Carmine e Antonella - Intervista al Lettore

- Nome 




- Carmine Riccardo
Il telefono sta aggiornando (non si sa bene cosa), mentre vi risparmio la notevole risoluzione della fotocamera del mio tablet.








- Antonella





- Chi sei?

C - 24 anni compiuti da poco e portati molto male. Terzo anno alla facoltà di biotecnologie industriali alla Bicocca.

A - Ho 27 anni, vivo in provincia di Trento e studio Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio. Non mi dedico unicamente allo studio, lavoro saltuariamente e ho fatto anche una bellissima esperienza lavorativa all'estero.



- Grazie a chi e a quale libro avete scoperto la passione per la lettura e perché?

C - Diciamo che è un po’ imbarazzante da dire, ma la passione della lettura nasce da molto lontano, più precisamente con alcuni libretti per bambini.
Qualcuno di voi ha mai visto quei libretti ove, sulla parte alta dello stesso, c’è la mascella in plastica del coccodrillo o di un dinosauro?
Ecco, io mi divertivo un mondo ad imparare a memoria quello che leggevo in quei libricini senza pretese, anche se in verità ero più interessato alla mascella plasticosa da far schioccare.
Il vantaggio di queste letture (grazie mille, cari nonni)  mi ha permesso, all’alba delle elementari, di avere già una grezza conoscenza dell’alfabeto e delle parole.
Quindi sì, posso dire che la passione sia nata da questi piccoli libricini oramai persi e dimenticati da (quasi) tutti.

A - 
A casa mia sia la mia mamma che il mio papà sono lettori abbastanza forti, quindi la passione l'ho ereditata da loro, specialmente dalla mia mamma. Non saprei citare un libro in particolare perché ho iniziato a leggere da piccolina...I primi libri che ricordo sono "Pattini d'argento" di Mary Mapes Dodge e "Piccole donne".



- Qual è il tuo genere preferito? Secondo te è giusto dividere i libri in generi?

C - Il genere con la quale sono cresciuto, nonché temprato anche nello spirito critico, è sicuramente il genere fantasy.
Questo non mi ha impedito di avere contatti anche con altri generi, ma sicuramente è il fantasy quello che prediligo di più.
No, non trovo particolarmente giusto  suddividere i libri in generi preimpostati.
Moltissime opere vivono nelle sfumature o comunque nella commistione di più generi, perciò  è un vero peccato incasellare un romanzo in una macro  categoria.

A - Mi piacciono molto i classici e i romanzi storici, ma leggo di tutto o quasi. Io credo sia giustissimo dividere per genere i libri. Non a tutti possono piacere le stesse cose e, visto lo scarso tempo a disposizione, evitare di prendere cantonate con libri che non ci rispecchiano è l'ideale.


- Autore con cui condivideresti un buon tè e due chiacchiere alle cinque del pomeriggio? Perché?

C - Una chiacchierata all’insegna della simpatia e del trash non potrebbe che darmela soltanto un autore: Joe Lansdale.
L’unico mio grande rammarico è quello di non saper padroneggiare in maniera decente l’inglese, perciò sono ben conscio che il sogno rimarrà tale

A - In realtà ce ne sarebbero molti, ma, visto il periodo storico che stiamo vivendo, scelgo Azar Nafisi. Credo sia una grande donna, coraggiosa e saggia, che può dire molto su tantissimi argomenti attuali quali l'immigrazione e la condizione della donna.


- Personaggio letterario con cui passeresti una giornata? Perché?


C - Difficilissimo sceglierne solo uno, perciò ne voglio dire tre.
Il primo è sicuramente Mat Cauthon, coprotagonista de “La ruota del tempo” di Jordan.
Passeremmo l’intera giornata a sparare fregnacce e scansare gli impegni, oltre a tentare il provolamento senza pensieri  con le  sventurate donzelle di turno.
Il secondo personaggio è Sam Gamgee, hobbit de “Il signore degli anelli” di Tolkien.
Inutile nascondere la genuina ammirazione che nutro verso chi, partendo in sordina e sottovalutato da tutti, riesce a dimostrare una tenacia e forza d’animo senza pari; il tutto senza sacrificare l’amicizia, sentimento nobile nella quale credo molto.
Il terzo personaggio è – strano a dirsi, essendo detrattore dell’opera – Tyrion Lannister de “Le cronache del ghiaccio e del fuoco” di Martin.
Come non provare apprezzamento verso il debole ed il reietto per eccellenza?
Come rimanere indifferente verso chi, umiliato e messo continuamente alla berlina, sconfigge il mondo con humour e sagacia?
Questi tre personaggi, ognuno in modo diverso, riflettono quello che sono.

