Ilaria Pasqua - Danger

Mentre mi avventuro in altre letture da recensire, eccovi l'ultimo racconto Sad Dog che vi presento: si tratta di un horror psicologico, breve quanto basta per pungolare l'ansia del lettore e fargli pensare "caspita, meno male che sto andando al lavoro e non in vacanza in qualche posto dimenticato da Google maps!"


Mark è sempre in viaggio con Sonia, l'amata macchina costruita da suo padre, e con una borsa rattoppata colma di polverina bianca. Durante l'ennesima fuga dal suo passato e da lui stesso, si imbatte in un paesino sperduto oltre la statale 52, perfetto per riposarsi senza destare sospetti. Non conosciamo il nome di quel posto, perché a Mark non interessa, ma pur attraverso la sua indolenza percepiamo un senso di abbandono e di inquietudine. Lo stesso che prova lui a vedere un'altra città emergere dalla sabbia e dal vento, identica a quella in cui si nasconde, protetta però dal filo spinato e dalla scritta "Danger". Perché la vita quotidiana sembra fermarsi davanti a quell'apparizione?

Si chiedeva perché la gente fosse così sorpresa, la città
accanto mica poteva essere comparsa dal nulla, eppure
un attimo dopo era sicuro di aver guardato da quella parte
e non averla vista affatto. Scrollò le spalle di nuovo e dopo due pacche
alla piccola Sonia si decise a tornare in una zona più frequentata,
 anche perché il vento si era alzato all’improvviso facendolo tossire. [...]
«Da quanto è lì?» chiese distrattamente al proprietario della pensione
indicando l’oggetto dei desideri dei cittadini, ora ben visibile. 
Quello scosse le spalle: «Mah» disse, e lo lasciò solo sparendo nell’edificio.
Come se gli altri avessero sentito un qualche avviso, si ritirarono tutti,
tornando alle loro normali attività.

Come vi ho anticipato, stiamo parlando di un horror psicologico: nonostante Mark sia l'indifferenza fatta persona (ed è anche un po' sbruffone), percepiamo qualcosa insinuarsi tra le sue certezze. Un qualcosa suggerito dalle frequenti similitudini, che evocano l'immagine del misterioso paesino come strappato da una fotografia del secolo scorso: non è un particolare, semplicemente aleggia nell'aria e fra le righe. Quasi non ci stupiamo, allora, che Mark non si lasci fermare dal cartello "Danger", ma non siamo assolutamente preparati a ciò che lo aspetta dall'altra parte né tantomeno al finale, apice dell'angoscia che chiude amaramente il libro.

Stilisticamente l'ho trovato molto evocativo, a tratti un po' ridondante; narrativamente mi è sembrato efficace, con un protagonista che suscita interesse (ma anche antipatia) e una storia semplice però ben strutturata.
Non vi farà venire gli incubi, eppure vi terrà compagnia anche i giorni successivi alla lettura...

Ink Maiden

Commenti

Post popolari in questo blog

Upper Comics

Il Cuore di Quetzal - Gianluca Malato - Nuova Uscita Nativi Digitali Ed.

Flowers - Luca Morandi