Ornella Nalon

Biografia

Ornella Nalon






Sono nata a Mira , una ridente cittadina della riviera del Brenta, in provincia di Venezia ove,
risiedo.
Sono diplomata in ragioneria e lavoro, come impiegata amministrativa, in una ditta di costruzioni
immobiliari della mia zona.
Ho una splendida figlia di ventotto anni e un “figlio” adottivo, di genere canis, che si chiama Elia.I miei hobby sono: il giardinaggio, la buona cucina, il cinema e, naturalmente, la scrittura, che pratico
con frequenza quotidiana.
Nel mese di febbraio del 2013, mi sono affacciata al mondo dell’editoria con la mia prima
pubblicazione che, se pur di scarso successo, mi ha reso orgogliosa e ha incrementato la mia voglia di
scrivere. Il titolo del libro è “Quattro sentieri variopinti” edito dalla Arduino Sacco Editore di Roma e
si tratta di una raccolta di quattro racconti per ragazzi.
Nel mese di Gennaio 2014, ho pubblicato il mio secondo libro “Oltre i Confini del Mondo” edito
dalla 0111 Edizioni, genere “mainstream”.
A febbraio dello stesso anno, è uscito il mio terzo libro. Anche questo è una raccolta di racconti per la
seconda infanzia dal titolo “Ad ali spiegate” pubblicato dalla “Edizioni Montag”.
A novembre 2014 è uscito il mio giallo “Non tutto è come sembra” edito da 0111 Edizioni.Scrivo con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di
trasmettere almeno un po’ di questa emozione a coloro che leggeranno le mie storie.


Oltre i Confini del Mondo





Quarta:

Assireni è una donna poco più che quarantenne appartenente al popolo dei Masai che vive in un piccolo villaggio sugli altopiani della Rift Valley, esteso territorio situato tra il lago Vittoria ed il monte Kilimanjaro, in Tanzania. A qualche chilometro di distanza è stata costruita una struttura ospedaliera con lo specifico compito di dare assistenza sanitaria alle popolazioni dei paesi circostanti, sprovvisti anche delle infrastrutture di base e in cui imperversa la povertà più assoluta. Fa parte del personale sanitario Eleonora, medico chirurgo sessantenne, di nazionalità italiana, alla quale Assireni racconterà la sua vita.

Al racconto delle esperienze della donna masai, si intrecceranno i ricordi della dottoressa italiana, che, in un crescendo di emozioni, metteranno a confronto due vissuti derivanti da origini e culture diametralmente opposte ma che, tuttavia, ne determineranno alcune similitudini riconducibili al loro iniziale smarrimento e poi, al loro successivo riscatto.

Sinossi

Assireni è una cinquantenne appartenente al popolo dei Masai che vive in un piccolo villaggio sugli altopiani della Rift Valley, esteso territorio situato tra il lago Vittoria ed il monte Kilimanjaro in Tanzania. A qualche chilometro di distanza è stata costruita una struttura ospedaliera con lo specifico compito di dare assistenza sanitaria alle popolazioni dei paesi circostanti, sprovvisti anche delle infrastrutture di base e in cui imperversa la povertà più assoluta. Fa parte del personale sanitario Eleonora, medico chirurgo sessantenne, di nazionalità italiana, alla quale Assireni racconterà la sua vita.

Al racconto delle esperienze della donna masai, si intrecceranno i ricordi della dottoressa italiana, che, in un crescendo di emozioni, metteranno a confronto due vissuti derivanti da origini e culture diametralmente opposte che, tuttavia, ne determineranno alcune similitudini nel loro iniziale smarrimento e poi, nel loro successivo riscatto.

