Racconti: Io penso - Martina Cilento

Eccoci a noi con il terzo racconto della settimana:




Io penso 
 Martina Cilento
Sento il pavimento sotto di me mentre corro, cercando di trovare qualcosa che faccia al caso mio, ma qualunque cosa trovi sa sempre di veleno. Niente di ciò che vedo mi ricorda la campagna dove sono cresciuto, dove la vita era dura, ma tutto sommato anche piacevole. Era difficile trovare da mangiare, ma una volta scovato sapevi per certo che era buonissimo. Mi sono trasferito qui perché c’è più cibo e a me non è mai piaciuto avere fame. Piace ancora meno ai miei sei figli, che sono appena nati. Ma ovunque andiamo veniamo cacciati senza pietà. Dicono che siamo sporchi, che puzziamo, che portiamo malattie. Penso a questo mentre tra le corsie cerco le confezioni che la gente del centro commerciale ha fatto cadere e non ha più raccolto, che magari si sono rotte, e che a noi permetteranno di mangiare per un paio di settimane abbondanti. Penso a questo mentre mi accorgo che qualsiasi cosa troverò probabilmente sarà veleno per i miei figli. Penso a questo mentre mi rendo conto che, nonostante ci siano molti come me che soffrono la fame, piuttosto che darci qualcosa lo buttano. Vedo cataste di immondizia. Mandano un odore nauseabondo. Vedo qualcuno che, nonostante ciò, fruga tra gli scarti. Non voglio dare ai miei figli quella roba. Vedo molti miei simili morti, uccisi dalle trappole. Gli umani dicono che siamo sporchi, che puzziamo, che portiamo malattie. Io, un semplice topo, osservo e penso. Io, un semplice topo, penso.




Si, un racconto breve ed intenso.

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Intervista:             Martina

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