Intervista al Lettore: Lara e Valentino

- Nome 




- Lara








- Valentino 
[Meglio di no abito in un sottoscala, dopo il divorzio ho perso la maggior parte dei miei libri, e ho praticamente un Ebook reader… ti mando quello! :D])



- Chi sei?


L - Ho 44 anni, sono una giornalista. Mi ero appena iscritta alla facoltà di lingue ma ho ‘incontrato’ la radio che ha assorbito tutte le mie energie. Ho mollato l’Università e mi sono messa a lavorare sodo. Dalla radio sono poi passata alla carta stampata e alla tv.

 

V - Sono un informatico, sviluppatore software, ex sviluppatore di videogames. Lavoro nell’ambito, guarda un po’, dello sviluppo software web. Scrittore (qui ci sta dai) per passione. Età quarant’anni suonati.



- Grazie a chi e a quale libro avete scoperto la passione per la lettura e perché?


L - Mamma non mi leggeva le fiabe. Mi leggeva i libri che stava leggendo in quel momento. Io ascoltavo le storie da quel punto e cercavo di immaginare il pre e il post. I miei primi ricordi sono legati a libri di Liala.

V - 
I primi libri che davvero mi hanno avvicinato alla lettura sono state le saghe fantasy Dragonlance di Weis e Hickman. Non ricordo l’ordine o i titoli ma sono stati i primi libri che mi hanno fatto apprezzare il magico mondo del leggere.



- Qual è il tuo genere preferito?


L - La narrativa

V - Fantasy, diciamo in forma adulta, e la fantascienza. Non disdegno nessun genere però per partito preso. Anche se non sono un grande appassionato di “storie di gente comune” giusto per non far torto a nessuno.



- Secondo te è giusto dividere i libri per genere?


L - 
Divido solo la narrativa dal resto.


V - 
Sì e no. In qualche modo bisogna pur classificare le umane cose, ma definire un libro con una etichetta è abbastanza sminuente. E’ come definire una persona con una sola etichetta, o una città. E’ un modo per capirsi, non di certo per spiegarsi.




- Autore con cui condivideresti un buon tè e due chiacchiere alle cinque del pomeriggio? Perché?


L - Agatha Christie, per farmi svelare i suoi misteri. Non quelli dei suoi libri (che comunque amo) ma quelli legati alla sua vita mai rivelati.

V - Umberto Eco.
Per capire per quale motivo ha scritto “Il cimitero di Praga”. (E fargli capire QUANTO ho adorato il “Pendolo di Foucault”).



- Personaggio letterario con cui passeresti una giornata? Perché?


L - Lord Hanry Watton. Perché con la sua sfrontatezza non mi annoierei neanche per un istante.


V - Paul Atreides del ciclo di Dune
Perché vorrei che mi parlasse delle acque del suo pianeta. 



- In media quanti libri leggi all'anno?


L - Mai contati, ma ne leggo sempre due per volta

V - Dipende. Non li conto, di fatto non faccio mai statistiche. Direi una decina a occhio e croce. Non mi definisco un lettore massivo, sono un lettore attento , critico ed eclettico.



- Che libri scarti a priori in una libreria? (Anche del genere che leggi)


L - Ora come ora ti direi che scarto quelli con un titolo che strizza l’occhio a produzioni precedenti. Per esempio quelli con un verbo all’imperfetto. L’uomo che voleva….Il bambino che credeva….La donna che pensava…E poi scarto quelli con un incipit che contiene informazioni meteo, ma questa è una fissa mia. Trovo sia un modo troppo scolastico per cominciare un libro.


V - Quelli con le copertine con i draghi, con le donnine svestite con le spade. Quelli che promettono avventure mai viste coni soliti cliché…



- L'iniziativa dell'anno dei libri su facebook per te è utile?


L - 
Se non per i nuovi adepti, lo è sicuramente per scambiare opinioni tra appassionati.


V - Ehm… non ho idea di cosa sia, quindi ci metterei un bel no.



Quale trasposizione cinematografica trovi più riuscita? Quale meno? Perché?


L - Cinque stelle a Il signore anelli, Harry Potter e Misery non deve morire, che addirittura supera il libro. Terribile I fiumi di porpora. Grande cast, grande fotografia, ma nel film hanno tagliato un passaggio fondamentale del libro togliendo significato alla storia.


V - Dipende da quello che si intende per “riuscita”. Se ha venduto al botteghino o se è fedele. Ho apprezzato molto la trasposizione de “Il signore degli Anelli” con tutte le imprecisioni del caso. Ho detestato a morte “Lo Hobbit”, e sono pronto a passare sul cadavere di chiunque la pensi diversamente, poi ho trovato simpatico, ad esempio, “I Robot” anche se con gli scritti di Asimov condivide a stento il titolo e il nome dei personaggi.



- Leggi ebooks? Cosa pensi di questo formato?



L - Non mi avranno fino a che ci sarà qualche anima pia che avrà voglia e coraggio di stampare un libro.

V - Leggo praticamente solo E-books perché ho una casa piccola e la gente mormora. Non disdegno affatto il cartaceo, specialmente se in prestito, però non sono un feticista della carta, a me interessa il contenuto. Sono un informatico del resto, credo sia deformazione professionale.



- Partecipi a fiere sui libri? Pensi siano stimolanti per i non lettori?


