora all’inizio ma avevo già recuperato i Racconti del Mistero e sono affascinato dalla capacità di Poe di incutere angoscia in chi legge.

P - Sto leggendo un romance di Antonia Romagnoli “Il Libertino di Hidden Brook”. Siccome Antonia è una delle mie autrici italiane preferite, so che con lei vado sempre sul sicuro. Infatti il romanzo, un romance regency ambientato a Londra e periferia, è davvero emozionante e mi sta coinvolgendo parecchio. Poi ho una lista di romanzi da leggere, ma anche un libro da sistemare e correggere, in vista della pubblicazione.
Grazie per l’ospitalità!


L'intervista è finita, cosa ne pensate cari lettori?
Volete partecipare anche voi? Scriveteci! 

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