Marika Michelazzi - Intervista Disegnatrice

Per continuare la serie di interviste particolari, oggi è con noi Marika Michelazzi, una bravissima disegnatrice!



Ciao Marika e benvenuta! Raccontaci qualcosa di te

  • Ciao!
    Innanzitutto grazie infinite per il tempo che mi state dedicando!
    Dunque, “qualcosa”: sono di Milano, faccio disegnini per lavoro, mi piace leggere, ho la prestanza sportiva di un Hobbit, e mi piace molto la mitologia, soprattutto se italiana. Ah, ho anche lavorato in un cinema, ascolto heavy metal e anziché spammare gattini su FB spammo anfore, anfiteatri e menhir.

Ti ho presentata come disegnatrice ma, da quello che mi ricordo, hai delle basi molto più approfondite in molti ambiti. Cos’hai studiato?
  • Sì, in verità ora faccio fumetti, anche se all’alba dei tempi volevo darmi all’illustrazione fantastica. Dopo il liceo artistico ho frequentato Storia all’Università Statale di Milano. Poi sono riuscita a infilarmi alla Scuola del Fumetto e poi ancora in un corso dedicato al fumetto francese.
    Sia per storia che per disegno non c’è mai un momento in cui si ha studiato tutto e si può dire “ok, pronti, abbiamo tutto”, quindi c’è sempre qualcosa in più da approcciare.

La domanda fatidica: qual è il tuo sogno? Di cosa vorresti vivere “da grande”?
  • La domanda da Karma! Nel mondo di Possibilandia vivrei di quello che riesco a disegnare e delle storie che riesco a raccontare, sia in prosa (ho pubblicato anche un paio di racconti, sempre fantastici e urban fantasy) o per disegno. Meglio se riuscissi a farlo con gli argomenti a me più congeniali: il fantasy, i mostri, l’Italia e l’Europa antica.

Com’è essere dei disegnatori/ fumettisti in Italia?
  • Complesso, ma è un mestiere talmente mutevole che ogni situazione è unica: c’è a chi va benissimo e chi magari no, e la cosa può capovolgersi in ogni momento. Nella vita di tutti i giorni è proprio ‘complesso’: si fa un lavoro creativo, anche molto artigianale, con orari anche improbabili. Si è spesso a contatto con cose molto divertenti che ti tengono un po’ l’animo fanciullo, o a volte con cose proprio fuori dal nostro ambito ‘sicuro’. Trovare qualcuno che riesca a farti una corretta dichiarazione dei redditi è più complesso di imbarcarsi sulla Argo con Giasone. Tuttavia fare i disegnatori / autori di fumetti è come essere creature mitologiche: finché ci sono i lettori, il fumettista esiste e può fare altre storie. Il problema di questi anni è che ci sono sempre meno lettori rispetto agli autori, escluso quello zoccolo duro di puri di cuore come i lettori Bonelli che praticamente portano avanti il piacere di leggere anche a figli e nipoti, o la fase temporale da adolescenti che seguono manga e/o comics e/o le strip sui social che una volta grandi può passare. C’è sempre meno spazio per cominciare perché si stanno estinguendo
    tutte quelle redazioni
     in cui si entrava per imparare e si usciva più o meno avviati nel mestiere, ci sono poche iniziative valide e reali per offrire al pubblico buone storie non importate ma fatte qua in Italia e vedo sempre più autori che lavorano all’estero. Però alle fiere del fumetto, che sono sempre più fiere generalone e poco del fumetto, vedo anche sempre più scrittori di libri, e alle fiere del libro sempre più autori di fumetti, segno che si sta colmando pian piano quello strano gap che ci portiamo dietro fin dall’arrivo del fumetto in Italia, da quando venne considerato “sciocchezza per bambini” o per affetti da sindrome di Peter Pan, come se fosse una colpa trovare qualcosa che ci intrattiene e diverte o semplicemente ci piace. Tuttavia, anche con una produzione risicata e poco nota come la mia – che praticamente sto cominciando davvero tipo ORA, per cause di forza maggiori tra cui la prima: sono stupida- ho una piccolissima compagnia di lettori e fan che mi segue sui social o incontro con piacerissimo alle fiere, tutti calorosi e contenti. Quindi, sì: è complicato.