A - Che domanda difficile! Ci sarebbe un personaggio per ogni libro che mi è rimasto nel cuore, ma direi Oblomov, semplicemente perché è un personaggio controverso che un pizzico assomiglia a tutti noi...


- In media quanti libri leggi all'anno?

C - Domanda non così semplice come potrebbe sembrare a prima vista.
Diciamo che oscillo fra i 30 ed i 50.

A - Leggo tra i 35 e i 40 libri se un anno procede bene.


- Che libri scarti a priori in una libreria? (Anche del genere che leggi)

C - Harmoy, young adults, gialli, thriller ed i libri presenti nelle classifiche dei più venduti.
Un fenomeno editoriale, essendo tale, non gode di critica oggettiva e disinteressata. Se il libro dovesse interessarmi veramente, allora lo leggo a prescindere dal successo e dal genere di cui fa parte.

A - Scarto a priori i libri dei finti scrittori (intendo tutti quei cantanti, attori, calciatori e via dicendo) che rubano il lavoro a chi è in grado di farlo bene. Scarto le copertine brutte e le saghe (non mi piace dovermi impegnare per troppo con uno stesso tema).


- Partecipi a fiere sui libri? Pensi siano stimolanti per i non lettori?

C - Mai partecipato, perciò non rilascio dichiarazioni in merito.

A - Purtroppo non partecipo a fiere sui libri o eventi a tema libroso perché nella mia zona non ci sono eventi di questo tipo (esiste solo il Trentino Book Festival) e raggiungere altre città per me non è possibile. Sono anni che mi riprometto di andare a Torino per il Salone, ma ancora non ne ho avuto la possibilità. In generale comunque non penso che eventi di questo tipo siano stimolanti per i non lettori, perché, parliamoci chiaro, un non lettore non va di sua spontanea volontà ad eventi di questo tipo e, se non è interessato, li mal sopporta.


- Ti fideresti a lasciare un mercato largamente preferito come quello delle grandi CE per buttarti in uno più di nicchia come CE piccole o autori self?

C - Solitamente mi muovo su autori abbastanza noti ed in mano a case editrici forti; in qualche frangente ho esplorato titoli non di primo grido (in mano a CE piccole) che mi hanno colpito positivamente.

A - Personalmente diffido di certe grandi CE. Il marchio non sempre equivale ad un buon prodotto. Raramente compro libri di alcune grandi CE, a meno che un libro che voglio assolutamente non sia stato pubblicato proprio da una di queste e mi trovo costretta a farlo. Mi piace scoprire piccole realtà editoriali e autori meno noti. Non sono una che segue la massa, amo molto essere autonoma e unica nelle scelte che faccio. Non seguo le mode del momento. Se un libro è osannato e ultra consigliato, difficilmente lo leggo, o quantomeno non lo leggo subito, ma aspetto che il boom di apprezzamenti si smorzi, così da non essere condizionata in alcun modo.


 Cosa pensi dei self (autori auto pubblicati)? 

C - Non sono particolarmente favorevole all’auto pubblicazione, nonostante la democrazia del web imponga anche questo.
Più aumentano le possibilità di pubblicarsi e meno garanzia di letture qualitative si riscontra; ne deriva, perciò, un innegabile pregiudizio personale verso autori self ed auto pubblicazioni.
Per onestà intellettuale, la quale non deve mancare mai, sottolineo una certa ignoranza nell’ambito appena analizzato.

