Il messaggio segreto delle foglie - Scarlett Thomas

Buongiorno a tutti! 
Come vi dicevo... SONO TORNATO! =D
Oggi recensirò un libro molto particolare… della stessa autrice ho già recensito “Che fine ha fatto Mister Y” e posso dire che questa storia si mantiene sulla stessa linea: è visionaria e molto, molto incasinata.
Il libro in questione è: 


Il messaggio segreto delle foglie


di Scarlett Thomas



Come si può intuire, sia dalla copertina che dal titolo, mi ha incuriosito per il suo legame con piante e fiori, mondo che da sempre mi affascina.
Innanzitutto ho un avvertimento: prima di inoltrarvi nella lettura di questo libro prendete carta e penna, e tenetevi pronti a utilizzarle. Infatti, per riuscire a seguire tutto, vi servirà uno schemino come minimo delle parentele tra i personaggi.
Non posso fornirvelo io in quanto al suo interno sono presenti varie anticipazioni che vi rovinerebbero molti colpi di scena...


Trama:

La narrazione segue le vicende di una famiglia, quella dei Gardener, che, come suggerisce il cognome, si occupa di botanica/giardinaggio/ricerca da generazioni.
E’ difficile parlare di una trama vera e propria, la vicenda infatti verte intorno a queste persone e a un momento particolare della loro vita: la morte di una signora che possedeva Namaste House, un posto dedicato alle celebrità come punto di ritrovo per meditare, fare yoga e a cui disposizione c’era un ampio giardino e serre.

“Talvolta una delle celebrità arrivate più di recente farà qualche osservazione sull’assenza di una linea spirituale coerente nella casa. I massaggi sono ayurvedici, perché li fa Ketki. Ish, suo marito, offre consulti sia ayurvedici che macrobiotici, ed è inoltre esperto di agopuntura e osteopatia craniale. Il cibo è soprattutto indiano, talvolta ayurvedico, e viene preparato da Bluebell, la vecchissima zia di Ketki. … Tutto il resto è un miscuglio di buddismo, taoismo, cristianesimo, induismo, wicca e chissà che altro. Oleander era famosa per credere “in tutto”. ”

La mancanza di Zia Oleander porta scompiglio nei numerosi parenti (Briony, Clem, Charlie, Fleur e rispettivi consorti) perché non solo c’è la questione dell’eredità di Namaste House ma ci sono anche alcuni piccoli segreti riguardanti piante e altri parenti morti tempo prima.
Più di così è difficile da riassumere la trama anche se posso dire che, inframezzati tra i normali punti di vista, ci sono brevi paragrafi che colpiscono molto il lettore, che lo esortano a pensare. 
Ad esempio:

“Immagina un giorno di decidere che devi fare più multitasking, e di iniziare quindi ad aggiungere ad attività noiose come lavarti i denti qualche altra attività noiosa, come fare i tuoi calf raises quotidiani, quegli esercizi in cui ti sollevi sulle punte dei piedi prima con una gamba e poi con l’altra, facendo due serie da venticinque sollevamenti per gamba. Sei convinto che questo sia un buon uso del tuo tempo. In effetti, ogni mattina per questi due minuti ti sembra di aver schiavizzato il tempo, di averlo battuto. Stai vincendo la guerra contro di lui. Di fatto, fare i calf raises mentre ti lavi i denti diventa una tale abitudine che ora non puoi più lavarti i denti senza sollevarti automaticamente prima su una gamba, poi sull’altra. Solo sentire il ronzio dello spazzolino elettrico ti fa fremere i muscoli dei polpacci. Sei il cane di Pavlov. Ma è una buona cosa, questa, perché stai fregando il tempo. O così credi. Immagina che l’atto di lavarti i denti facendo i calf raises diventi così automatico e inconsapevole che ormai puoi aggiungere anche una terza cosa, dimostrando ulteriormente la tua supremazia. Forse, oltre a lavarti i denti facendo calf raises cominci a fantasticare  su cosa faresti se vincessi un milione di sterline alla lotteria. Magari scrivi mentalmente una lista di Cose da Fare. Una lettera a una persona del tuo passato… Quanto consapevole sei adesso dei tuoi calf raises? Quanti ne hai fatti? Ha importanza che questa azione, così come molte altre nella tua vita, sia ormai diventata così inconscia che neanche ti rendi più conto di farla? Quali altre cose hai iniziato a fare molto tempo fa, molto prima dei calf raises, che non noti più o che nemmeno ricordi? Chi eri, prima di essertelo dimenticato?”

Si potrebbe pensare che queste parti siano scarsamente collegate alla narrazione, ma non lasciatevi ingannare perché tutto ritornerà alla fine del libro, ricollegandosi in un finale abbastanza “aperto” che la scrittrice vuole lasciar completare a noi lettori.

Ambientazione:

La storia è ambientata tra Londra, le zone circostanti e le isole Ebridi.
Qualche rimando attraverso flashbacks a un’isoletta sperduta del pacifico non meglio precisata.