L - Io partecipo e ci sguazzo ma credo che i non lettori non cambino idea

V - Partecipo quando posso a fiere e presentazioni varie ma credo fortemente che ai non lettori non possa fregar loro di meno. Io, ad esempio, detesto il calcio. Se mi fanno una bella manifestazione di bambini che giocano al pallone vicino casa con fiori palloncini, porchetta, e cotillons, io non ci vado ugualmente. Mi dovrei prima appassionare all’argomento. Inoltre, per quanto possa sembrare una questione “politically scorrect” , se uno non è un lettore non è che debba diventarlo per forza. Non mi piace troppo la politica di “evangelizzazione”. Fermo restando che bisogna dare ai giovanissimi gli strumenti per potersi appassionare, se lo desiderano, e non costringerli ad odiare per forza la lettura perché ti ci interrogano, devi obbligatoriamente finire il capitolo per fare il temino, e così via discorrendo.



- Ti fideresti a lasciare un mercato largamente preferito come quello delle grandi CE per buttarti in uno più di nicchia come CE piccole o autori self?


L - Personalmente no, ma nella vita serve qualcuno che apra nuove strade. Io arrivo con calma. Ho talmente tanto ancora da leggere..


V - Grandi Case Editrici, o piccole, fa poca differenza per me (anche come autore). Io mi fido spesso dell’istinto e del giudizio altrui. Poi se un libro è edito da Mondadori, o da “Sfigato Edizioni” non mi interessa, basta che si leggano le parole.



 Cosa pensi dei self (autori auto pubblicati)? 


L - Sono prevenuta, lo ammetto. Ma è un limite mio. Lo so.

V - Sono tanti, dovrei dire “troppi”, ma nel senso buono del termine. E’ giusto che si possa pubblicare tutto ciò che si vuole, e dovrebbe avere la stessa dignità di qualsiasi altro testo edito in maniera “prestigiosa”, ma è anche vero che, come si dice dalle mie parti: “Troppi galli a cantare, non farà mai giorno.”




- Cosa si potrebbe fare per avvicinare dei non lettori alla lettura? Soprattutto da bambini.


L - Ecco, appunto. Instradarli con il libro giusto all’età giusta. E buoni insegnanti di lettere.

V - La mia insegnante di lettere delle medie, parliamo del lontano ’80, ci fece scambiare libri tra noi ragazzi. Niente obblighi, niente interrogazioni, temi, raffronti vari. Solo portate un libro che vi è piaciuto e prestatelo a un vostro amico. Lessi un libro di cui non ricordo nemmeno il titolo, al momento, una storia che non avrei mai letto e che adesso ricordo a malapena. Però mi fece pensare: “tiè, guarda un po’…”
Per tornare alla domanda, io credo che la prima cosa da fare sia far capire che leggere è una cosa “normale”. Non è da geni, non è da sfigati, non è una perdita di tempo. E’ un hobby che arricchisce, è una forma d’arte e di intrattenimento, che ti rende una persona migliore.



- Quando devi scegliere un libro vai a cercare le recensioni altrui? Pensi che siano utili?


L - Spesso sì ma ho anche due o tre suggeritori che so che conoscono alla perfezione le mie corde.

V - Non leggo praticamente mai le recensioni. Mi affido all’istinto e al parere di chi mi sta parlando del libro.



- Ti informi sugli autori che leggi? Ti interesserebbe leggere loro interviste?


L - Non necessariamente

V - Sì e sì. E adesso che siamo in un’epoca molto “social” mi piace anche andare a spulciare tra i loro affari.



- Che cosa ti attira in un libro? 




L - L’incipit mi condiziona molto.

V - Nell’acquisto o nella fruizione? Nell’acquisto mi attira molto la quarta di copertina. Se è in grado di stuzzicare la mia libido letteraria lo compro. Se è nella fruizione, invece, do importanza assoluta alla trama. Il libro con i personaggi più belli del mondo, con le descrizioni più affascinanti di sempre, con i costrutti più arditi che mente umana possa concepire, che poi mi finisce con un finale scontato, situazioni ricche di luoghi comuni, beh, viene di norma chiuso e dimenticato.




Cosa in due libri dello stesso genere ti fa propendere per uno dei due?


L - Un particolare della trama più originale dell’altro.

V - Le stesse motivazioni della domanda precedente, oltre al parere diretto di chi lo ha già letto. In mancanza di un parere umano personale mi posso affidare al parere del libraio/a ma a patto che sia un vero libraio/a e non un negoziante di libri.
(Chi ha orecchie per intendere intenda).



Che rapporto hai con le librerie? Le vedi più come una zona self-service o chiedi anche consigli e pareri?


L - Di solito arrivo con le idee chiare e trovo che i librai delle grandi catene siano assolutamente impreparati. Molti di loro vendono libri come venderebbero frutta, verdura, profumi o cellulari. Senza anima, senza passione.

V - Mi affido molto al parere del libraio/a come ho già detto. Però mi va bene anche il resto se non c’è di meglio. Se posso scegliere, però, preferisco recarmi in libreria, una “vera”, e non in una boutique in centro che vende così di carta con le pagine.
(Chi ha orecchie per intendere, intenda, se non ha già inteso).



- Quando compri un libro ti fa timore comprarlo su internet a scatola chiusa? (Parlo di editori e libri che non hanno la possibilità di fare l'anteprima come amazon)


L - No

V - Assolutamente no. Se mi stuzzica, se mi ha intrigato, lo compro e basta. Certo se proprio non c’è nemmeno un’anteprima deve avere una quarta di copertina sensazionale.



- Cosa pensi del bookcrossing?


L - 
Non saprei. Se leggo un libro che mi piace diventa un pezzo di me e non sono disposta a cederlo. Egoista, lo so. 


V - Che bisogna stare attenti e guardare a destra e a sinistra. ^_^
Dalle mie parti non è che se ne parli molto, e io ne conosco praticamente solo il significato. Si accettano, ovviamente, proposte.




L'intervista è finita, cosa ne pensate cari lettori?
Volete partecipare anche voi? Scriveteci! 

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