Fughe - di Mario Pacchiarotti - Segnalazione Nuova Uscita

Buon pomeriggio a tutti!
Oggi condivido con voi la segnalazione a un'antologia fantascientifica:



Fughe

di Mario Pacchiarotti



Sinossi

Quattordici racconti, editi e inediti, premiati o meno, che utilizzano l’ambientazione fantascientifica, o comunque fantastica, per giocare con le situazioni, spesso ribaltarle, coinvolgendo il lettore nella ricerca di risposte a domande che iniziano con “cosa accadrebbe se”.
L’ironia è una nota costante nella maggior parte delle storie anche se in alcune l’autore abbandona la leggerezza e affronta invece con una certa crudezza temi più impegnativi. Il sorriso allora tende a farsi amaro, nonostante un’eco canzonatoria rimanga comunque percettibile.
Tutto comunque gira intorno ai difetti dell’uomo: razzismo, odio, passioni carnali, guerre, avidità e sfruttamento, egocentrismo. Per ogni situazione, per ogni racconto, un piccolo stralcio di fantastico viene creato solo per accogliere la storia che l’autore vuole raccontarvi. Perché porsi le giuste domande è un passo imprescindibile per la ricerca di qualsiasi risposta.


- Come ai vecchi tempi (1)
- Teutovirus (2)
- Dente per dente (3)
- Cena Vegana
- La soluzione
- La valigia color ciclamino
- Acqua su Marte (4)
- Macellai
- La preda perfetta
- Il cacciatore
- Inshallah
- Paleocoder
- Madre Terra (5)
- La strada (5)

(1) Già edito su "Racconti Capitolini" di Historica Edizioni
(2) Già edito nella collana Short Dogs di Sad Dog Project
(3) Già edito sul numero 43 della rivista Writers Magazine
(4) Già edito su "Frozen Dogs" di Sad Dog Project
(5) Già edito su "Madre Terra" pubblicazione indie di Mario Pacchiarotti



Note

Ho raccolto in questo volumetto alcuni dei racconti scritti tra il 2014 e il 2015, in particolare quelli che si potevano anche solo vagamente definire appartenenti al genere fantascientifico. Sono certo che molti lettori dissentiranno su questa mia attribuzione, ma non entrerò mai in polemica sulla definizione di genere letterario, mi accontenterò di ignorarla in allegria.
Ognuno di questi racconti, ognuna delle cose che scrivo, nasce sempre dal mio ragionare su un argomento preciso, spesso legato all’attualità. Quello che amo fare è cambiare le carte in tavola, porre domande. Non aspettatevi tuttavia che vi fornisca anche le risposte. Nonostante si possa in genere intuire la mia opinione, potete essere certi che nella mia testa al momento di scrivere circolasse il dubbio, altrimenti il tema difficilmente mi avrebbe attratto. In ogni caso spero di suscitare un pizzico di dubbio anche in voi.

Ecco di seguito qualche nota su ognuno dei racconti.


Come ai vecchi tempi è un racconto che nasce dalla mia completa sfiducia nell’idea che Dio, ammesso che esista, abbia un qualsiasi connotato umano: ira, dispetto, compiacimento. Niente di meglio allora di fare ironia supponendo invece che sia proprio così.
Il racconto è stato pubblicato da Historica Edizioni in un’antologia dedicata a racconti di autori dell’area romana, “Racconti Capitolini”.

Teutovirus prende per il naso l’idea che gli uomini si possano giudicare per categorie razziali, piuttosto che religiose o di altro tipo. Lo fa alla maniera dei matematici, assumendo che la genetica davvero determini senza fallo i comportamenti umani. Ho pubblicato questo racconto nella collana “Short Dogs” del Sad Dog Project. 
Recensito dalla nostra Ink Maiden qui: TEUTOVIRUS devo dire che mi ispira molto =) 

Dente per dente si origina dal fastidio che provo ogni volta che, di fronte a certe situazioni, reati, violenze, sento le persone parlare di contrappasso. Qui creo la situazione perfetta per applicare questa legge e dimostro, spero, quanto sia in realtà difficile essere giusti anche avendo a disposizione un’arma così potente. Il racconto si è classificato secondo nell’edizione 35 del Premio Writers Magazine ed è stato pubblicato nel numero 44 di quella rivista.

