giovedì 18 maggio 2017

La Morte Velata - Capitolo 8 - Valentino Eugeni

Bentrovati lettori!
Eccoci al nuovo capitolo del Romanzo a Puntate di Valentino Eugeni, vi lascio il link al Capitolo 1 se qualcuno non lo avesse letto.
E vi lascio il link alla pagina dell'autore: Valentino Eugeni
La Morte Velata, Capitolo 8

[Pianto sommesso, parole confuse: non voglio, sono stanca, sono stanca.]

Sono persa nel vuoto, cado nel nulla, non riesco a capire. Ogni istante che passa divento sempre più leggera, più evanescente, non sento più il mio corpo, né il sangue sul petto, né la gola squarciata.

Sento una voce distante, esultante, ma non capisco da dove provenga. Ho l’immagine si un uomo con le mani luminose, una luce rossa, una luce bianca.

“Ecco, la Grande Opera è compiuta, il piombo è tramutato in oro. Reggo il cuore del Drago Alato, Zolfo, principio volatile. Reggo il cuore del Drago di Terra, Argento Vivo, principio materico. Ecco io divento Oro Vivente.”

[Respiro lento e profondo, dorme?]

***




Una figura di donna dai capelli neri e sporchi, eterea, fluttuante come chi galleggia nell’acqua, lo invita ad andare avanti. Le sue mani sono piccole, gonfie e bluastre. Non parla, le labbra sono serrate e viola, gli occhi tristi sbiancati dall’acqua.
Lo invita a seguirla.
Non ha altri riferimenti se non la sua pallida luminosità di lucciola. Nell’infinito buio vede altre piccole luci immobili, distanti come stelle, eterne, ma quella figura lo chiama, lo chiama, lo chiama incessantemente.

Più le si avvicina, incosciente come una falena, più il ricordo lo raggiunge, e piange. Sente la mancanza di una persona, una donna, gli mancano i suoi occhi, la sua voce. Sente anche la rabbia salire alla mente, bruciargli l’anima. C’è qualcuno che l’ha maledetta, e non avrebbe dovuto farlo, mai, mai avrebbe dovuto osare farle del male!

La casa è in penombra. Non la luminosità grigiastra della cappa, ma una sorta di luminescenza turchese. Gli tornano alla mente considerazioni circa il colore, lunghe discussioni con quell’uomo disgustoso, eppure non sa piazzarle nel giusto ordine. Sa che lei è morta, non c’è più, e sa che è stato lui a portargliela via. Fluttua tra una stanza e l’altra, senza meta, senza ordine. Fotografie, e piccoli ricordi, si formano dinanzi al suo sguardo per scomparire non appena si volta. Il caminetto, lo vede acceso, lo vede spento, lo vede pieno di fuliggine e ragnatele. Le foto di lei sulla mensola, la libreria, colma di testi, vuota, colma di polvere e ragnatele. Il letto, la camera, risate, cigolii, e polvere e ragnatele.

Vorrebbe toccare il materasso, il velluto familiare della sua poltrona, ma non ha corpo, non ha tatto. E piange. Sente lacrime di dolore salirgli dentro, sente la vergogna per la sua impotenza, per la sua stupidità. Raggirato, usato, tradito. Ha perso tutto ciò di cui gli importava davvero e lo ha perso per colpa di quell’individuo orribile. Se solo non si fosse lasciato abbindolare.

La figura di donna lo guida muta tra i ricordi, tra i testi, gli oggetti che ha raccolto in una vita di esperimenti: lui sa cosa fare, lo sa, ormai ha capito. Lui conosce i suoi segreti, lui può fermarlo. Gli manca solo il coraggio di essere spietato quanto lui.

Ha tentato, ma non ricorda quando. Ieri? L’anno scorso? Il tempo non ha molto senso ormai. Ha tentato con il canto, il suono che echeggia nei secoli, come l’eterno Ohm, ma che non è portatore d’armonia. E al canto ha unito l’energia vitale, il fuoco, per dargli il giusto vigore, per spingerlo lontano oltre il Velo, e a questo ha unito il quinto elemento, il colore che gli alchimisti non osano contemplare. Ma ha fallito.
Quando? Ieri? L’anno scorso? Il tempo non ha senso, ma ha fallito e il contatto si è perduto. E’ stanco, è tanto stanco, una spossatezza ben oltre la stanchezza del corpo, ma non può fermarsi.

Sente calore, sente la presenza di una vita. La donna lo prende per mano, lo avvicina all’uomo in piedi nella polvere. I suoi occhi sono vacui, irretiti dallo spettro di donna morta nel fiume.

La donna gli chiede, senza parola, di provarci ancora.



Se volete seguire l'autore la pagina facebook è questa: Valentino Eugeni

Inoltre è presente un'intervista divisa in parti: Parte 1Parte 2Parte 3

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