domenica 9 aprile 2017

Intervista a Monica Giuffrida

Buongiorno a tutti!

Oggi con noi abbiamo Monica Giuffrida autrice de "Manuel a testa in giù" libro sul bullismo che ho recensito e che presenterò il 27 Maggio presso la Libreria dietro l'Angolo di Arese!

Benvenuta Monica, vuoi dirci qualcosa su di te?
  • Sono insegnante di italiano L2 e autrice di romanzi per bambini. Adoro scrivere e leggere.

Quanto è stato difficile il passo che ti ha portata da giornalista a scrittrice di libri per bambini?
  • La mia esperienza da giornalista si è conclusa parecchi anni fa e in realtà il passaggio da una cosa all'altra è stato molto facile. Difatti facevo già allora i miei primi esperimenti letterari, scrivendo racconti brevissimi, fiabe e piccole novelle.


 Pensi che la formazione giornalistica stia influenzando la tua produzione letteraria?
  • Diciamo che ho un taglio da giornalista anche nel mio modo di scrivere letteratura. Come dico nella presentazione del mio sito ( www.latartarugachelegge.jimdo.com) , le frasi troppo lunghe mi sgomentano sempre un poco. Preferisco pensieri brevi, diretti , che arrivano come frecce al lettore.

Come mai hai scelto di scrivere libri per bambini?
  • Adoro i bambini, la loro capacità di stupirsi per qualsiasi cosa. E mi piace farli ridere mentre li trasporto in luoghi fantastici e presento loro i personaggi strampalati nati dalla mia fantasia. Quando una storia mi si para davanti agli occhi e comincio a scrivere, penso già al momento in cui un piccolo lettore si imbatterà nella mia storia......


Passiamo al libro che ho recensito. Come mai hai scelto e cosa ti ha portato a scrivere un libro dalla tematica così scottante?
  • Ho scelto di parlare di bullismo perché nella scuola di uno dei miei figli si era verificato un episodio spiacevole che era stato velocemente insabbiato da tutti. Mi ero domandata come si fosse sentito quel bambino che aveva subito per tanto tempo vessazioni, botte, insulti e avevo maturato l'idea di scrivere qualcosa di forte ma allo stesso tempo fruibile anche dai bambini.


Lo stile che hai usato, narrando la storia in prima persona, da parte di un bambino bullizzato, ci porta a vivere la situazione. Non pensi che questo potrebbe essere negativo nei bambini che lo leggono?
  • No, assolutamente. Sì è trattato di una  scelta ben precisa:  narrare in prima persona una storia di bullismo, con la voce di un bambino che ne è vittima, ha significato mettere al centro del discorso lui e nessun altro. Non i bulli, che non vengono neppure descritti, ma solo Manuel, un bambino come tanti, timido, acuto osservatore, ironico e sensibile. Tutti i bambini possono riconoscersi in lui. E Come lui trovare la forza per uscirne.


Cosa pensi del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo? Pensi ci potrebbero essere soluzioni?
  • Sì può  frenare il bullismo e il cyberbullismo solo continuando a sensibilizzare e responsabilizzare quelli che nei miei incontri formativi nelle scuole io definisco “gli osservatori”. Questi altri non sono che i compagni di scuola, gli amici, quelli che vedono ciò che accade e che devono smettere di fornire il pubblico al bullo e denunciare.


Il libro ha un finale "felice" che non sempre la realtà ha. Speranza, tentativo di convincimento o semplicemente un metodo di approcciarsi ai bambini?
  • Il finale felice è senza dubbio un inno alla speranza ma anche un plauso al coraggio che ogni bambino ha e che deve tirare fuori all'occorrenza.


Leggo dalla tua biografia che insegni l'italiano ai migranti.
Posso chiederti di condividere con noi parte della tua esperienza? Cosa ti ha portato a questa scelta?
  • Sì, come accennavo in apertura, sono un'insegnante di italiano ai migranti da circa dieci anni. Ho iniziato quasi per caso, e ho scoperto un mondo meraviglioso e coinvolgente. Mi piace insegnare e mi piace conoscere persone che arrivano da tutti gli angoli del pianeta, ognuno con la propria storia. In classe è un continuo scambio di esperienze, saperi, cultura, qualcosa di straordinario che mi arricchisce e mi rende orgogliosa di quello che faccio.


Quali sono gli attuali progetti in corso? Ce ne puoi parlare?
  • A Marzo uscirà sempre per La Ruota Edizioni un racconto per bambini intitolato “Mabu che parla agli animali”, ambientato in una savana colorata e buffa.
    Intanto sto lavorando ad una storia che nasce proprio dalla mia esperienza con i migranti. Da una parte una giovane migrante segnata da una perdita devastante, dall'altra una donna italiana sensibile e fragile. Il loro incontro in un centro di accoglienza sarà forse l'ancora di salvezza per entrambe.


E infine l'ultima domanda che porgo sempre:
Come si potrebbe aumentare la cultura in Italia?
  • Credo che a te sia una domanda di una certa importanza visto il lavoro che svolgi.
    Bella domanda! A mio avviso la cultura dovrebbe essere prima di tutto facilmente fruibile  da tutti, ricchi o meno abbienti, abitanti di grandi città o di piccoli centri. E poi occorrerebbe avere sempre il polso di quello che accade in giro. La cultura non può essere sganciata dalla realtà.


Ti ringrazio del tempo che ci hai dedicato

  • Grazie a te Luca!

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