Si scoprirà, così, che Assireni ha dovuto reprimere le sue naturali aspirazioni per sottostare ai doveri imposti dalle tradizioni ataviche del suo popolo che relega la donna dentro ai limitati confini di madre e di moglie, esigendo, da lei, precisi doveri, senza offrire, per contro, alcun diritto. Sarà costretta, poco più che bambina, alla mutilazione genitale, che la priverà del piacere dell’amore fisico. Successivamente le verrà designato, dal padre, un marito che lei conosce appena, nonostante ritenga di essere troppo giovane per assumersi la responsabilità di una famiglia. Suo marito desidera molta prole e pretende subito di avere un figlio, ma lei, a sua insaputa, rischiando di venire ripudiata, ricorre a dei rimedi naturali per evitare la gravidanza. Tuttavia, dopo un po’ di tempo, rimane incinta e nasce un maschio. Il parto è piuttosto complicato e avviene in casa, con il solo aiuto delle donne di famiglia. Il bambino resta per parecchio tempo in apnea, poi sembra riprendersi ma, nei giorni successivi, non dimostra molta vitalità e sembra avere poco appetito. Un mattino la madre lo prende in braccio ma scopre che il piccolo è senza vita. La donna piange per la morte del figlio appena nato, ma anche perché si sente colpevole di non averlo desiderato e crede, per questo motivo, di avere meritato una punizione divina. Per molto tempo continuerà con i suoi decotti anticoncezionali e, quando falliranno, interverrà con qualche improvvisata pratica abortiva, fintanto che, sarà lei stessa a sentirsi pronta per diventare madre e deciderà di avere un figlio.
Questa volta nasce una bella e sana bambina e a lei dedicherà tutte le sue attenzioni fintanto che il marito la accuserà di essere buona a nulla e deciderà di scegliersi una seconda moglie.
Assireni ripone in sua figlia Sabra, tutte le aspettative di vita che a lei sono state negate e si batterà stoicamente con suo marito e tutta la famiglia perché la bimba non subisca alcuna imposizione e perché abbia la possibilità di intraprendere una adeguata carriera scolastica che le permetta di emanciparsi . Per questo progetto si farà aiutare da una responsabile dell’ospedale in cui lavora Eleonora, che contatterà un’associazione benefica, la quale garantirà a Sabra un serio percorso di studi, nella città di Nairobi, fino a farle ottenere una meritata laurea in medicina. Assireni è felice del successo ottenuto dalla figlia, che attraverso lei, riscatta la sua vita di vincoli e doveri. Ma l’orgoglio per lei raggiungerà l’apice quando la sua colta ma semplice ragazza la informerà della sua intenzione di volere esercitare la sua professione nella clinica dove lavora Eleonora, così sarà vicina alla sua famiglia e avrà modo di aiutare la sua gente.

