venerdì 14 luglio 2017

I dragonieri di Pern - Anne McCaffrey

Buongiorno a tutti cari lettori!
Oggi parlo del secondo libro facente parte la trilogia dei Dragonieri di Pern e, guarda caso, è proprio il libro che da il nome alla trilogia stessa!


I dragonieri di Pern 

di Anne McCaffrey


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Scusate la qualità ma non ne ho trovate altre

Allora innanzitutto se volete controllare l'ambientazione vi lascio il link alla mia recensione del primo volume: "Il volo del drago".

Per quanto riguarda invece la trama e le vicende che si dipanano in questo libro... se non avete letto il primo state attenti che ci sono degli SPOILERS!
Lettori avvisati!

Lissa è riuscita nel suo sconsiderato piano di portare i Dragonieri di 400 anni prima nel proprio tempo per aiutare l'unico Wird rimasto a combattere i Fili che scendono dal cielo. 
L'immensa opera di Lissa però sta rivoltandosi su se stessa, Pern è cambiato molto in 400 anni, forse troppo per gli antichi dragonieri abituati alla vita secoli prima.
Dopo così tanto tempo senza Fili i perniani non sanno più come si combattono né portano più il rispetto dovuto ai dragonieri che li proteggono. Questo scatenerà non pochi conflitti tra gli Antichi e i Moderni dragonieri di Pern.
In una situazione dove i Fili hanno cambiato il loro ritmo di discesa avremo scontri di potere e non solo tra queste potenti figure di Pern. 
Le fazioni e le faziosità che animano i dragonieri li porteranno quasi sull'orlo del disastro nelle scene finali del libro... scene che posso dire sono riuscite a farmi commuovere.

Rispetto al primo libro abbiamo una narrazione con una maggiore presenza di Fili nel cielo di Pern che, però, vengono portati in secondo piano rispetto alle vicende che avvengono a terra.
Una narrazione che continua a seguire le vicende di Lissa e F'lar ma che li rende prima parte di un gruppo, di una nazione e infine quasi degli irraggiungibili eroi-capi. La narrazione si sofferma maggiormente sul fratellastro di F'lar, F'nor, e su Brekke, giovane dragoniera; inoltre maggior spazio troveranno i Maestri di tutte le arti, da Robinton, il meraviglioso capo degli arpisti che rimane nel cuore di tutti grazie alle sue capacità politiche e alle sue macchinazioni, a Fandarel, Maestro Fabbro dall'immenso senso pratico oltre che dal gigantesco corpo, con immense capacità manuali, starà a lui riscoprire tutto ciò che c'è da sapere sugli Antichi che sono giunti su Pern.


Conclusione

Ho molto apprezzato questo libro, soprattutto per la capacità che ha avuto di commuovermi.
Solitamente il secondo libro di una trilogia è quello che perde slancio rispetto al primo e su cui si basa la ripresa del terzo.
In questo caso, ho finito di leggere il terzo il giorno prima di scrivere quest'articolo, posso dire che non è successo così. Tutti e tre si mantengono su di un costante livello sia di stile sia di qualità di ciò che viene descritto.
Ciò è possibile soprattutto grazie al cambiamento di protagonisti e di tematiche trattate anche se personalmente da un certo punto di vista ho preferito il primo.
Negli altri manca e, anzi, viene rinsaldata una visione troppo patriarcale della società che però nel primo sembrava essere stata messa in discussione.
Ciò non toglie nulla al libro che anzi parla comunque di diverse altre tematiche, dal capire i punti di vista e le storie altrui ai molteplici richiami all'unità e all'apertura nei tempi di crisi.
Assolutamente consigliato agli appassionati di fantasy, mostra come si costruisce un mondo quasi perfettamente.


A domenica, con l'ultima recensione di questa trilogia! =)


Aratak

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