A - 
 Per quanto riguarda il mondo del self publishing devo dire che mi incuriosisce. Ho avuto modo di leggere ed approcciarmi ad alcuni autori di questo mercato in espansione grazie al mio blog e alla mia pagina facebook e devo dire che ci sono buoni prodotti, anche se si deve fare attenzione! La facilità di pubblicazione che ci regalano i nuovi mezzi di comunicazione ha dato vita anche ad un numero considerevole di scrittori-per-caso i cui lavori non sono ancora adatti al mercato perché acerbi o mal scritti.


- Cosa si potrebbe fare per avvicinare dei non lettori alla lettura? Soprattutto da bambini.

C - La passione della lettura deve essere invogliata da genitori e parenti fin dalla più tenera età; la scuola, secondo me, non è un buon mezzo per nutrire la lettura, essendo affrontata soprattutto a scopo didattico.
Rimane comunque un hobby non facile da coltivare: prende tempo, sforza mentalmente e non ha il fascino dell’immediatezza come altre attività (televisione, sport, videogame, etc..).

A - Secondo me la lettura non va forzata. Non va forzata in chi non vuol leggere così come non andrebbe forzata nelle scuole. La lettura deve venire da sé, non deve essere auto imposta. Sarei sciocca se non dicessi che sarebbe bellissimo se tutti leggessero di più, ma è pura utopia. La lettura, in fin dei conti, non è mai stata una cosa da tutti. Si legge per passione, non per obbligo o costrizione. Chi non legge lo fa per scelta o per noia e credo non ci siano iniziative valide per far cambiare idea a chi ha scelto di non leggere. Diversamente, i bambini andrebbero invogliati a leggere in casa (ma qui si torna al problema che se i genitori sono non lettori non lo faranno, ovviamente) e a scuola, seguendo però le inclinazioni del singolo e non imponendo, come si fa sempre, la stessa lettura a tutti. Oggigiorno poi le biblioteche e le librerie propongono moltissime occasioni di avvicinamento alla lettura che andrebbero sfruttate a fondo. Ma, in fin dei conti, tutto nasce a casa, in famiglia. Se i genitori leggono, il bambino seguirà l’esempio. Al contrario, se i genitori non leggono, il bambino si sentirà incentivato a non farlo.


- Quando devi scegliere un libro vai a cercare le recensioni altrui? Pensi che siano utili?


C - Sì, assolutamente. Posso imparare qualcosa anche da chi sa meno di me; allo stesso tempo non mi faccio particolarmente influenzare da giudizi troppo positivi o troppo negativi.
Ecco, un mio pregio è quello di azzerare – nel momento giusto – giudizi ed opinioni altrui, riuscendo a costruire un mio personale pensiero.

A - Leggo le recensioni altrui soltanto quando ho finito un libro. Non mi piace farmi influenzare. Credo che le recensioni siano utili per chi non segue un filo conduttore nella scelta delle proprie letture o per chi ama spaziare in generi diversissimi. Trovo molto interessanti le recensioni dei vari blogger letterari perché presentano il libro sotto più punti di vista e con un occhio di riguardo in più.


- Ti informi sugli autori che leggi? Ti interesserebbe leggere loro interviste?

C - Sì. Mi informo, ma senza ovviamente perderci troppo tempo : l’autore lo conosco meglio leggendolo, piuttosto che informandomi su di lui.
Per il motivo appena detto, non sono una persona che si legge decine e decine di interviste.

A - Se per ‘informarsi’ si intende leggere la biografia, beh, lo faccio sempre. Ma tendo a non interessarmi molto della vita dello scrittore in quanto tale. Mi interessa sapere come nasce un romanzo, da quali esperienze di vita vissuta, ma non quale sia il tè preferito da un certo scrittore o quale sia il suo numero di scarpe.


- Che cosa ti attira in un libro? 
Cosa in due libri dello stesso genere ti fa propendere per uno dei due?



C - Il fattore principale è ovviamente la trama, oltre alla garanzia di un certo autore.
A parità di libro, situazione che mi è capitata spesso, è valido dire che seguo semplicemente l’istinto?