Hai dei progetti in mente? Ce ne puoi accennare? Io ho presente questo mini fumetto: Mel (vi consiglio si leggerlo, è breve ma stupendo!) dove in 24 pagine mi hai fatto appassionare alla storia e mi hai tenuto incollato al pc.
  • Awh, grazie! Mel è stato un esperimento per la 24h comics (24 ore di tempo per fare un fumetto, io ce ne ho messe credo 50, sigh), ma sono contenta sia piaciuto così tanto, oltre ogni mia aspettativa! Per Mel tutto è partito da una leggenda medievale a cui ho aggiunto un pezzo diverso per il finale.Per i progetti a fumetti al momento ne sto proponendo due a case editrici. Sono autoconclusivi, ambientati in Italia – Rinascimento uno, pirati mediterranei nell’altro- e con una componente fantastica.
    Dioniso e Ariadne

    Gli altri saranno comunque in autoproduzione, a puntate, e sui social (contenuti permettendo), ma prevedono sempre questi tre ingredienti. Per la parte a fumetti ho un progetto incentrato sulle fate delle Alpi (in questi giorni uso un disegno di questo come copertina per la pagina di FB); uno più cupo e adulto sulle Menadi, le donne che componevano il seguito del dio Dioniso, in parte ambientato dagli Etruschi a oggi con molte creature e divinità italiche; altri più nebulosi, magari molto brevi e ancora solo idee vaganti, con gnomi, centauri, o marziani immigrati. Poi ho anche dei testi da far editare a qualcuno di bravo, sempre sul fantastico, o l’urban fantasy, con vampiri, angeli, pirati. Non necessariamente separati, anzi. Spesso ho anche dei personaggi che trasmigrano da una storia all’altra, non mi sorprenderebbe che ad una certa Mel & famiglia mi rispuntino fuori altrove.

Quali sono i tuoi soggetti preferiti da disegnare?
  • Di mio sono molto più a mio agio a disegnare carri da guerra, cavalli e armature che automobili o qualsiasi altro componente elettronico o moderno. E anche creature mitologiche, sono più divertenti da disegnare, posso implementarci un sacco di dettagli presi dal mondo naturale.

Cosa pensi del crowdfunding, pensi possa essere un punto di partenza accettabile per un disegnatore? Cosa pensi invece di Patreon?
  • Il Crowdfunding, come patreon, sono come internet e i social: dei mezzi. Sta alle persone farne buon uso. Se si ha un’idea carina e si riesce a creare una bella campagna è un buon modo per portarsi avanti. Di questo genere di CF il più bello e completo che ho sostenuto è stato quello organizzato per “Zeus: miti e dintorni”, raccolta di storie con gli dei dell’Olimpo, divertenti e molto ligie ai miti che riprendono. Sono riusciti a creare una cosa graziosissima con tanto impegno e molta fantasia: innanzitutto il fumetto in sé aveva un costo davvero avvicinabile per tutti, poi tutta una serie di trovate per i gadgetini creando collaborazioni con altri artisti: se mi trovassi a organizzare per davvero un crowdunding vorrei fosse così.Patreon ancora non lo uso perché non ho il tempo sufficiente da dedicargli, ma l’idea che un artista possa avere dei patroni, come si faceva una volta, che più o meno riescono a dargli qualcosa perché trovano utile il lavoro che fa è molto bello, e mi sembra molto versatile. Io lo userei per caricare ogni mese i capitoli dei fumetti. Tuttavia mi hanno anche parlato dei problemi legati alla tassazione diversa per l’UE (è un sito americano, in fondo) e di una certa facilità  di adottare metodi disonesti per raggirare il pagamento, il che mi sembra assurdo per qualcosa che alla fine ti chiede una base di un dollaro e spicci a mese.

Ti ho vista a molte fiere di settore in giro per la Lombardia, com’è partecipare? Lo trovi stimolante o controproducente?
  • Non c’è fiera in cui non abbia incontrato altri artisti e artigiani bravissimi che non avrei incontrato altrimenti. Le fiere sono sempre stimolanti, anche se alcune non hanno una organizzazione adatta per i ‘piccoletti’ come me, perché accatastano i tavolini in zone poco frequentate. Una volta ci hanno posteggiato dietro ad una giraffa gonfiabile e alle auto in sosta, per esempio, o negli angoli più improbabili in cui manca la luce, troppo vicini ai bagni o ci sono delle casse giganti che sparano musica house a tutto volume. Al che bisogna ingegnarsi per attirare l’attenzione, al punto di adottare soluzioni estreme degne di Rambo.

