Il Dominio dei Mondi - L'Egemonia del Drago - di Nunzia Alemanno - Segnalazione Nuova Uscita

Buongiorno!
Oggi ci aspetta qualche segnalazione.
Inizio con quella di Nunzia Alemanno, il libro non è "nuovo" ma a Luglio è uscito il cartaceo!


Il Dominio dei Mondi - L'Egemonia del Drago

di Nunzia Alemanno



Trama:




Karl Overgaard è un brillante bambino di appena sei anni. Vive a Silkeborg, in Danimarca, insieme alla madre, Karen e la nonna, Amanda. In seguito ad alcuni strani avvenimenti (la voglia dietro la nuca che, inspiegabilmente, inizia a sanguinare e l’orrenda visione di un drago fuori dalla finestra della sua camera), Karl all’improvviso e misteriosamente, scompare.
L’ispettore Johan Kallen si prende carico delle indagini, ritenendo Karen, a causa degli strani disturbi psichici che la affliggono, la sospettata principale per la scomparsa del bambino.
Il destino di Karl è legato a quello di Ambra, una giovane fanciulla di Castaryus. Qui, in questo piccolo mondo disperso nella galassia di Ursantia, subiranno la persecuzione di Elenìae, una maga perfida e spietata dai poteri illimitati che brama al dominio assoluto. Per conquistare tale supremazia, la sanguinaria strega dovrà distruggere l’onnipotente divinità di Castaryus, il Drago, che governa su tutti i popoli da più di duemila anni. L’antica profezia, infatti dice che un modo per annientarlo esiste e finalmente, dopo due millenni di attesa, Elenìae dà inizio alla caccia di coloro che potranno rendere possibile il suo spietato sogno di potere. Le prede sono i cuori pulsanti del bambino e della giovane Ambra. Anche a lei, la voglia dietro la nuca, aveva cominciato a sanguinare, proprio come avvenne al piccolo Karl prima della sua scomparsa. Che cosa può accomunare due persone appartenenti a due mondi cosi diversi e così lontani? Intorno a loro ruotano le vicende di re, maghi e forti guerrieri, storie d’amore che appassionano, avventure che lasciano senza fiato. La disperazione condurrà una madre alla follia (è veramente pazza? O è divenuta cosciente di quel mondo in cui il figlio è stato trasportato e vuole andare a tutti i costi a riprenderselo) e non mancherà l’impegno di coloro che, per proteggere Ambra e il piccolo Karl, non si risparmieranno nella lotta mettendo in gioco la propria vita.


L'autrice:


Nunzia Alemanno nasce a dicembre del ‘67 a Copertino, in provincia di Lecce, dove vive insieme al marito e i tre figli. Qualificatasi assistente per l’infanzia, ha deciso invece, di svolgere tale attività in casa, 24 ore su 24, nella cura della famiglia e dei propri figli. All’età di quarantatré anni scopre l’arte della scrittura, o meglio, il piacere di mettere nero su bianco tutto ciò che detta la fantasia e grazie a ciò è riuscita a realizzare la sua prima opera fantastica, “Il dominio dei Mondi”. Tra gli scaffali della sua libreria non mancano autori come Terry Brooks, George R.R. Martin e Stephen King ma qualsiasi genere di lettura è di suo gradimento.


Links:

Cartaceo: Lulu

Ebook: Amazon

Pagina Facebook: L'Egemonia del Drago


Anteprima:


“Oh Solon,
mia adorata stella del firmamento, 
a lungo ti attenderò 
e quando la tua chioma illuminerà la notte, 
saremo pronti…” 
 (Elenìae) 


Premessa 

 Voglio raccontarvi una storia. “La solita storia…” direte voi “… una di quelle che sarà poi  dimenticata in uno dei tanti scaffali della libreria, fra tante storie già lette, tra decine di libri già sfogliati”. Non è detto, magari questa volta è diverso. È la continua lotta tra eterne realtà in conflitto da sempre, dall’inizio dei tempi, da quando l’Universo fu concepito. Il Bene e il Male, l’Odio e l’Amore, La Vita e la Morte. Tutti elementi con cui si può dar vita a una storia, a una favola, protagonisti della vita reale di tutti i giorni e che nel mio romanzo non potevano mancare. Si narrano le vicende di un bambino di sei anni, uno dei giorni nostri, uno dei tanti, appassionato di videogiochi e supereroi, amante della lettura e del sapere, un bambino coraggioso e intelligente, già fin troppo maturo per la sua età. Ma prima di giungere a lui dobbiamo fare un passo indietro, arretrare nel tempo di qualche migliaio di anni e volare verso la lontana quanto ignota Castaryus, la terra del Drago, dove questa favola di orrore e morte, di sangue e potere ma anche di gioia e di vita, ebbe inizio.