Eleonora è figlia unica di una benestante famiglia veneta. Suo padre è un affermato chirurgo e sua madre fa parte di un’associazione che si attiva in campagne filantropiche. Le occupazioni dei genitori li portano a trascurare il lato educativo della figlia che, crescendo in un ambiente fin troppo permissivo, finisce con il creare dei falsi valori tutti legati alla superficialità del benessere. Eleonora, volubile e capricciosa, fatica a creare dei profondi legami di amicizia con le esponenti del suo sesso ma, in compenso, passa da una relazione amorosa all’altra, con disinvolta facilità. Riesce a laurearsi in medicina e, grazie all’appoggio del noto padre, trova subito lavoro in una prestigiosa clinica della sua città. All’inizio farà da assistente a un
chirurgo ben più grande di lei di cui, dopo un po’ di tempo, si innamorerà. I due si sposeranno, nonostante il parere contrario dei genitori di lei che ritengono, il genero, un po’ troppo maturo per la loro figlia. Il matrimonio funziona per un po’ di tempo finché Eleonora si sente stringere nella morsa dell’abitudine e della noia. Presume che la nascita di un figlio possa portare una ventata di freschezza e di rinvigorimento alla propria relazione, pertanto comunica a suo marito la volontà di diventare madre. La nascita di Alvise, tuttavia, non ottiene il risultato sperato anzi, le maggiori responsabilità della genitorialità, determineranno un inasprimento delle problematiche già esistenti. Eleonora cercherà, in una relazione extraconiugale, l’esaltazione della propria femminilità che, nel tempo, è andata a sopirsi e finirà con il comportarsi, con il proprio figlio, esattamente come i genitori hanno fatto con lei.
Alvise sarà in eterno conflitto con i genitori. Egli raggiunge, con fatica, il diploma di maturità e non intende continuare gli studi perché vuole lavorare per diventare economicamente autosufficiente e andare a vivere da solo. Tuttavia non dimostra alcuna volontà nella ricerca di un lavoro e trascorre il suo tempo a letto o in compagnia di persone poco raccomandabili.
Quando Eleonora, finalmente, si accorge che il ragazzo potrebbe essere entrato in un giro malavitoso e fare uso di sostanze stupefacenti, la tragedia è alla porta. Al rientro da lavoro, un pomeriggio, la donna troverà suo figlio a letto, senza vita, stroncato da una micidiale miscela di alcool e droga.
L’esperienza si dimostrerà devastante. Ad aggravare il dolore per la perdita del figlio, si aggiungerà la presa di coscienza della sua responsabilità dell’evento e della sua inadeguatezza nel ruolo di madre. Seguirà un lungo periodo di depressione che la porterà a una totale apatia verso tutto e tutti, tanto che dimostrerà un completo disinteresse alla scoperta di una relazione del marito e alla sua successiva richiesta di separazione. Si troverà da sola, in uno stato di torpore mentale da cui emergerà solo per farsi dell’autoanalisi distruttiva che la porterà a un passo dal baratro della pazzia.
successivamente, partecipando casualmente a una riunione indetta da sua madre per organizzare una raccolta di fondi per la realizzazione di alcune opere in Africa, si interessa dell’argomento e scatta in lei qualcosa che la spinge a informarsi sempre di più, finché arriva la sua decisione finale: lascerà tutto alle sue spalle e porterà il suo aiuto a chi ne ha davvero bisogno. Prenderà contatto con un’associazione francese che ha costruito un ospedale in una zona depressa e povera della Tanzania e otterrà l’invito a portarvi la sua utilissima conoscenza medico chirurgica.
La donna, in questo luogo, imparerà a vivere dell’essenziale e a convivere, giorno dopo giorno con miseria, malattie e morte. Sarà una battaglia difficile ma, a ogni piccolo successo e a ogni vita salvata, trarrà la forza per continuare e otterrà la consapevolezza di essere utile e, finalmente, troverà la sua ragione di vita!


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Non tutto è come sembra



Quarta:

A bordo di un’auto recuperata in un fiume viene rinvenuta la salma di Giancarlo Visconti, un giovane
e rinomato psicologo. La morte sembra accidentale, ma il maresciallo dei Carabinieri Giovanni Colucci ricorda che altri due psicologi dello stesso comune sono morti negli ultimi due anni e comincia a insospettirsi. Convince i suoi superiori a non derubricare il caso come un semplice incidente stradale e si adopera per dimostrare che si tratta di un omicidio. L’autopsia accerta che
Visconti non presenta segni di annegamento e che la causa del decesso è dovuta allo sfondamento della scatola cranica per mezzo di un corpo contundente. Ottenuta la conferma dei suoi sospetti, il maresciallo, con l’aiuto della sua piccola squadra, indaga per trovare l’assassino e per stabilire un collegamento tra le morti dei tre psicologi, elemento che suffragherebbe la tesi di un serial killer.
Approfondite e scrupolose indagini volgono a comprovare questa teoria e, da quel momento, la vita di numerose persone sarà passata al setaccio. In apparenza sembrano tutti innocenti, anche se alcuni di loro presentano dei lati oscuri. In questa trama intricata, riusciranno i nostri valenti militari dell’Arma a individuare l’omicida seriale?

