Abbiamo sempre vissuto nel castello - Shirley Jackson

Abbiamo sempre vissuto nel castello - Shirley Jackson



Allora. Se fosse dipeso da me io non avrei mai scelto di leggere questo libro: credo proprio l'avrei saltato nello scaffale: non ha una copertina che mi attiri ed ha delle connotazioni che mi possono portare a pensarlo ad un target più "femminile". (vi spiegherò poi perché in effetti è un'ottima prima impressione)
A prestarmelo e farmelo leggere è stata la mia ragazza, fa Lingue e letterature straniere e questo è uno dei libri che ha dovuto leggere per l'esame di Inglese (contemporaneo mi sembra, corso che si concentra soprattutto sul fantasy nell'università di Milano e per il quale ha "dovuto" leggere anche lo hobbit e il primo di Martin in Inglese) e che l'ha lasciata estasiata nonché molto positiva per la brevità del libro stesso (150 pagine).

Parto da una premessa: per sentito dire la scrittrice è pazza e sfasata. Provato a cercare su wiki ma non ho trovato granché, a mio parere leggendo solo questo libro dico che lo è, e tanto =D

Nota sul genere.
Dalle ambientazioni, descrizioni, fatti avvenuti lo si potrebbe classificare bene nel "gotico".

Trama:
 Due sorelle: Mary Katherine (Merrycat) e Constance Blackwood vivono in un'antica casa di famiglia con loro zio Julian, rimasto invalido qualche anno prima.
La narrazione prosegue senza particolari avvenimenti, vengono descritte le loro abitudini ed i loro programmi ed infine durante uno dei rari momenti di intrattenimento con persone esterne alla famiglia si viene alla scoperta dei fatti: 6 anni prima la quasi totalità della famiglia era stata sterminata tramite arsenico nello zucchero. Erano morti i genitori di Merrycat e Constance, la moglie di Julian e Julian stesso era stato salvato dalla morte solo per il rotto della cuffia (dei rotatori... ok lo so era pessima ma la dovevo fare =D ) mentre Merrycat si era salvato perché in punizione. Ed ad essere accusata di omicidio era stata Constance ovvero colei che aveva preparato delle bacche non specificate (berries) con lo zucchero, piatto che lei non mangiava mai. Ma è stata scagionata.
Da questa scoperta uno si aspetterebbe non so dei flashback per farci capire perché, come fosse successa questa tragedia, invece no, la vita continua normalmente tranne che per un fatto: arriva loro cugino Charles ad abitare con loro.
Fin da subito ci sono fuoco e fiamme tra lui, Merrycat e Julian invece sembra ci sia del dolce tra lui e Constance.
Charles fa di tutto per mandare via Merrycat e far rinchiudere Julian in un ospedale. Per avere Constance tutta per sé o i soldi? 
Charles inoltre ha un brutto vizio: fuma la pipa (si ok non così brutto...), un giorno però se la dimentica accesa in camera e... Potete immaginare anche voi che succede, Charles non si farà più vedere e le due ritorneranno a vivere la loro vita, anche se senza Julian che muore per problemi cardiaci durante l'incendio. 

Stile:
Cosa? Pensate vi abbia detto tutta la trama? Ovvio, ma non capite che la trama è secondaria? 
Il bello di questo libro non sta nella storia in sé, anche se pure quella è carina ed interessante, ma nel come viene raccontato il tutto. La visuale ed il punto di vista sono quelli di Merrycat al passato. 
Se il punto di vista è unico lo stile è eclettico, variegato, questo perché rispecchia la protagonista schizofrenica.
I capitoli sono di circa 15 pagine ciascuno però solo raramente risultano pesanti.

Personaggi: (qua si che mi posso sbizzarrire) 

Merrycat: Aaaah!!!! Schizofrenia a palate! Mi è piaciuto l'inizio: "Mi chiamo Mary Katherine Blackwood. Ho diciotto anni e vivo con mia sorella Constance. Ho sempre pensato che con un poco di fortuna sarei potuta nascere lupo mannaro, perché i due medi delle mani sono della stessa lunghezza, ma mi sono dovuta accontentare di quello che avevo. Non mi piace lavarmi, e i cani, e il rumore. Mi piace mia sorella Constance, e Riccardo Plantageneto, e l'Amanita phalloides. Tutto il resto della mia famiglia è morto." 
Come vedete da queste brevi righe si entra subito nella schizofrenia della protagonista. Dall'accenno ai lupi mannari già si capisce che non è tanto sana di mente ma ecco qui la bomba: si crede una strega infatti ha sparso nell'immensa proprietà 3 tesori in modo che tenessero lontani i cambiamenti ed al "rompersi" di uno (un libro inchiodato ad un albero che trova caduto per terra) entra in crisi e cerca subito di trovare rimedi alternativi (delle parole "potenti" che se non vengono pronunciate ad alta voce avrebbero funzionato come "scudo"). Ma non funziona perché dopo un paio di giorni arriva comunque Charles che cerca di cacciare via ancora con tutti i metodi "magici" a sua conoscenza.
E' selvatica ma molto profonda nonostante spesso si comporti da bambina. E' sadica, vorrebbe camminare sui cadaveri di tutti gli abitanti del vicino villaggio. 

Constance: La sorella maggiore, quella tranquilla e pacata. Ama la sorella e si vede in tutto quello che fa: non si arrabbia mai e poi mai nonostante tutte le scenate di Merrycat e la sopporta da tempo immemore.

Julian: Il personaggio migliore a mio parere, è fissato nello scrivere un resoconto di quello che è successo nel "più grande caso d'avvelenamento del secolo". Purtroppo la sua malattia lo costringe in sedia a rotelle ed alla perdita della memoria a breve termine. Le scene a mio parere migliori sono quelle dove lui terrorizza una signora del paese raccontandole dell'avvenimento.

Charles: Il tipico personaggio negativo, appena arrivato si fa odiare, reputandolo, tutti, solo a caccia dei soldi e della proprietà. 

Il Villaggio: non ha persone, anche se molte hanno nomi, è un'entità a sé stante, visto come luogo e persona da affrontare da Merrycat ogni Martedì e Giovedì (i giorni in cui va a fare compere). Lo abitano degli "stranieri" senza occhi e con un'unica espressione arcigna quando guardano Merrycat (la famiglia Blackwood è odiata dal villaggio da tempo immemore) 


Conclusione:
Non so che dire (anche per non farmi matterellare a morte dalla mia ragazza)...
A parte gli scherzi io non ho apprezzato troppo questo libro, perché sono più maschio, più tipo d'azione.
Ha diverse chiavi di lettura anche se la principale si basa sulla pazzia della protagonista.
Io lo consiglio alle ragazze ed agli amanti del genere "gotico" ma soprattutto a tutti coloro che amano personaggi complicati, paranoici e con una visione del bene e del male inesistente, Merrycat è un personaggio dove esiste solo "lei" e quello che le piace, tutto il resto è negativo.
Questo è un romanzo molto psicologico dove tutto può essere, potrebbe essere anche solo un'invenzione degli abitanti, anche Julian quando si riferisce a Merrycat la ricorda morta nel breve periodo passato in orfanotrofio (quando Constance era stata accusata e lui in ospedale).


Aratak



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