Il passo in più - Francesco Pierucci

Buon giorno lettori! Vi presento la recensione di un libro molto bello:


Il passo in più
di Francesco Pierucci



Autore: Francesco Pierucci
Genere: Narrativa
Editore: Nulla Die
Collana: Lego parva res. Romanzi Nulla Die
Anno edizione: 2017
Pagine: 220 p.
Prezzo: € 16.00


Recensione


Si può leggere un libro in poco meno di tre ore? C’è chi ti guarderebbe allucinato, chi ti direbbe che non puoi perché non capiresti appieno quello che ti vuole trasmettere, eppure io l’ho fatto, ho letto Il passo in più in poco meno di tre ore, o forse erano due, non lo so più perché è come se il tempo si fosse fermato per permettermi di terminare questo libro che ti prende e ti trascina nella sua storia, pazza e allucinata, ma seria e malinconica. Ci troviamo di fronte uno scrittore, un forse scrittore, che stringe tra le mani quella macchina da scrivere che sarebbe dovuta essere del fratello morto da bambino, una macchina da scrivere che ha un valore non indifferente perché è la sua vita, è suo fratello, è il suo lavoro. Dopo il romanzo di successo il blocco, non riesce più a scrivere, s’isola dal resto del mondo, litiga col suo editore che nonostante tutto continua a credere in lui e così parte, in preda ai fumi dell’alcol, prende la sua macchina da scrivere e la sua auto e inizia un viaggio on the road, lui che non ha mai amato guidare, lui che ha preso la patente più per far felici i suoi genitori. A chi glielo chiede, lui dice che è in viaggio per cercare l’ispirazione, ma in realtà vuole cercare e capire se stesso.
Nella prima parte incontrerà la pesciaiola Anna da cui compra lenza e cappello da pesca pur di usare il bagno e la cabina telefonica, poi l’incontro più significativo, quello con Charlie, un famoso sceneggiatore, in realtà un sognatore. Desidera che i suoi testi, un giorno, possano diventare film apprezzati; è descritto come un obeso, un uomo ridicolo, una maschera dietro cui nasconde debolezza e paura, ad un certo punto scopriremo anche che è indebitato con uno strozzino. Così i due iniziano il loro viaggio diretti verso la city del cinema, una sorta di Hollywood, dove Charlie potrà incontrare qualcuno disposto ad ascoltare i suoi progetti, da sconosciuti, diventano compagni, si insatura una bella amicizia vivono avventure rocambolesche prima con la puttana Cassidy, con il meccanico con l’occhio di vetro, due poliziotti di colore, un ladro d’auto con due uncini al posto delle mani ed un omone senza lingua duro solo all’apparenza. Arrivano alla city e nulla va come dovrebbe, lo scrittore si ritrova nuovamente solo e decide di ripartire per il sud, dopo tanto deserto vorrebbe solo vedere il verde e la serenità che questo porta con sé.
In questa seconda parte incontra un vecchio cieco che capisce di avere di fronte un sognatore che non sa più sognare, un anatidaefobo (un ragazzo convinto che un’anatra lo stia spiando) che gli dice di essere un anablefobo:
Anablefobo è l’uomo che si accontenta di quello che ha per paura di fallire ad acciuffare una vita meno misera. Anablefobo è chi rinuncia a rinunciare perché troppo legato ai binari sicuri della propria squallida esistenza. Anablefobo è soprattutto chi crede che basti viaggiare un po’ per dimenticarsi delle occasioni gettate al vento, delle scelte facili, dei compromessi amari.

E infine incontra la Ragazza con la Gonna Rossa che lo deruba della sua macchina da scrivere e del suo abbozzo di racconto, amareggiato, deluso, ma anche arricchito decide di tornare a casa.
È un libro che va letto e non raccontato, ti trasmette tanto, t’insegna cose che sono sempre state là davanti ai tuoi occhi e hai sempre ignorato perché è più facile mettere da parte che affrontare. Questo testo ti porta a confrontarti con te stesso, disincanta le tue illusioni e le alimenta al tempo stesso. Ci saranno dei punti in cui il riso sarà spontaneo così come in altri saranno le lacrime ad avere la meglio, eppure è un grande insegnamento per noi sognatori, sognare è bello perché la realtà è brutale, eppure quella brutalità è necessaria per capire noi stessi e quello che siamo, quello che fa quest’opera è porre noi contro noi, il viaggio dello scrittore diventa il nostro viaggio, ed ognuno dei personaggi incontrati assume un’identità e un significato differente a seconda del nostro vissuto.


«E cosa sogna un cieco?» La luce calda del fuoco illuminò il suo volto. Intravidi per un attimo il sorriso di chi ha già assaporato il mistero della vita. «Tutto quello che voi non potete sognare.»


Chi è l'Autore? 


Nato a Napoli nel 1989, Francesco Pierucci vive a Milano dove lavora come copywriter freelance. Grande appassionato di cinema, ha rappresentato l’Italia nella giuria internazionale del Festival di Venezia. Dopo aver collaborato a diverse antologie, ha pubblicato Dieci piccoli passi (La Gru 2011).
Il passo in più è il suo primo romanzo. 
Link per l'acquisto: Il passo in più

Commenti

  1. Grazie mille di vero cuore a Venus e a tutto il blog. Una recensione così bella e sentita e la riflessione finale che ne è scaturita mi appagano di tutto il lavoro.

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    1. E noi ringraziamo te per averci permesso di conoscerti e conoscere la tua opera.

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