Il Secondo Guardiano - Sonia Barelli

Inauguriamo l'anno con la recensione del penultimo libro letto nel 2015: il primo volume di una trilogia fantasy, pubblicata per Plesio Editore, pieno di richiami ai classici del suo genere (Brooks in particolare) ma rivisti in una prospettiva nuova, che li avvicina al lettore odierno. Volete sapere come?



Gli incubi e la sensazione di essere sempre fuori posto hanno reso Alex un ragazzo introverso, a volte perfino strano. Niente, però, è più strano dell'incontro con un clown di pezza, che gli impone di seguirlo fin nella camera di una ragazzina, dove basta tracciare un simbolo sul muro per veder aprirsi un varco sull'ingnoto. Ancora più pazzo è essere riportati indietro da un altro peluche, un coniglietto, che mette KO il clown e spiega ad Alex che entrambi sono lì per condurlo a Dreinor, ma appartengono a schieramenti avversi: in quel regno si attende il suo arrivo, così il ragazzo cede e attraversa il varco assieme a un'ospite indesiderata, Diana, la ragazzina che dormiva tranquillamente nella stanza.
Il coniglietto si rivela essere un mago, Lord Xever, che diciassette anni prima aiutò la madre di Alex e il suo bambino a fuggire da Dreinor: il giovane è l'Alto Guardiano dell'Anello Nero, e il suo compito è porre fine alle devastazione che allunga i suoi tentacoli dal nord, seminata dal gioiello stesso. Con lui dovranno partire pochi compagni, tra cui l'Alto Guardiano dell'Anello Bianco, con cui instaura subito un pessimo rapporto. In tutto questo, Alex non ha scelta se non ascoltare storie su di lui e sulle sue origini, assimilandole per andare avanti in una missione che, per un diciannovenne qualunque, rasenta facilmente il limite della follia.


Alex cominciò a nutrire qualche sospetto notando che
nei dintorni non si scorgevano né trattori né automobili.
"Che cos'ha questo mondo di diverso dal nostro?" chiese
a un tratto Diana [...]
"[...] Be', è senz'altro meno rumoroso e tossico del vostro,
anche se manca di qualche comodità cui siete abituati.
Ma la differenza più importante è che qui la magia non è
solo una favola per bambini! Qui la magia è pericolosamente
vera, ed è essenziale per la nostra sopravvivenza. [...]"

Dreinor è il tipico regno fantasy, popolato però solo dalla razza degli uomini.
Due grandi regni si contrappongono, il Rodan a nord e il Kern a sud: in ciascuno è custodito un Anello, ma nel nord la sete di potere ha trasformato quello Nero in un'arma da cui strisciano guerre e distruzioni.
La carica di Alto Guardiano è ereditaria. Il solco tra le due figure è stato scavato dai padri degli attuali Guardiani: solo superando il pregiudizio, però, si può sperare di porre fine a un'epoca terribile. Se ad Alex ciò non crea alcun problema, non si può dire altrettanto per Rayan Morrigan, custode dell'Anello Bianco.

"Credi davvero che abbiamo tanto tempo da sprecare con te?"
lo aggredì d'un tratto Rayan Morrigan, parlandogli per la prima volta
e fissandolo con aperto odio. "Ricordati che tu, qui, sei un ospite,
e per di più ospite di un re! Ne deduco che nel tuo mondo non insegnino
le buone maniere. O questa è un'eccezione per ragioni personali?"
Alex avvampò di collera.
"Il mio mondo non è affare che ti riguardi, soprattutto perché nessuno
ti ci ha trascinato a forza! Io sono qui per fare un favore a voi tutti, anche se
ancora mi domando quale sia. E se la smetteste di trattarmi come un cane
con la rogna per qualche motivo che ancora mi è oscuro, e gentilmente
mi spiegaste cosa posso fare per voi, allora forse lo farei!"
Fissò Morrigan con aria di sfida [...].

Gli elementi high fantasy, dunque, ci sono tutti: la ricerca (o quest, che fa più figo), la più antica delle lotte, il prescelto inconsapevole e l'altro prescelto che lo detesta, e poi la compagnia (dell'anello, è proprio il caso di dire). Un po' meno scontata è la figura del nemico, che mi guardo bene dallo spoilerare, ma non è nemmeno questo l'elemento di novità che più mi ha colpita.
Questo elemento è la voce narrante di Alex: vi ho già fatto vedere quanto l'incipit sia piuttosto inusuale per un epic fantasy, eppure ciò che lo rende fruibile anche ai noi appassionati è il narratore. Le vicende sono tutte filtrate attarverso i suoi occhi. Lui non è un ragazzo prodigio, che in due settimane di allenamento diventa improvvisamente capace di sbaragliare un esercito con uno starnuto, e nemmeno uno che accetta passivamente il ruolo impostogli.
Alex è un ragazzo del ventunesimo secolo, che fatica ad adattarsi a Dreinor, che vuole sapere e conoscere, si ribella ad autorità che non riconosce come sue, impara a sue spese a tenere in mano una spada e a convivere con l'altro Guardiano.

Anche lo sviluppo del rapporto tra i due ragazzi mi è piaciuto molto, perché i personaggi stessi sono vivi: nonostante abbiano validi motivi per odiarsi, soprattutto Rayan, loro sono persone. Non possono impedirsi di provare curiosità l'uno per l'altro.

"Può darsi..." rispose Alex non molto convinto. "Comunque
sono gli unici. Ansel e Colin non mi rivolgono nemmeno la parola, 
mentre Morrigan... be', per quanto riguarda Rayan Morrigan hai visto
benissimo anche tu che genere di rapporto ho con lui."
"Ti assicuro che assieme siete uno spasso", rise Seleil lavando l'ultima
stoviglia della bacinella. [...] Il fatto è che vorrebbe odiarti per tutto
ciò che rappresenti, ma non riesce ad ammettere nemmeno a se stesso
che tu gli piaci. Credo che al momento sia un po' confuso."

Da amante del fantasy classico, mi sento di dire che ho apprezzato molto questo libro, e lo consiglio ad altri appassionati per la sua capacità di dare una prospettiva nuova a un tipo di intreccio fin troppo comune.
Da amica di molte persone che evitano questo genere come la peste, invece, lo consiglio perché manca il narratore piatto e onniscente che tanto vi perplime, così come la "pesantezza" di stile e la linea netta, invalicabile, tra bene e male.


Ink Maiden

Acquisto: Plesio

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