A - Quando entro in libreria mi lascio attirare dalle copertine e dagli autori che già conosco. Se poi un libro di un autore che mi piace ha anche una bellissima copertina, quel libro è già mio! Se parto con l’idea di acquistare un libro di un genere specifico, tendo a sapere cosa acquisterò prima di entrare in libreria, quindi non avrei dubbi. Se invece entro in libreria con la sola idea di comprare un libro presente sulla mia wish list, tendo a scegliere in base a copertina, CE ed edizione.


- Quando scegli un libro a cosa dai importanza? Alla copertina, alla quarta...? Quanto dai peso a questi elementi?

C - Come detto prima, la trama  è l’elemento a cui attribuisco più importanza; altri fattori (copertina, quarta..) sono tutti secondari e poco influenti.
Viviamo in una società dove le copertine sfavillanti e sbrilluccicose, le quali promettono grandi cose, poi palesano (molto spesso) carenza di contenuti.
La copertina non fa di un libro un buon libro, come l’abbigliamento, la regione di provenienza e l’aspetto di una persona non sono esplicativi circa il valore della stessa.

A - Tre elementi sono importanti per me: copertina, CE ed edizione. Se la copertina non mi piace, il libro resta sugli scaffali. Se la CE non è tra le mie preferite, cerco un’alternativa. Se l’edizione non è buona (sia per traduzione che per formato e impaginazione), opto per un'altra edizione.


- Quando compri un libro ti fa timore comprarlo su internet a scatola chiusa? (Parlo di editori e libri che non hanno la possibilità di fare l'anteprima come amazon)

C - No, solitamente acquisto libri che abbiano un’anteprima.

A - Compro spesso online, ma snobbo Amazon. E comunque quando compro online so già cosa voglio quindi non è un acquisto a scatola chiusa.


- Cosa pensi del bookcrossing?

C - Attività che andrebbe promossa a prescindere; il problema è la presenza dei lettori, i quali sono sempre meno.

A - E’ un’iniziativa bellissima che mi fa ben sperare. Avevo lanciato anch’io un’esperienza simile alcuni anni fa che si è ripetuta per due volte. Aveva avuto un discreto successo e ciò mi aveva resa molto felice. Il bookcrossing sta prendendo sempre più piede, il che è cosa buona e giusta. L’importante è non prendere il bookcrossing come modo economico per sbarazzarsi dei libri che non ci piacciono o vecchi. Lo spirito deve essere quello di condivisione di qualcosa che ci ha donato molto e che speriamo possa regalare molto anche a chi troverà quel libro.



- Che libro stai leggendo o hai appena finito di leggere? Che cosa ti ha lasciato?

C - Il libro ufficiale è “I cacciatori di ossa” di Steven Erikson. Al momento l’autore sta staccando nettamente qualunque lettura effettuata, da me, nel fantasy; tali meriti hanno incominciato ad alzare l’asticella delle pretese e delle aspettative: a farne le spese, in questo 2016, sono stati Tad Williams e Brandon Sanderson.
Il secondo libro è “Over, un’overdose di te” di Sabrynexx, uno young adult abbastanza scialbo e povero di spunti narrativi degni di nota.
Mi preme dire, per evitare fraintendimenti, che la lettura è stata fatta a scopo puramente goliardico (prima parlavamo dei romanzi auto pubblicati, vero?)
L’ultima opera è, invero, una raccolta di racconti di Ray Bradbury.
Conosciuto l’autore per le sue due opere più famose ed iconiche, ho deciso di approfondirlo attraverso i racconti brevi.
Ringrazio Luca per lo spazio concessomi nello sparare fregnacce a tutto spiano.

A - Ho finito da pochissimo “Acquanera” di Valentina D’Urbano e mi è piaciuto moltissimo. E’ una dei pochi autori italiani contemporanei che seguo con interesse e costanza (solitamente non leggo italiani). La sua narrativa è coinvolgente e appassionante. Io la consiglio sempre! Ora ho iniziato “Pane, cose e cappuccino dal fornaio di Elmwood Springs” di Fannie Flagg. Se non si è capito, questo è un periodo di letture tranquille perché devo studiare per la sessione estiva e non è proprio tempo per i “mattoni” classici russi e via dicendo.



L'intervista è finita, cosa ne pensate cari lettori?
Volete partecipare anche voi? Scriveteci! 

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