Intervista al Lettore: Lucrezia e Corrado

- Nome 




- Lucrezia


- Corrado Purtroppo senza foto dice che la sua libreria assomiglierebbe a questa:










- Chi sei?

L - Ho 26 anni e lavoro.

C - Diploma Liceo Scientifico; pensionato,59 anni


- Grazie a chi e a quale libro avete scoperto la passione per la lettura e perché?

L - Riguardo al “chi”, non ho dubbi: mia madre.
Risalire ad un libro in particolare ha dell’impossibile, anche perché sono stata attratta dai libri – e in particolare dal “fantastico” – fin da piccolissima, quindi i ricordi sono vaghi. Ma ci posso provare, perché c’è un libro che mi torna subito alla mente; anzi due, ma il primo è più importante.
Si trattava di una raccolta di fiabe della buonanotte e, più che dal contenuto narrativo, ero attratta dai disegni. Delicati, sognanti, con una certa grazia delle figure umane, nonostante si trattasse di illustrazioni per piccini. Non so se venga prima l’uovo o la gallina, ma o quel libro mi ha improntato all’amore per un mondo di sogno – evoluto in seguito nella passione per il fantasy - oppure ha semplicemente tirato fuori per la prima volta qualcosa che era innato in me. Il secondo libro era pure di fiabe.

C - 
“Il principe felice ed altri racconti “ di Oscar Wilde, avevo 6 anni, avevo appena imparato a leggiucchiare e mi capitò sottomano questo libro a casa di una zia, mi sedetti sullo sgabello ed iniziai a sfogliarlo seguendo le parole con il “ditino” e cercando di “leggerle”…..mi piacque tantissimo e non ho più smesso.



- Qual è il tuo genere preferito? Secondo te è giusto dividere i libri per genere?

L - Si, secondo me è giusto dividere generi e sottogeneri. Capita, a volte, di avere una voglia o un bisogno estremamente preciso.
Potrei dire che il mio genere preferito è il fantasy e guardando la mia libreria lo si direbbe. Eppure non credo lo sia.
Potrei definire preferito un qualcosa che mi lasci un nuovo punto di vista sulla condizione umana e il fantasy spesso questo non lo fa, per quanto ci si possa immedesimare molto in personaggi e situazioni.
Non credo di avere un genere preferito, ma sicuramente il fantasy è quello di cui ho più bisogno.

C - Metto sul gradino tre generi, non potrei indicarne un preferito, Fantasy classico – Fantascienza – Romanzo Storico. Dire che un libro è un libro, è sempre riduttivo,è un bene leggere, ma i generi possono servire ad indirizzare le scelte, senza esagerare nel
voler etichettare a forza, non è fattibile vedere 15 sottogeneri…


- Autore con cui condivideresti un buon tè e due chiacchiere alle cinque del pomeriggio? Perché?

L - Un autore che – per la cultura che mostra di avere – potrei e vorrei sentir parlare per ore è indubbiamente Erikson, ma questo richiederebbe il consumo di almeno una decina di tè e di certo non sarebbe una chiacchierata rilassante.
Per una conversazione leggera e spensierata forse sceglierei la Carey, così almeno sarei sicura di poter parlare senza freni inibitori. 

C - Sicuramente, anche se oramai impossibile, il “Vate” Isaac Asimov, la sua vasta cultura e la sua ironia sarebbero un vero spasso( e fermate il tempo)….in seconda scelta, ma anche in questo caso oramai impossibile, Terry Pratchett….per le stesse motivazioni di prima.


- Personaggio letterario con cui passeresti una giornata? Perché?

L - È una domanda troppo difficile e la risposta non sarà troppo sentita, seppur sincera: Nynaeve al’Meara. Sarebbe uno spasso e potrei dar libero sfogo alla mia vena da acida comare, per di più in compagnia.

C - Scuotivento, con un tipo talmente fortunato che anche “Morte” lo schiva, vai al sicuro in ogni situazione, tra i pirati o in un resort a 5 stelle…


- In media quanti libri leggi all'anno?

L - Ho ripreso a leggere assiduamente solo da un paio di anni. Per ora siamo sulla ventina, ma quest’anno sto leggendo molto di più e più velocemente. L’anno scorso per lo più mi sono dedicata a due serie molto lunghe che hanno impegnato tutta la mia attenzione (o quasi).

