L'ultimo sciacallo - Rocco Sabatino

Finalmente riesco a tornare a recensire libri di esordienti italiani!
Scusatemi se ci ho messo così tanto tempo, ma questo blog è solo uno tra i mille impegni che ho… mi piacerebbe dedicarci più tempo ma purtroppo non ne ho così tanto nemmeno per respirare =P
Oggi parliamo de:
L’ultimo sciacallo


Di Rocco Sabatino




Quando un libro “fantasy” prende luogo in un mondo post-apocalittico si parla di fantasy o di fantascienza? Sarà una delle domande che rivolgerò a Rocco nella sua intervista perché la questione mi perplime un po’.
E se a questo si aggiunge che, per come sono raccontate le vicende, assomiglia anche a un western?

“L’umanità aveva ricominciato il suo ciclo vitale da capo, il progresso, che fino ad alcuni secoli prima aveva reso l’uomo tanto potente quanto stupido, era regredito di colpo e la causa fu proprio la scomparsa della prima razza umana.
Nessuno conosceva con precisione quello che era successo, ma sembrava che l’umanità, dopo quel misterioso e catastrofico evento, avesse avuto una nuova possibilità, la genetica dell’uomo era diversa, un nuovo primate era venuto al Mondo, e da esso nacque una nuova razza umana, più forte e meno vulnerabile della precedente.
Gli animali invece, furono gli unici esseri ad aver avuto la meglio, superando la minaccia che aveva piegato l’uomo, continuando a vivere e ad evolversi in questo periodo privo di ogni gesto umano.”


Questo è l’incipit del primo capitolo: leggendo il libro avevo trovato delle incongruenze pesanti ma poi, iniziando a controllare alcune cose per scrivere questa recensione, mi sono accorto che le incongruenze si annullavano nella lettura di questo paragrafo.
Non avevo posto particolare attenzione al fatto che la nuova razza umanoide fosse più forte fisicamente e con meno necessità della nostra.
Da questo incipit sembrerebbe altresì che la nuova razza umana sia ora felicemente stabilita e senza problemi di sorta. Ebbene, non è così e qui entra in gioco il fattore magico: i Dreamless. Le persone con uno spirito forte hanno la possibilità di ritornare sulla terra sotto forma di Dreamless. E, com'è facile intuire, gli spiriti più forti che prevalgono sugli altri, solitamente sono quelli di barbari, assassini e via dicendo. Si tratta di esseri per lo più malvagi e sono sostanzialmente dei fantasmi, con grandi poteri. Questo è uno dei motivi per cui i cacciatori di taglie in questo mondo vengono visti come delle iene: si sbarazzano di criminali e assassini ma lasciano al loro passaggio torme di nuovi Senzasogni a vagare per il mondo.
Non solo, esistono i Dreamless Supremi: 
“Solitamente i Dreamless, se feriti da un’arma fatta di puro spirito, avevano gli stessi punti deboli di un essere umano ed in molti casi bastava poco per ucciderli, ovviamente con le giuste abilità, ma questo era un caso particolare e i Supremi erano in grado a scampare alla morte con molta facilità”
In generale un Dreamless rimane attaccato al corpo che aveva in vita, per cui il corpo si rianima con il suo spirito. Nel caso dei supremi invece lo spirito riesce a sopravvivere anche senza il corpo.
Per fortuna esistono armi spirituali in grado di ferire e distruggere i senzasogni: sono armi che variano di persona in persona ma principalmente sono armi da taglio, in cui è stato fatto confluire lo spirito di un Dreamless stesso, e la potenza dell’arma è legata anche alla capacità della persona che l’ha creata di controllare questo spirito.
La storia ruota attorno a uno Sciacallo, un cacciatore di Dreamless, di nome Roger Craigher, che sopravvive facendo il cacciatore di taglie.
Gli Sciacalli sono un gruppo di cacciatori di Senzasogni che, a causa di dissidi all’interno dei loro ranghi e un’offensiva massiccia da parte dei Dreamless, sono quasi scomparsi del tutto. Da come il narratore ci presenta la storia Craigher è l’ultimo Sciacallo (chissà perché sento che l’avevate capito anche voi dal titolo =D )
La vicenda vedrà sviluppare oltre alla trama principale anche tante sottotrame soprattutto grazie all’aiuto di flashbacks, usati spesso per raccontare vicende chiave per capire le vicende narrate.
Lo scopo di Craigher è vendicarsi di alcuni torti subiti da parte di un particolare Dreamless e, nel farlo, uccide tutti i Senzasogni sul suo cammino.
La storia ha luogo negli spazi sconfinati dell’America e del vecchio west rivisitato in chiave futuristica; gli scontri sono prevalentemente con le armi da fuoco ma non si risparmiano nemmeno gradevoli scene d’arma bianca.
A volte mi è stato difficile apprezzare lo stile di scrittura con la sovrabbondanza di flashbacks.
Lo stile descrittivo alla “western” però c’è tutto, frasi fatte e stupide incluse:
“Sembra che ci sia uno scarafaggio nuovo in città, che ne dite, potrei spassarmela un po’, come faccio del resto con tutti i luridi cani che passano da queste parti.”

Cosa a mio parere encomiabile.
In altri punti lo stile “western” però appesantisce la narrazione ma, considerando il libro in toto, è una peccuccia che si può assolutamente sopportare:
“Il ricercato, che fino ad allora stava dondolandosi su una vecchia sedia di legno cigolante, era caduto a terra. Si rialzò subito, estraendo prontamente i due revolver argentati che teneva riposti nel suo cinturone.
Fortunatamente, non so dire per chi dei due, lo sceriffo Winston si trovava proprio al saloon. Egli si intromise nella loro discussione, e cercò di calmare le acque.”

Altrettanto fortunatamente il narratore non interviene così spesso all’interno della vicenda dando un parere. E’ esterno ma onnisciente e a volte ci fa intendere che ci potrebbe essere qualcosa di più dietro a una situazione.
Per concludere direi che lo scrittore ha fatto un ottimo lavoro di ricerca guardandosi centinaia di film sul selvaggio west e ne ha preso modi di dire, modi di fare e ha cercato di riportarli fedelmente sulla carta, per un risultato assolutamente apprezzabile.
Ma a questo si aggiunge una trama che, nonostante la semplicità (vendetta), si arricchisce man mano che il protagonista incontra nuovi personaggi e conosce la loro storia (o in alcuni casi noi siamo gli unici a venirne a conoscenza). Un’ambientazione post-apocalittica con dei tratti fantasy che ti fanno apprezzare di più la vicenda e la complicano un po’.
Un libro che per certi versi mi ha ricordato il primo (l’unico che al momento ho letto) della Torre Nera di King. Particolare che consiglio a chi non si è mai stancato dei film di Leoni.


Aratak

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