Le origini
 (Castaryus – Galassia di Ursantia) 


Ellech - Era del Drago, duemila anni prima 

Smettila, basta, no… mi fai il solletico… basta!”. 
 Dopo diversi tentativi, Ariel riuscì a districarsi dalla sua presa e a fuggire via. Tentava di correre più veloce che poteva ma la sua corsa a volte rallentava a causa della sabbia soffice che le faceva affondare i piedi e anche perché, ogni tanto, si piegava in due per le risate. Infine lui la raggiunse e la travolse, rotolarono insieme sulla sabbia ma questa volta non le fece il solletico. La tenne stretta a sé e mentre coccolava i suoi capelli, le diceva “Ti amo” ripetutamente, come in una sorta di cantilena romantica. 
 “Anch’io ti amo” replicò lei, specchiandosi teneramente nelle sue verdi iridi e accarezzandogli delicatamente il viso. Lo baciò. 
Correva l’anno 523. Due tra i più forti guerrieri, di quei luoghi e di quei tempi, in quel momento si donavano l’uno all’altra e si amavano come nessuno aveva mai amato. Vissero i loro momenti avvolti da una passione travolgente, ognuno donando il proprio corpo all’altro, di nascosto, come clandestini in un mondo a cui non appartenevano, come ladri di un sentimento a cui non avevano diritto. Furono risucchiati in un vortice di sentimenti come l’amore, che provavano l’uno per l’altra. Come la gioia, per essersi rivisti dopo tanto tempo. Come la tristezza, data dal fatto che presto si sarebbero separati e chissà quando sarebbero stati di nuovo insieme. 
 Due tra i più forti guerrieri… 
 Provenivano da popoli diversi, lontani, con ceti sociali, usanze e costumi differenti, un modo di vivere completamente dissimile. 
 Da una parte Ellech, un immenso e potente regno, quello di Ariel, unica figlia di re Vanguard e capitano dell’esercito. Nonostante fosse una donna, era l’unica in grado di tenere testa a una battaglia e suo padre poneva in lei una fiducia cieca. In tutte le terre del Continente Veliriano, le donne venivano chiamate all’addestramento militare esattamente come gli uomini. Solo l’esercito di Vanguard contava oltre un migliaio di guerriere e il coraggio che dimostravano in battaglia, spesso, superava di gran lunga quello dei soldati. Vivevano nel lusso più sfrenato. Il regno godeva d’immense ricchezze, la maggior parte di esse conquistate in guerra a seguito delle numerose vittorie. Molteplici furono le loro invasioni e innumerevoli i regni a loro sottomessi. Il loro prestigio e potere erano conosciuti ovunque e la loro alleanza era richiesta e ben gradita. 
 Dall’altra parte Mitwock, il regno di Kiro. Era situato sulle alture di Xenidra e ubicato nel cuore della foresta di Bledt-Iris, circondato da alte querce e larici, tanto da sembrare un tesoro difeso da imponenti soldati. Il legno degli alberi sradicati venne utilizzato per dar luogo alle costruzioni che, inizialmente, circondavano l’imponente castello. Col passare degli anni il centro abitato si espanse sempre di più fino a formare dei veri e propri gruppi di villaggi, divenuti poi piccole cittadine autonome che dipendevano sempre e comunque dal re. Il regno però era modesto, il popolo era umile e non godeva di particolari ricchezze. A sua difesa non vi era un esercito numeroso, ma in quanto a potenza non aveva pari. Per loro l’arte del combattimento era essenziale e basavano la loro vita su quello. L’addestramento dei soldati avveniva sulla vetta più alta di Xenidra e spesso in condizioni ambientali sfavorevoli. Le vette erano quasi sempre innevate e i guerrieri prima di tutto venivano addestrati a resistere alla fame e al freddo. Il loro esercito era costituito da appena duemila guerrieri, niente rispetto ai diecimila di re Vanguard, ma nonostante ciò, il sovrano di Ellech chiedeva spesso la loro alleanza perché era consapevole che quei duemila uomini valevano almeno quanto la metà dei suoi. 