Sinossi

La storia si svolge in un paese della terraferma veneziana, ai tempi odierni. Tutto inizia, in una notte d’estate, con il recupero di un’auto finita nel fiume, mentre percorreva un strada rettilinea poco frequentata. A bordo, ancora con le cinture allacciate, vi è la salma di Giancarlo Visconti, un giovane e rinomato psicologo del luogo.
A una prima occhiata, la morte sembra del tutto accidentale ma quando Giovanni Colucci, il maresciallo della stazione comando dei Carabinieri del posto, ricorda che, negli ultimi due anni, altri due psicologi dello stesso comune sono morti in giovane età, comincia ad insospettirsi. Poco disposto a crederla una coincidenza, convince i suoi superiori a non derubricare il caso come un semplice incidente stradale e si adopera, con l’aiuto della sua piccola ma efficiente squadra, a dimostrare che si tratta di un omicidio. L’autopsia accerta che Visconti non presenta segni di annegamento e che la causa del decesso è dovuta allo sfondamento della scatola cranica per mezzo di un corpo contundente. Ottenuta la conferma dei suoi sospetti, il maresciallo indaga, non solo per trovare l’assassino, ma per stabilire un collegamento tra le morti dei tre colleghi, elemento che suffragherebbe la teoria di un serial killer.
Dopo avere interrogato tutte le persone più vicine al dottore, emerge una quadro di apparente normalità se si esclude il fatto che il suo matrimonio stava attraversando un periodo di crisi. La moglie si dimostra profondamente addolorata e si professa innamorata del marito, nonostante sia a conoscenza di una sua precedente relazione ed essa stessa frequenti un altro uomo. Su di lei, inizialmente, penderanno i maggiori sospetti quando si viene a sapere che il marito aveva sottoscritto una polizza assicurativa che la rende beneficiaria di un’ingente somma di denaro in caso della sua morte.
Le indagini volgono a comprovare che anche la morte della dottoressa Serena Lunardi, sino a quel momento ritenuta suicida per impiccagione, è stata opera di un assassino e non risulterà difficile scoprire che il trait d’union degli omicidi consiste proprio nella loro professione comune.
Non sarà possibile, invece, provare l’omicidio di Leonardo Santini. Ufficialmente deceduto per cancro, il suo corpo è stato sottoposto a cremazione, su disposizione del fratello. Lo stesso, esclude fermamente che il congiunto sia stato vittima di un assassino e intenderebbe impedire il proseguo delle indagini per non infierire sul provato stato di salute della madre.
Ottenute le liste dei pazienti dei tre psicologi, emergeranno due nominativi sui quali si dirigeranno le future ricerche. Si tratta di Jimmy Carnevale, un depresso imprenditore fallito del luogo e di Caterina Solani, appartenente ad una facoltosa famiglia, da essa in perenne conflitto, amica della vedova Visconti, che ha intrattenuto più di qualche incontro amoroso proprio con il maresciallo Colucci.
Saranno le scrupolose indagini su queste due persone, all’apparenza innocenti anche se un tantino ambigue, a indirizzare la valente squadra dei carabinieri sulle tracce dell’assassino seriale che, una volta scoperto, sembrerà liberare la propria coscienza con una piena confessione.
A bordo di un’auto recuperata in un fiume, si trova la salma di Giancarlo Visconti, un giovane e rinomato psicologo. La morte sembra accidentale ma il maresciallo dei Carabinier, Giovanni Colucci, ricorda che altri due psicologi dello stesso comune sono morti in giovane età, negli ultimi due anni e comincia a insospettirsi. Convince i suoi superiori a non derubricare il caso come un semplice incidente stradale e si adopera a dimostrare che si tratta di un omicidio. L’autopsia accerta che Visconti non presenta segni di annegamento e che la causa del decesso è dovuta allo sfondamento della scatola cranica per mezzo di un corpo contundente. Ottenuta la conferma dei suoi sospetti, il maresciallo, con l’aiuto della sua piccola squadra, indaga per trovare l’assassino e per stabilire un collegamento tra le morti dei tre psicologi, elemento che suffragherebbe la teoria di un serial killer. Approfondite e scrupolose indagini volgono a comprovare questa teoria e, da questo momento, la vita di numerose persone sarà passata al setaccio. All’apparenza, sembrano tutti innocenti anche se, alcuni di loro, presentano dei lati oscuri. In questa trama intricata, riusciranno i nostri valenti militari dell’Arma a individuare l’omicida seriale?


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