Cena Vegana è uno dei tanti giochi sul cibo, un tema che mi affascina molto, in special modo nei suoi estremi, sia in eccesso che in difetto. La domanda riguarda più in generale le passioni assopite e il prezzo che si è disposti a pagare per rianimarle. Con un pizzico di follia e ironia, naturalmente.

La soluzione è una mia farneticazione sulla guerra e le sue armi. La tentazione di sfruttare la propria presunta superiorità e l’estremo distacco che la tecnologia ci può garantire mentre si uccidono altri esseri umani sono temi centrali e pongono domande difficili. La tecnologia che descrivo temo potrebbe diventare prima o poi fin troppo realistica.

La valigia color ciclamino e Acqua su Marte rientrano nella mia abitudine di prendere un po’ in giro la supponenza di certi potenti. L’idea molto diffusa in certi popoli di essere al centro di tutto, sia in positivo che in negativo. Scoprire che non lo siamo può essere piuttosto duro. Non resta che riderci sopra.

Macellai ha di nuovo a che fare con il cibo. Rimango basito quando le persone, per difendere una posizione non violenta, dimostrano odio nei confronti di altri esseri umani. C’è una evidente incoerenza che tuttavia costoro non sembrano percepire. Questa storia non fa che esasperare il problema e mostrarne le conseguenze finali. Rappresenta anche, come potrete cogliere, un omaggio a un cantautore che amo molto.

La preda perfetta racconta la brutta fine di un predatore sessuale che qui rappresenta tutti i predatori, quelli che usano la forza, qualsiasi forza, come mezzo per ottenere quello che si vuole senza riguardo per gli altri. A loro si ricorda che, per quanto si possa essere forti, esiste sempre un predatore più grosso e cattivo di noi.

Lo stesso tema è ripreso nel racconto Il cacciatore, dove un diverso genere di predatore si trova di fronte qualcuno più feroce e spietato di lui. Anche qui i ruoli vengono scambiati, un po’ per gioco, un po’ per far riflettere sul modo in cui trattiamo questo nostro pianeta e le specie con cui coabitiamo.

Inshallah affronta un tema molto attuale, quello del grande esodo di profughi che investe l’Europa, ma lo fa ancora una volta ribaltando il tavolo. Una glaciazione abbraccia la Terra e stavolta sono gli europei, un tempo più ricchi e fortunati, a dover fuggire per salvare la propria vita. E su tutto spira forte il tema del karma.

Paleocoder è una storia dove, con toni spero divertenti, descrivo un possibile futuro remoto attraverso il quale raccontare un nostro probabile futuro prossimo. Qui il gioco assume un suo ruolo importante ma molti elementi che hanno una valenza comica rappresentano anche spunti di riflessione sul nostro mondo e le sue follie. È il più recente dei miei racconti e si coglie qualche sprazzo di quello che potrebbe arrivare presto.

Infine ho inserito nella raccolta Madre Terra e La Strada, due vecchi racconti già presenti nella mia prima pubblicazione indie. Mostrano il mio stile di scrittura degli anni novanta dello scorso secolo. Considerateli come un bonus aggiuntivo.



L'Autore:

Mario Pacchiarotti nasce a Roma nel 1959 e dopo aver passato l’infanzia e l’adolescenza leggendo qualsiasi cosa gli capitasse a tiro, sorprendendo i suoi insegnanti, propende per lo studio della Matematica, senza per altro concludere mai il ciclo universitario.
Lavora in campo informatico ed è attualmente un esperto di sicurezza. Vive nei pressi di Roma con moglie, una figlia e un numero variabile di gatti.
Non ha mai smesso di leggere e da qualche anno si dedica anche alla scrittura. Ha pubblicato nel 2014 i suoi primi racconti da indipendente, successivamente alcuni hanno trovato posto tra le pagine di antologie e riviste.

Nel 2016 pubblica, sempre come indie, la raccolta di racconti di fantascienza “Fughe”. Ha in cantiere un romanzo, di genere incerto, che conta di pubblicare entro la prima metà del 2016.



Links:

Sito web personale: http://leggi.me
Link Amazon:  Fughe

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