 L’anno prima il regnante di Mitwock subì un attentato da parte dei nemici di Vanguard. Durante uno dei festeggiamenti del plenilunio, dove tutto il popolo era invitato a celebrare i riti di preghiera, Kiro fu colpito a morte da una lancia scagliata da un membro dei feleninsi, eterni nemici di Vanguard, i quali speravano che colpendo Mitwock avrebbero aperto una breccia consistente nella difesa di Ellech, ma non fu così. Durante la battaglia contro gli Efesini, per la conquista di tutto il territorio dell’est, il figlio di Kiro, Asedhon, guidò il suo esercito alla vittoria, proprio quando non sembrava esserci più speranza, conquistando così fama e rispetto da parte degli alleati di suo padre. Nonostante il dolore per la perdita del re, egli ebbe la freddezza di prendere in mano le sorti del suo regno. Erede al trono, si autonominò capo dell’esercito e lui stesso addestrava i suoi guerrieri. Ora Mitwock era divenuto il regno di Asedhon. Egli era a capo dell’esercito più potente che fosse mai esistito e questo fu solo uno dei tanti miglioramenti che apportò al suo reame. 
 Era la prima volta che veniva convocato all’Incontro dei Capi. Si trattava dell’Assemblea degli Alleati che veniva indetta da Vanguard qualora ci fosse il rischio di una guerra imminente. 
Erano in tutto diciotto re, appartenenti a diciotto regni diversi. 
Vanguard, regnante di Ellech 
Asedhon, regnante di Mitwock 
Hilnemor, regnante di Heraltil 
Rachais, regnante di Roncas 
Calav, regnante di Hiulai-Stir 
Alonias, regnante di Hosenat 
Casius, regnante di Jugaia 
Nubajar, regnante di Mellerit 
Vestus, regnante di Vestusia 
Zarcos, regnante di Sellerot 
Patoryu, regnante di Ksilse 
Zesida, Governatrice di Sestrek-Zas 
Misiar, regina di Libellun 
Philsio, regnante di Jarictia 
Xihlor, regnante di Dunetsia 
Kromier, governante di Adamanthis 
Wilbajer, governante di Stelbaris 
Minor, regnante di Roxadria 
L’alleanza con Mitwock esisteva già da molti anni, ai tempi di re Kiro, ma solo ora, Asedhon, ebbe il privilegio di essere convocato per la prima volta all’Incontro. 
“Guarda che non ti perdi nulla, sai?”. 
 “Starai scherzando spero! Sono stato convocato nel castello della più grande leggenda vivente e tu dici che non mi perdo niente? Io, un piccolo e insignificante essere al cospetto dei più grandi!”. 
 “Non sei un insignificante essere! Tu, per me, sei la leggenda più grande!” lo interruppe lei prima di baciarlo ancora. 
 “L’ultima volta, Mitwock, venne rappresentata da mio padre. Non so perché, ma non mi sento alla sua altezza, non mi sento all’altezza di nessuno di loro”. 
 “Vedrai che andrà tutto bene. Sei il più giovane tra tutti, ma ciò non vuol dire che darai meno degli altri. Intanto domani inizierete con un’abbondante colazione, ma così abbondante che per portarla a compimento ci impiegherete tutta la mattina. Diverrà già l’ora di pranzo e, già che ci sarete, comincerete anche a pranzare. Vi abbufferete come maiali e solo se avanzerà un po’ di tempo prima della cena inizierete a parlare delle cose serie, altrimenti… non rifiuterete neanche la cena”. Risero divertiti e si abbracciarono forte ricominciando la lunga cantilena di baci che di tanto in tanto interrompevano per rivolgersi la parola

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