Personaggi:

Qua si arriva alla parte interminabile. Di chi vi dovrei parlare? Dei principali? Ma vi parlerei di tutti. Dei pochi che mi hanno colpito? Ma farei un torto agli altri…
Però visto che sono pigro credo che parlerò di quest’ultima categoria.

Briony è un agente immobiliare, obesa e con immensi problemi di alimentazione. Leggere i suoi punti di vista è stato terrificante, l’autrice ti sa catapultare all’interno della mente di una persona che soffre di alimentazione incontrollata, direi fin troppo bene. A me ha lasciato un segno profondo questo personaggio, motivo per cui tenderei a sconsigliare il libro a chi già mangia poco e soffre di patologie alimentari. Io stesso dopo aver letto alcune parti dedicate a Briony mi sentivo male e non volevo mangiare. E’ un personaggio triste, con una ricerca d’aiuto costante, richiesta che non si riesce a capire bene a chi sia rivolta, se al marito o ai propri parenti.
E’ un personaggio, e lo potete capire anche solo per come ve l’ho posto, trasgressivo, diverso da tutto ciò che siamo abituati a leggere. Le sue manie e i suoi moti incontrollati di fame non sono cose da poco, risolvibili facilmente, per questo è uno dei personaggi che colpirà di più il lettore.

James, marito di Briony, è uno dei pochi che, per come lo descrive l’autrice, non sembrerebbe avere colpe per ciò che succede nelle relazioni interpersonali. Ha, come unica colpa, quella di aver richiesto un trasferimento in campagna alla moglie. Per il resto mi sembra essere un padre amorevole, un buon marito anche se forse troppo accondiscendente nei confronti della moglie.

Di chi altro vi potrei parlare?
In effetti è difficile parlarvi di personaggi senza rivelare ciò che succede o che si scopre e, credetemi, sono cose che potrebbero dare molti spunti a George Martin!
A proposito nel libro c’è una buona dose di sesso. Violento anche, vi ho avvisati. Molte di queste scene sono semplicemente delle fantasie di alcuni dei protagonisti, fantasie anche troppo ben descritte.

Stile:

La vicenda è narrata al presente da un narratore esterno che sa tutto dei personaggi. Sa cosa vorrebbero e lo fa capire. In questo modo: “Il menu delle bevande è in fondo. Pagine e pagine di vino, vino di qualità, champagne, vino da dessert, liquori, brandy, porto. Ma questa sera Bryony sta cercando gli analcolici. Ha promesso a James che durante la cena con i suoceri non berrà.”
I punti di vista sono svariati, quasi uno per personaggio principale con l’aggiunta di capitoli di stacco, come scrivevo prima. Inoltre in un paio di punti ci sono capitoli dedicati a uccelli (pettirossi) che descrivono la parte di mondo che vivono a modo loro.
La parte che può confondere di più però è il fatto che il libro non sia diviso in capitoli ma in 5 macrocapitoli divisi in paragrafi dedicati a diversi personaggi. Lo scorrere del tempo non è sempre  lineare, bisogna prestare molta attenzione a tutti i particolari e alle descrizioni, sembrerebbe infatti ambientato in un continuum quando invece ci sono stacchi tra paragrafi consecutivi di giorni o mesi.


Conclusione:

A me è piaciuto molto questo libro MA personalmente non lo ritengo adatto a tutti.
Innanzitutto bisogna leggerlo con una certa predisposizione alla complessità, se non vi piacciono le cose complesse ve lo sconsiglio.
Inoltre, come dicevo prima, lo sconsiglio a chi ha problemi alimentari in quanto i problemi di Bryony potrebbero influire (negativamente) su alcune persone di questa categoria.
Come dicevo le scene di sesso sono svariate per cui tenderei a sconsigliarlo a un pubblico giovane o a cui non piacciono queste scene qua.
Infine non è un libro da letto: per gustarselo bisogna prestare attenzione a ogni pagina, ogni riga in quanto sono disseminati indizi e spiegazioni molto importanti.
Però contiene anche molti spunti positivi riguardo alla spiritualità e all’ “io”:

“<<Holly, c’è nella tua testa una specie di voce che ti dice che non sei brava abbastanza o, non lo so, che il tuo tiro a tennis era davvero scadente e che sei brutta e un fallimento e cose così?>>.

<<Sì. E quella voce a volte ti dice cose belle, tipo che sei più intelligente degli altri, o più magra, magari?...>>

<<Io credo che lo sia. Credo che sia l’ego che ci parla. E la cosa principale che fa, è separarci dagli altri. Ci rende sempre migliori o peggiori. Ci spinge a confrontarci con gli altri tutto il tempo.>>”

Un libro molto particolare, che ti fa vivere parecchi trip mentali e che, a seconda di chi lo legge, può essere una schifezza immonda, indegna di questa autrice, o una degna continuazione del suo lavoro.
Questo è il quarto libro (di 9 pubblicati) della Thomas che leggo e, personalmente, rientro nella categoria che lo ritiene una giusta continuazione della sua opera.
Anche se forse è troppo ingarbugliato, soprattutto in certi punti.

Per trovare altre recensioni/ comprarlo vi lascio il link ad amazon: Il messaggio segreto delle foglie


Spero che la recensione vi sia piaciuta
vostro

Aratak

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