Dario Carraturo - Intervista

Buongiorno a tutti!
Come va?
Le feste continuano anche per il blog!
Ecco a voi l'intervista a...



DARIO CARRATURO!

(applausi scroscianti)





Chissà perché tutto questo tifo?
Sarà forse per la recente recensione di VideoGame? (Che trovate QUI)

Ordunque ciancio alle ciance e bando alle bande iniziamo!

Ciao Dario, piacere di averti con noi!

  • Piacere mio.

Raccontaci qualcosa di te: chi sei, cosa fai nella vita?

  • Dunque... chi sono? Sono uno che scrive, direi. E nella vita... scrivo. Nel senso che, sorprendentemente, campo scrivendo. Ho cominciato come copywriter in una piccola agenzia di pubblicità campana, tanto tempo fa. Poi sono diventato prima storyliner e poi storyeditor della nota soap “Un Posto al Sole”. Da qualche anno insegno sceneggiatura presso la Scuola Internazionale di Comics di Napoli e, di tanto in tanto, scrivo romanzi.


Cosa vuol dire Copywriter? E Storyliner e Storyeditor?

  • Il copywriter è l'autore dei testi di una pubblicità. Storyliner e Storyeditor sono due figure professionali che si occupano della scrittura delle storie di una Soap o di un Real drama, partendo dall'ideazione fino alla stesura del trattamento che consiste nella scrittura di un episodio, scena per scena, ma senza i dialoghi.

Cosa ti ha portato a scrivere?

  • Beh, per quel che ricordo ho sempre scritto. Ho cominciato il mio prima romanzo in quinta elementare (parlava di uno scienziato pazzo che viveva su marte e voleva conquistare il mondo) e da allora non ho più smesso. Scrivere è la cosa che faccio meglio e non riesco a stare senza almeno due o tre progetti narrativi che mi frullino contemporaneamente per la testa. Dovendo dare una risposta più o meno sensata direi che alla base ci sia l'amore per le belle storie. Amo leggerle (o vederle) e non posso fare a meno, nel mio piccolo, di cercare di raccontarle a mia volta.

Con che autore (sia passato che presente, ecco sul futuro non posso esprimermi) passeresti una giornata? Di cosa parlereste?

  • Con George R.R. Martin, ma non posso ripetere in questa sede quello che gli direi perché potrebbero leggerci anche dei minorenni. Poi, dopo averlo picchiato, mi farei dire quali altri personaggi ha intenzione di uccidere e come ha intenzione di concludere il ciclo del ghiaccio e del fuoco, tanto per non correre rischi...

e con quale personaggio letterario?

  • Come puoi intuire, dopo aver letto videogame, sono ragionevolmente convinto che i personaggi letterari debbano stare al proprio posto, e io al mio. Mi piace leggerli e temo che resterei deluso da un incontro a quattr'occhi.

Oltre a quello già citato che autori ti hanno influenzato maggiormente?

  • Ogni cosa che leggo, o che vedo, mi influenza in qualche modo. Cerco di trovare ovunque fonti di ispirazione e spunti di riflessione restando comunque sempre me stesso. Purtroppo ho notato che, soprattutto negli ultimi anni, i novelli autori spesso si “ispirano” così tanto ai loro miti letterari da sfociare quasi nel plagio. Posso anche capire il desiderio di “rendere omaggio” a qualcuno che hai adorato leggere, ma se questo deve trasformarsi in una zavorra allora è meglio l'ingratitudine :-). Per esempio io adoro Tolkien, è stato il mio primo autore fantasy e gli devo tantissimo, ma preferirei infilare la testa in un microonde piuttosto che scrivere un'altra blanda imitazione del Signore degli Anelli.

Passando al tuo libro: da cosa è partita l'idea di scrivere un libro di questo tipo? Sei tu stesso un esperto programmatore? Quanto tempo ci hai messo per scriverlo?

  • No di programmazione non capisco quasi nulla, ma sono stato per un certo periodo un videogamer seriale. L'idea mi è venuta quando avevo circa diciotto anni su un insieme di sollecitazioni diverse (da Lamù a Gremlins) e mi divertiva molto l'idea di reinventare l'immaginario mitologico e di metterlo alla prova facendolo, per così dire, interagire, col mondo reale. Il manoscritto è finito poi in un cassetto, in letargo per svariati anni, fino a che non è stato riesumato dai miei figli che lo hanno apprezzato così tanto da costringermi a finirlo.

