mercoledì 21 giugno 2017

Sogni di Carta - Melania D'Alessandro

Salve lettori, benritrovati! La vostra Ink Maiden non si stanca mai di sperimentare generi sempre nuovi... è persino tornata un po' bambina dopo questa recensione.
Il libro di cui voglio parlarvi è infatti destinato ai lettori più giovani, con molte illustrazioni e un messaggio importante, trasmesso con un linguaggio e una storia semplici ma molto evocativi. Trovo indispensabile avvicinare i bambini alla lettura, e le storie dedicate proprio a questa passione sono le più adatte per cominciare. Vedremo insieme se Sogni di Carta sarà all'altezza di questo compito.


Sogni di Carta non è un negozio comune: è una libreria dall'aspetto antiquato, in cui i volumi volano tra le mani dei lettori che più ne hanno bisogno e in cui, ogni mattina, nel magazzino si materializza un pacco di libri pronti per essere sistemati tra gli scaffali. Anche il libraio, Archimede, e il suo assistente Gulliver non sono da meno; se il primo è un giovane dagli strani vestiti a quadri e l'aria sognante, il secondo è... un topino da biblioteca, anzi, da libreria.
Archimede ha ereditato l'attività dal nonno ed è stato istruito da Gulliver fino a diventare un ottimo librario, eppure a nulla valgono la passione e l'impegno quando cominciano a verificarsi strani fatti: i libri, letti con amore e custoditi come tesori, ammuffiscono improvvisamente tra le copertine gualcite e le pagine sbiancate. Cosa sta succedendo alla magia dei libri?
In un momento così buio, l'arrivo della bizzarra Febe getta Gulliver nel panico... Sogni di Carta potrà ancora permettersi un'apprendista? Cosa sono disposti a fare lui e Archimede per riportare i libri alla normalità?

"In un paese lontano, che potrebbe essere il vostro così
come il mio, un tempo esisteva un negozio speciale. [..]
quel piccolo negozio in fondo alla via vendeva sogni,
ma non sogni qualunque. Li vendeva sotto forma di carta
e inchiostro, impacchettati in copertine dai mille colori"

Se un romanzo si giudica dall'incipit, questa storia si preannuncia fiabesca, sognante.
In effetti, la prima impressione in questo caso non inganna: Sogni di Carta è una storia pensata per i piccoli ma capace di parlare anche ai grandi, perché all'aspetto fiabesco si unisce quello attuale, che affronta il problema della carenza di lettura nella nostra epoca così frenetica.
Da una parte vi sono infatti gli adulti, indaffarati e dimentichi della loro capacità di sognare, e dall'altra i bambini, vittime dell'indifferenza che i grandi riservano alle loro fantasticherie; il punto di contatto tra i due mondi sono gli adulti come Archimede, che hanno fatto dei loro sogni il proprio mestiere.

"L'insolito nome e l'animo sensibile e sognatore non facevano
che renderlo ancor più bizzarro agli occhi degli altri bambini.
Come se tutto questo non bastasse, Archimede adorava i gilet
e i pantaloni a quadretti e non usciva mai di casa senza la sua
inseparabile paglietta. Un vero personaggio, insomma!
E da adulto non era cambiato di una virgola."

Così ci viene presentato Archimede, che si rivela fin da subito un personaggio in cui i giovani lettori possono identificarsi. Come la maggior parte di loro (e di noi), ha delle particolarità che in molti non hanno compreso, ma non per questo ha rinunciato a ciò che sentiva di essere.
Nemmeno Gulliver ha mai rinunciato al suo caratterino, ma solo perché è un topino tremendamente orgoglioso (e goloso):

" <
tutte le pagine dei libri, vero?>>
<> rispose Gulliver, punto
sul vivo. <
genere! No, no, sono un topo per bene, io. Sì, divoro libri,
è vero, ma non nel senso che intendi tu.>>
[...] Gulliver prese allora a raccontare, tra un boccone e l'altro,
dei suoi viaggi per mari e per terre sconosciute, degli amici
che aveva incontrato e poi salutato con nostalgia, di tutte le cose
che aveva imparato e conosciuto."

ecco che Gulliver è il personaggio che i bambini prenderanno subito in simpatia, divertiti dalla sua passione per i libri e i biscotti e per i battibecchi con Archimede.
Non appena si impara a conoscerli e si sbircia per qualche capitolo nella loro fantastica libreria, il ruolo "passivo" dei nostri protagonisti viene messo in discussione: da commessi diventano allora dei veri e propri eroi, disposti a tutto pur di salvare la loro attività e la magia dei loro libri.

Archimede guardò Osvaldo, che rispose:
<
de L'Isola del Tesoro. [...] quasi riesco a sentire il caldo
afoso del sole sulla pelle, la salsedine tra i capelli!>>
[...] <>
<>
Archimede allora si mise subito all'opera.
Iniziò a cercare tra gli scaffali, impegnato come sempre
quando si trattava di accontentare i gusti dei clienti
più esigenti. Dopo alcuni minuti, trovò il libro che faceva
al caso di Osvaldo ma... con grande stupore si accorse che
la copertina ere rovinata. [...]
Un silenzio di tomba piombò sul negozio."

Nel momento più buio che la libreria abbia mai vissuto, l'arrivo della giovane Febe simboleggia la capacità della fantasia e della creatività di escogitare nuove soluzioni, di appropriarsi finalmente dei propri sogni dopo aver lottato per ottenerli.
I libri infatti, per quanto capaci di magie straordinarie, hanno bisogno anch'essi di un potente incantesimo: l'amore per la lettura. Una libreria non può sopravvivere senza lettori, così come le storie non possono esistere senza un animo sognatore che le faccia proprie. Qui risiede il messaggio profondamente attuale, che deve partire proprio dai più piccoli per toccare il cuore dei genitori: l'incantesimo della fantasia non deve essere soffocato dalle preoccupazioni che ci opprimono ogni giorno.
Consiglio dunque questa storia ai vostri figli, nipotini e cuginetti perché imparino presto il valore della lettura, e a voi adulti che faticate a trovare il tempo per leggere più di un libro al mese; non concedete agli Uomini Grigi il vostro tempo, rivendicatelo per voi.

Ink Maiden

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