C - Adesso che ho più tempo, vado per gli 80/100


- Che libri scarti a priori in una libreria? (Anche del genere che leggi)

L - Gli urban da quattro soldi (e sottolineo la scarsa qualità, perché l’urban in sé per sé non credo mi dispiacerebbe), i paranormal, gli apocalittici da teenager che vanno molto di moda adesso, i vampiri imbarazzanti per la categoria… insomma, ci siamo capiti.

C - Certamente non mi hanno mai attirato o sentimentali od il genere new-vampiri


- Partecipi a fiere sui libri? Pensi siano stimolanti per i non lettori?

L - No, non partecipo; soprattutto perché non sono circondata da questo tipo di realtà e dovrei muovermi parecchio.

C - Qualche volta sono riuscito ad andare, ritengo basilari per i non lettori, poter avere un approccio diretto con il “mercato-libri”, è l’atmosfera che si crea dinanzi a migliaia di libri che potrebbe spingere il non-lettore a provare l’ebbrezza di tenere tra le mani 200/300 pagine fascicolate tra di loro e scoprire dove potrebbero portarlo leggendo…


- Ti fideresti a lasciare un mercato largamente preferito come quello delle grandi CE per buttarti in uno più di nicchia come CE piccole o autori self?

L - Alla prima domanda: no. Per quanto io non sia dell’idea che “casa editrice conosciuta” sia sinonimo di scelta di titoli di qualità, preferisco comunque scegliere tra opere in cui qualcuno ha già individuato un potenziale. Poi costruisco le mie opinioni da sola, attraverso l’esperienza. Ormai so come destreggiarmi tra ciò che mi viene propinato, ma preferisco comunque avere un punto di partenza “importante”, anche solo per semplice comodità. Il mercato dei self è diventato troppo vasto e ormai chiunque ritiene di potersi chiamare scrittore. Vivo male questa tendenza. Se non raccolgo prima recensioni positive da qualcuno di cui mi fido, sono portata a non prendere in considerazione i self.

C - Dipende, a volte “nelle piccole trovi il vino buono” e bisogna sempre avere orizzonti allargati sulla produzione libraria. Considerando costi e rischi, ammiro gli autori che si autopromuovono in modo e maniera.


- Cosa si potrebbe fare per avvicinare dei non lettori alla lettura? Soprattutto da bambini.

L - Penso che vivere circondati dai libri sia un buon punto di partenza, come credo lo sia avere un genitore appassionato, perché potrebbe più facilmente portare il bambino all’emulazione o alla curiosità verso ciò che rende il suo genitore così entusiasta. Però, alla fine, credo si tratti sempre di una questione di indole. Mio fratello, da piccolo, cercava di imitare me che avevo sempre un libro in mano, fingendo di leggere quando in realtà non sapeva ancora farlo, eppure la cosa non ha funzionato!

C - Difficile avere la soluzione ideale,ognuno pensa alla propria esperienza e la ritiene la più adatta…certo avere in casa già dei libri e quindi essere dei genitori lettori, è già un buon principio, comunque ritengo di non forzare mai la mano, il gusto di leggere deve nascere, noi dobbiamo solo annaffiare ogni tanto il semino…


- Quando devi scegliere un libro vai a cercare le recensioni altrui? Pensi che siano utili?

L - Se incappo nelle recensioni casualmente non ne faccio un dramma, ma solitamente le evito di proposito. Se un libro mi attira – o mi “chiama”, come preferisco dire – spesso non mi informo neanche sulla trama. Voglio godermi la scoperta, nel bene o nel male. Le recensioni di solito vado a cercarmele in seguito, per sapere cosa ne hanno pensato gli altri.

C - Nessuno me ne voglia, posso anche leggere le recensioni,siccome ritengo che ognuno abbia una idea personalissima di ciò che legge, ma non ne tengo conto nella decisione di acquistare o meno un libro. Ritengo che siano valide più per le case Editrici e gli scrittori, in modo da migliorare marketing e stile di racconto.


- Ti informi sugli autori che leggi? Ti interesserebbe leggere loro interviste?