A proposito, quali sono i tuoi prossimi appuntamenti?
  • Il 29 maggio sarò a Vigevano, allo ‘Scarabocchi Fest’, organizzato dal collettivo Angina Factory’s, un pomeriggio dedicato interamente al fumetto. Il 12 giugno invece assieme a Chiara Talamo e Nastasia Kirchmayr al CB Comix (Cinisello Balsamo), all’interno del parco. Forse il 2 e 3 Luglio sarò a Busto in Fantasy (Busto Arsizio).
    A ottobre invece all’AleComics di Alessandria per la sua seconda edizione; avevo già partecipato alla prima dello scorso anno ed è stato bellissimo, all’interno della fortezza.
    Poi ci sarà il Lucca Comics, ma per ora è previsto solo del sano bighellonamento, e credo possa capitare da qui all’autunno di riuscire a partecipare a qualche altro evento.

Su di queste fiere immagino tu ci possa raccontare molti aneddoti. Vuoi condividerne uno con noi?
Questa è una cartelletta in mio possesso.
Il mio teSSSoro!
  • Troppi, ma uno molto recente è stato meraviglioso. Generalmente  alle fiere a cui partecipo ci sono sempre un sacco di bimbi, e per qualche inspiegabile motivo sono attratti dal mio tavolo e da quelli dei disegnatori. Recentemente ho dato una mano ad un’amica per una fiera, e avevo solo pochissimo materiale mio, il resto era tutto artigianato di Francesca, incluso un poster gigantesco con le ombre dei draghi. Puntualmente ogni bambino si ferma per indovinarli,  e trovano subito i protagonisti di Dragontrainer.Mentre spiegavo l’esistenza di Draco di ‘Dragonheart’ a due bambini, dietro di loro passa un gruppo di tre coppie di adulti, tutti vestiti elegantissimi -era una domenica all’aperto-. Guardano con un po’ di distacco la nostra bancarella ma poi uno di loro, che sembrava la controfigura di un rugbista gigante, passa da un’espressione molto burbera a veri occhioni manga con le stelline vedendo il poster meravigliato dicendo: “Ma quella è… una Furiabuia! Noo! Lasciatemi qui!”, ma gli altri cinque lo hanno portato via.


Sento spesso in giro gli artisti accusare molti di chiedere lavori gratuitamente o “pagati in pubblicità”, a te è mai successo? Hai aneddoti su di questo?

  • Purtroppo capita a tutti, dall’ultimo arrivato al disegnatore più famoso. Penso sia dovuto al fatto che non esiste un’organizzazione concreta tra creativi e autori del settore. A me ovviamente è capitato, anche nella variante che praticamente mi si faceva un favore a farmi lavorare gratuitamente perché “è un mestiere da maschio”, però mi è anche capitato un paio di volte di non accettare un pagamento ma barattare lavori di pari valore.
    Le famose consegne “per ieri”, ‘mio cugino lo fa meglio’, ‘eh ma è costoso’ sono situazioni talmente comuni che su FB è nata una pagina ironica, “ti pago in visibilità”: storie di vita vera.
    Tuttavia, la prima cosa su cui  i “Visibilier” dovrebbero riflettere non è che prima o poi un pirla che lavora gratis lo trovano. È che nel tempo in cui loro lo trovano, il loro nome come tali ha già fatto tre volte il giro del globo.     

Fai lavori su commissione? Che tipi di commissioni preferisci? Dove può contattarti un interessato?

  • Sì, anche se in questi mesi con il lavoro a tempo pieno non posso accettarne tante e urgenti. Mi trovo più a mio agio sul disegno tradizionale, anche se sto procedendo in alcune cose con il colore digitale, e su soggetti che prevedono costumi particolari, “in action”, fondali, ma a tutto si trova rimedio, l’importante è che piaccia al committente!Può contattarmi o con una mail a marikamickey@gmail.com o con un messaggio privato sulla pagina di FB nightfallin middle ART

Grazie mille di averci dedicato parte del tuo tempo, per vedere altre sue opere visitate la sua pagina facebook Nightfall in Middle ART
O il suo blog Nightfall Star

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