"L'Anello di Salomone" di Jonathan Stroud



Dopo le mirabolanti imprese ed avventure di Bartimeus e Nathaniel nella trilogia dedicata a loro (l'Amuleto di Samarcanda, l'Occhio del Golem e la Porta di Tolomeo) troviamo in questo libro una specie di prequel dedicato ad un pezzo della storia di Bartimeus: la sua servitù nei confronti di Salomone.



Per chi fosse assolutamente a digiuno di Stroud ci sono un paio di cose da riferire: non aspettatevi il solito fantasy classicamente scritto.
Le trame, gli sviluppi si svolgono su un filo apparentemente classico... Ma il modo in cui è scritto... Ci sono due punti di vista: uno di Bartimeus ed uno di Asmira, durante ogni punto di vista di Bartimeus vi sganascerete dal ridere per l'umorismo di cui è intriso. Ovviamente i POV di Asmira sono più seri. A volte.

Trama:
La regina di Saba, un regno dell' Africa meridionale, riceve la richiesta di matrimonio di Salomone, al suo rifiuto il grande Re chiede un congruo pagamento per la "salvezza" del paese.
La regina piena d'orgoglio chiama una delle sue schiav... Pardon "Guardie Ereditarie", Asmira, per darle un compito: uccidere Re Salomone e rubare il famoso Anello.

Al servizio di uno dei maghi del re, Khaba, troviamo Bartimeus, un jinn di medio livello (ve lo spiego dopo, non vi preoccupate), che malvolentieri svolge i lavori che gli sono affidati: portare carciofi, andare a limare un ghiacciaio per le granite reali, tutti lavori di alta levanza.
Come "premio" viene messo insieme ad altri jinn a lavorare alla costruzione del nuovo tempio e da lì viene spedito dal re in persona a sgominare bande di predoni che assaltano carovane, ivi incontra Asmira e da qui si dipanano le avventure finali vissute dai due.

Personaggi:
Asmira: Guardia Ereditaria della Regina di Saba, orgogliosa, pronta a morire per raggiungere il suo scopo, molto bella E pericolosa -non avvicinatevi mai a lei se ha in mano un coltello... Anzi anche quando non ce l'ha visto che se ne porta uno sempre dietro-

Khaba: Mago molto potente della corte di Re Salomone, molto ambizioso, come tutti i maghi vuole mettere le mani sull'anello del re.

Re Salomone: un Re giusto e saggio, ma se è così perché chiede tributi pesanti?

Bartimeus: un fantastico Jinn, si autodefinisce un gran affubulatore, un gran lavoratore, preferisce essere impiegato in lavori dal notevole impatto politico ed ambientale: ama vantarsene.

Ambientazione:
Per l'appunto potremmo definirlo un fantasy storico, gli ambienti, le nazioni ed i popoli sono quelli realmente esistiti nell'antichità, in aggiunta c'è un poco di magia...
Che tipo? Le solite formule che fanno scaturire fiamme dalle mani e fanno venire le verruche sul tuo gentil sedere?
No, la magia è basata sull' EVOCAZIONE di spiriti dall'Altro Luogo, per farlo hai bisogno di tanta preparazione: agli spiriti non piace essere evocati, lasciate loro un minimo spiraglio e sarà l'ultima cosa di cui vi ricorderete; pentacoli, candele fumose, essenze non meglio identificate (rosmarino), argento e piombo sono ciò con cui puoi tenere lontano da te uno spirito.
Gli spiriti si dividono in diverse categorie in base alla loro potenza:

  • Folletti
  • Foliot
  • Jinn
  • Afrit
  • Marid
  • Entità più potenti di solito MAI convocate perché necessitano le forze di tanti maghi messi assieme
I Jinn sono solitamente i più usati sia per il loro ingegno che per la loro modesta potenza. 

Questo libro, come tutta la trilogia di Bartimeus già pubblicata, merita molto: una storia trattata in modo ironico e serio allo stesso tempo, personaggi che sono ben caratterizzati e via via che si dipana la vicenda sempre meglio definiti nell'ambientazione e nel modo di pensare, la loro evoluzione pagina dopo pagina attraverso il libro (eccetto Bartimeus: lui è già perfetto) ti faranno vivere avventure mozzafiato e, ovviamente se non lo avevate già capito, ti faranno morire dal ridere.


Aratak


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