Lo stile è ironico all'estremo ma sta bene, quanto ti ci è voluto per riuscire ad ottenere questo effetto?

  • Molto poco a dire il vero. Anche nella vita reale mi risulta piuttosto difficile fare un discorso articolato senza infilarci almeno due o tre battute e spesso le persone che non mi conoscono bene non riescono a capire quando scherzo e quando sono serio.

Qual è lo sviluppo che ti ha divertito di più scrivere? (Io ho una mia teoria... BS diciamo [non sta per bull-shit]) Qual è invece il pezzo che ti ha dato più grattacapi?

  • Se devo essere sincero mi sono divertito come una mangusta ubriaca per tutta la stesura del romanzo e ancora di più, mi sono divertito a rileggerlo al mio terzogenito, la sera, prima di andare a letto. Vere difficoltà non ne ho mai incontrate, mentre, per esempio, è stato molto più difficile e faticosa scrivere il mio primo romanzo...

Hai scritto altro? Vuoi parlarci brevemente delle tue altre produzioni?

  • A parte, come si diceva, un Posto al Sole, che assorbe gran parte delle mie energie creative, ho pubblicato un romanzo di fantascienza intitolato “Le Lacrime della Terra”. Si tratta di un mattoncino di 600 pagine con svariate linee narrative intrecciate che mi è costato un'enorme fatica proprio a livello di struttura e di lavoro preparatorio. Ho passato mesi solo per delineare l'ambientazione, la cronologia, i personaggi, lo svolgimento e l'intreccio delle diverse linee narrative che dovevano poi convergere tutte nel finale. Nel complesso scrivere Videogame è stata una vera passeggiata in confronto.
    Anche il linguaggio è molto diverso. Mentre Videogame ha una scrittura leggera e scanzonata, spesso quasi irriverente, Le Lacrime è un romanzo crudo, cupo, violento, qasi brutale sia nella storia che nel linguaggio utilizzato. Entrambi rispecchiano, a modo loro, due diverse parti del mio carattere e del mio modo di scrivere (forse perché sono dei gemelli). E adesso, dopo aver fatto una sorta di referendum sul mio
    blog, ho cominciato a scrivere un romanzo dedicato ai minatori del Kentucky che si intitolerà “Mitologia di Harlan” e che, per certi versi, potrebbe unire le mie due anime.

Eccoci arrivati alle ultime domande, si torna ad una visione generale:
Tu hai pubblicato VideoGame come self, perché? Come ti sei trovato?

  • Perché al momento non nutro molta fiducia nell'editoria italiana, non avevo tempo da perdere inseguendo questo o quell'editore, avevo il libro pronto, potevo farne un ebook a costo zero e quindi ho deciso di renderlo subito disponibile. Mi sono trovato bene nel senso che, al giorno d'oggi, chiunque voglia pubblicarsi può farlo davvero con estrema facilità. Mi sono trovato male perché, al giorno d'oggi, chiunque voglia pubblicarsi può farlo davvero con estrema facilità, il che vuol dire che tra i self circola una discreta quantità di spazzatura e, chi non ti conosce, è portato istintivamente a fare di tutt'erba un fascio.

Com'è essere un esordiente in Italia? Come fai per farti conoscere?

  • Essere esordiente è faticoso per i motivi che ti ho detto. Io, tra l'altro, non sono mai stato molto bravo nella gestione dei “rapporti sociali”, non sono una bestia da social network, quindi oltre a cercare di aggiornare più o meno regolarmente il blog e implorare recensioni qua e là, non ho fatto molto.

Come si potrebbe aumentare la Cultura in Italia? Se non sbaglio tu lavori per la televisione, sei riuscito a portare qualcosa di culturale al suo interno?

  • Un Posto al Sole è una Soap, o meglio un real drama, il che vuol dire che accanto alle caratteristiche tipiche della soap sono presenti anche altri elementi quali la commedia, il sociale e, perché no, qualche timida sollecitazione culturale. Uno dei nostri personaggi, per esempio, fa la guida turistica, e quindi abbiamo sfruttato il suo lavoro per parlare di architettura, pittura e arte in generale. Si fa quel che si può, ma non è facile anche perché la cultura, come la scrittura, richiede un certo impegno e non tutti hanno voglia di fare questo sforzo...

Grazie mille del tempo che ci hai dedicato!

  • Grazie a voi... è stato davvero un piacere.


Buona giornata a tutti!  

Aratak

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