L - Raramente. A me interessa l’espressione artistica, non l’autore in sé per sé. Anche perché la scoperta dell’essere umano dietro l’autore potrebbe rivelarsi deludente. 
Inoltre, mi piace osservare, rilevare autonomamente i temi e le idee ricorrenti.
Mi informo solo dopo essermi fatta un’idea mia. In questo modo mi diverto di più, sia che le mie osservazioni vengano confermate sia che vengano confutate.

C - Si, molto anche, FB mi ha dato anche la possibilità visiva di conoscenza, con qualcuno anche diretta. Leggo anche ciò che narrano di quanto scritto ed  a volte le motivazioni di ciò che hanno scritto.


- Che cosa ti attira in un libro? 
Cosa in due libri dello stesso genere ti fa propendere per uno dei due?


L - Non so rispondere, è una sensazione “a pelle”.

C - Se è di scrittore già conosciuto, bene o male, con una occhiata alla trama, comprendo ciò che mi attende; se perfettamente sconosciuto, cerco di scoprire qualcosa dell’autore. Prima dell’avvento di internet, andando in libreria, quasi sempre la copertina ed il titolo, ma cercavo sempre di sbirciare la penultima per vedere la trama riassuntiva…..Difficilmente scelgo tra due, di solito li prendo e basta.. non mi è ancora successo di dover scegliere tra due.


- Quando scegli un libro a cosa dai importanza? Alla copertina, alla quarta...? Quanto dai peso a questi elementi?

L - All’estetica do peso nella misura in cui può suggerirmi il genere e l’atmosfera del libro.

C - Sicuramente se l’ho mirato, mi piace l’autore, la trama ed il genere, non do molto peso alla copertina, ho letto libri ottimi, con una splendida copertina bianca ed il solo titolo in nero.


- Quando compri un libro ti fa timore comprarlo su internet a scatola chiusa? (Parlo di editori e libri che non hanno la possibilità di fare l'anteprima come amazon)

L - Mai fatto acquisti senza aver prima visto un’anteprima. Posso accettare la scatola chiusa su trama e contenuti, ma non sulla scrittura.

C - No, di solito qualche notiziola si trova sempre oramai.


- Cosa pensi del bookcrossing?

L - Non mi convince del tutto. Mi è insopportabile l’idea che un libro possa finire in mani non sinceramente interessate.

C - Lodevole iniziativa, che deve partire prima da una cultura del rispetto. Non sempre presente in alcune zone ove è stato proposto, al momento forse sarebbe meglio, per iniziare, provare in luoghi chiusi, tipo bar,ristoranti, pizzerie,parrucchieri….avere un angolino ove si posano mettere e prelevare, senza rischiare il vandalismo delle aree aperte.


- Che libro stai leggendo o hai appena finito di leggere? Che cosa ti ha lasciato?

L - Al momento sto leggendo il primo volume della trilogia di Fionavar, di Guy Gavriel Kay. Questo autore si sta rivelando la risposta alla mia ricerca di uno stile di scrittura dai canoni ben precisi (no, non sono in grado di elencarli; fanno parte delle cose “a pelle”), che ultimamente ho fatto molta fatica a trovare. È appagante.

C - Appena finito la saga dei Nani di Heitz…sono quattro libri, avendo già una buona cultura sul Deutsch Fantasy, non mi ha molto sorpreso la lettura dei primi due regolare e filante, il terzo invece mi ha lasciato un po' interdetto, tantissima carne al fuoco e situazioni carambolesche ogni tre pagine, roba da tornare indietro ogni due per tre per riannodare le fila. Il quarto, infine, sbroglia tutto, ma con alcuni accadimenti non spiegati ed una soluzione finale, inaspettata – presumibilmente prodroma di un qualcosa o prequel o sequel ( riscontrata da alcune ricerche su internet sulle intenzioni di Heitz, il quale non si aspettava del successo del primo e secondo libro e nel terzo ha riversato una “marea” di idee che aveva trattenuto nei primi due, prologo del quarto…) Comunque, in sostanza una buonissima lettura, che ti fa passare qualche oretta di tranquillo relax…


L'intervista è finita, cosa ne pensate cari lettori?
Volete partecipare anche voi? Scriveteci! 

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